Sabato 21 febbraio 2026 alle ore 20 il maestro Daniele Rustioni alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio 

Direttore : Daniele Rustioni

Johannes Brahms – Canto del destino

In programma l’ouverture del “Tannhäuser” di Richard Wagner e due composizioni di Johannes Brahms: “Das Schicksalslied” (Canto del destino) per coro e orchestra op. 54 e la “Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73”.

Proseguono gli appuntamenti sinfonici della stagione del Teatro del Maggio.

Sabato 21 febbraio, alle ore 20, il maestro Daniele Rustioni sale sul podio della Sala Grande – alla testa dell’Orchestra e del Coro del Maggio – per un concerto della stagione sinfonica del Teatro. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

La serata si apre con l’ouverture del Tannhäuser di Richard Wagner: l’opera debuttò al Dresda nel 1845 con la direzione di Wagner stesso. La celebre ouverture si basa su due idee tematiche contrastanti che rappresentano il dissidio tra amor sacro e amor profano. Il tema dei pellegrini affidato a corni, fagotto e clarinetto è una melodia solenne che muovendosi in senso ascendente via via acquista maggiore spessore sonoro fino a sfociare nel crescendo degli archi sostenuti dagli ottoni gravi. Il secondo tema, legato all’esperienza sensuale del protagonista nel Venusberg (la montagna tedesca che secondo la leggenda ospitava il palazzo di Venere), ha invece movenze sfrenate e cariche di pathos.

Segue Das Schicksalslied (Canto del destino), la composizione di Johannes Brahms che dà il nome alla serata: Le due sezioni contrastanti della lirica, in cui la prima descrive il mondo celeste e l’imperturbabilità degli dei che lo abitano, mentre la seconda il mondo terrestre e l’angoscia esistenziale degli uomini, sono restituite musicalmente con un sapiente gioco di chiaro-scuri (archi in sordina e strofe intonate sottovoce nella prima parte, scrittura dalle forti tinte drammatiche nella seconda). Dopo i due episodi contrastanti, l’opera si chiude con un postludio strumentale che ripropone il tema iniziale.

Il concerto si chiude con l’esecuzione di un’altra composizione di Brahms, la ‘Sinfonia n. 2 in re maggiore’: se la Prima era stata salutata come ‘decima sinfonia’, alludendo all’eredità beethoveniana di cui Brahms era ritenuto custode e garante, la Seconda fu denominata ‘pastorale’ per il suo carattere prevalentemente lirico e melodico, ma anche ‘viennese’ per l’impiego del ritmo di valzer in due dei quattro movimenti. Un motto di tre note, intonato dagli archi gravi a cui rispondono corni, fagotti, flauti e clarinetti, dà il via all’opera. Quella che potrebbe sembrare un’introduzione in realtà è già il tassello fondamentale con cui Brahms, attraverso l’uso sapiente della tecnica di variazione-sviluppo, costruisce il primo tema e l’intero discorso sinfonico.

Daniele Rustioni – che nelle stagioni del Maggio ha debuttato nel gennaio del 2012 con la direzione de Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini – è uno dei direttori d’orchestra più apprezzati della sua generazione per la vastità del suo repertorio sia sinfonico che operistico e per la sua presenza di primo piano nei principali teatri d’opera internazionali. Dalla Stagione 2025/26 è il nuovo Direttore Ospite Principale della Metropolitan Opera, terzo nella storia della maggiore istituzione musicale americana dopo Valerij Gergiev e Fabio Luisi. Nel luglio 2024 è stato insignito dell’ordine di “Chevalier des Arts et Lettres” in Francia. Direttore Musicale dell’Opéra National de Lyon, tra il 2017 e il 2025, ha terminato il suo mandato alla fine della Stagione 2024/25 con una nuova produzione verdiana de La forza del destino che ha presentato anche al Festival di Orange. In segno di riconoscenza, il teatro gli ha poi offerto la carica di Direttore Musicale Emerito. È stato alla guida dell’Ulster Orchestra nel Regno Unito tra il 2019 e il 2024 prima con il ruolo di Direttore Principale e poi di Direttore Musicale, mantenendo la carica onorifica di “Music Director Laureate”. Tra il 2020 e il 2023 è stato inoltre Direttore Ospite Principale dell’Opera Nazionale di Monaco di Baviera, primo nella storia della prestigiosa istituzione tedesca. È inoltre Direttore Emerito dell’Orchestra della Toscana, della quale è stato Direttore Musicale tra il 2014 e il 2020 e Direttore Artistico per il biennio successivo. È stato nominato “Miglior direttore d’orchestra” agli International Opera Awards 2022.

Daniele Rustioni, sempre alla guida dell’Orchestra del Maggio, sarà impegnato nel concerto del 24 febbraio in programma al Duomo di Orvieto (che sarà registrato dalla Rai e trasmesso su Rai 1 il Venerdì Santo dopo la Via Crucis e su Rai 5 nei giorni successivi la messa in onda) e – insieme all’Orchestra e al Coro del Maggio – in un altro appuntamento in tour, il 26 febbraio, al Caurum Hall Guido d’Arezzo di Arezzo.

Il concerto:

Richard Wagner

Tannhäuser, ouverture

Terzo titolo di quelle che Wagner definì “opere romantiche”, Tannhäuser debuttò a Dresda nel 1845 diretto dallo stesso autore. Per la scelta del soggetto il compositore si era ispirato alla leggenda medievale dell’omonimo minnesänger del titolo, un poeta cantore vissuto in Germania nel XIII secolo che dopo aver condiviso momenti di voluttà e passione con la dea Venere nella sua dimora incantata, pentitosi, si reca in pellegrinaggio a Roma per chiedere perdono al Papa. Ma la redenzione di Tannhäuser sarà possibile solo attraverso un atto d’amore estremo che sfocia nel sacrificio compiuto da Elisabeth, donna dall’animo puro. La celebre ouverture è costruita su due idee tematiche contrastanti che rappresentano il dissidio tra amor sacro e amor profano. Il tema dei pellegrini affidato a corni, fagotto e clarinetto è una melodia solenne che muovendosi in senso ascendente via via acquista maggiore spessore sonoro fino a sfociare nel crescendo degli archi sostenuti dagli ottoni gravi. Il secondo tema, legato all’esperienza sensuale del protagonista nel Venusberg, la montagna tedesca che secondo la leggenda ospitava il palazzo di Venere, ha invece movenze sfrenate e cariche di pathos, stemperate tuttavia nel finale dalla ripresa del tema iniziale, quale presagio della salvazione finale.

Johannes Brahms

Das Schicksalslied (Canto del destino) per coro e orchestra op. 54

Dopo il successo del Requiem tedesco nel 1868, Brahms si imbatte in una raccolta di liriche di Friedrich Hölderlin rimanendo particolarmente colpito da una di esse intitolata al destino. Tre anni dopo, nel 1871, si decide a rivestire di note il testo prescelto ma il suo lavoro non lo lascia pienamente soddisfatto; teme di aver spinto la musica oltre il significato espresso dal testo e ritiene il suo Schicksalslied per coro e orchestra op. 54 una sorta di esperimento fallito. Le due sezioni contrastanti della lirica, in cui la prima descrive il mondo celeste e l’imperturbabilità degli dei che lo abitano, mentre la seconda il mondo terrestre e l’angoscia esistenziale degli uomini, sono restituite musicalmente con un sapiente gioco di chiaro-scuri (archi in sordina e strofe intonate sottovoce nella prima parte, scrittura dalle forti tinte drammatiche nella seconda). Dopo i due episodi contrastanti, l’opera si chiude con un postludio strumentale che ripropone il serafico tema iniziale, un espediente necessario per esigenze di simmetria musicale e per conferire unitarietà all’architettura del brano.

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73

A distanza di un solo anno dalla presentazione della Prima Sinfonia, nell’estate del 1877 Brahms realizzò la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73. La rapidità con cui attese alla nuova composizione fu sorprendente se paragonata alla lunghissima gestazione durata quasi un ventennio che accompagnò la sua prima creatura sinfonica. Se la Prima era stata salutata come ‘decima sinfonia’, alludendo all’eredità beethoveniana di cui Brahms era ritenuto custode e garante, la Seconda fu denominata ‘pastorale’ per il suo carattere prevalentemente lirico e melodico, ma anche ‘viennese’ per l’impiego del ritmo di valzer in due dei quattro movimenti. Un motto di tre note, intonato dagli archi gravi a cui rispondono corni, fagotti, flauti e clarinetti, dà il via all’opera. Quella che potrebbe sembrare un’introduzione in realtà è già il tassello fondamentale con cui Brahms, attraverso l’uso sapiente della tecnica di variazione-sviluppo, costruisce il primo tema e l’intero discorso sinfonico. L’Adagio seguente è una pagina di intenso lirismo che accoglie le sonorità cameristiche di fiati e archi al ritmo cullante di berceuse, mentre l’Allegretto grazioso con i suoi due Trii si muove spensierato a passo di danza bucolica. Nell’ultimo movimento, a sancire il collegamento con l’inizio della sinfonia, ecco ricomparire il motto iniziale di tre note che Brahms trasforma con innumerevoli combinazioni ritmico-melodiche nel tripudio generale dell’orchestra.

La locandina:

RICHARD WAGNER

Tannhäuser, ouverture

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JOHANNES BRAHMS

Das Schicksalslied (Canto del destino) per coro e orchestra op. 54

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73

Allegro non troppo / Adagio non troppo /

Allegretto grazioso (quasi Andantino) /

Presto ma non assai

Direttore Daniele Rustioni

—

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Marco Cosci nel Foyer di Galleria della Sala Mehta.

È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Settore D: 20€ 

Settore C: 35€ 

Settore B: 50€ 

Settore A: 70€

Durata complessiva 1 ora e 35 minuti circa, con intervallo

Daniele Rustioni dirige la Quarta Sinfonia di Mahler, venerdì 5 e sabato 6 settembre al teatro La Fenice

Il secondo concerto è riservato Under35

Daniele Rustioni dirige la Quarta di Mahler: è questo l’affascinante programma del prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2024-2025 della Fondazione Teatro La Fenice. Rustioni, tra i più importanti direttori d’orchestra della sua generazione – attualmente, tra i numerosi incarichi, è direttore musicale dell’Opéra National de Lyon – ritorna dunque alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice per dirigere la Quarta Sinfonia in sol maggiore per soprano e orchestra di Gustav Mahler, affiancato dall’acclamato soprano Rosa Feola quale interprete della parte solistica. Il primo concerto è fissatoper venerdì 5 settembre 2025 ore 20.00 (turno S); la replica di sabato 6 settembre ore 20.00 sarà riservata al pubblico under35, che potrà accedere al concerto con biglietti a tariffa super-agevolata di 10 € nell’ambito della promozione La Fenice è giovane.

            Per comprendere la Quarta Sinfonia in sol maggiore per soprano e orchestra di Gustav Mahler (1860-1911) è necessario prendere le mosse da Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), la fortunata raccolta romantica di liriche popolari curata da Achim von Arnim e Clemens Brentano che fu per il compositore austriaco un generoso serbatoio ispiratore negli anni centrali della sua produzione. In particolare fu il Lied Das himmlische Leben (La vita celestiale) a diventare, dopo varie destinazioni creative, l’elemento generatore della composizione in programma. Mahler costruì deliberatamente il suo quarto lavoro sinfonico partendo da questa lirica, che appose come finale dell’opera attribuendogli il ruolo di momento culminante e conclusione della narrazione puramente musicale dei tre movimenti che lo precedono. Così, almeno, risulta dalla lettura dei ricordi di Alma Mahler, cui il marito ‘spiegò’ la Quarta, descrivendola a partire dall’immagine di un antico dipinto, un paesaggio immerso nella luce dorata di un tempo lontano, con la conclusione-rivelazione finale delle gioie del paradiso viste con gli occhi di un bambino, per il quale la beatitudine è piuttosto un’infinita abbondanza di ghiottonerie («Non riuscivo a pensare, allora, – commenta Alma – che egli l’aveva concepita in quel modo perché era così ingenuo – perché era lui un bambino»). 

Composta nelle estati del 1899 e 1900, la Quarta Sinfonia conclude il ciclo delle Wunderhorn-Symphonien, chiudendo, in definitiva, la prima fase del sinfonismo mahleriano; fu eseguita per la prima volta alla Tonhalle di Monaco, il 25 novembre 1901.

            Per approfondire la conoscenza della partitura, è in programma il consueto appuntamento introduttivo: il concerto di venerdì 5 settembre 2025 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle ore 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti (per il concerto di venerdì 5 settembre da € 15,00 a € 130,00 , per la replica del 6 settembre € 10,00 riservato under35) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Daniele Rustioni dirige la Quarta Sinfonia di Mahler, venerdì 5 e sabato 6 settembre al teatro La Fenice

Il secondo concerto è riservato Under35

Daniele Rustioni dirige la Quarta di Mahler: è questo l’affascinante programma del prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2024-2025 della Fondazione Teatro La Fenice. Rustioni, tra i più importanti direttori d’orchestra della sua generazione – attualmente, tra i numerosi incarichi, è direttore musicale dell’Opéra National de Lyon – ritorna dunque alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice per dirigere la Quarta Sinfonia in sol maggiore per soprano e orchestra di Gustav Mahler, affiancato dall’acclamato soprano Rosa Feola quale interprete della parte solistica. Il primo concerto è fissatoper venerdì 5 settembre 2025 ore 20.00 (turno S); la replica di sabato 6 settembre ore 20.00 sarà riservata al pubblico under35, che potrà accedere al concerto con biglietti a tariffa super-agevolata di 10 € nell’ambito della promozione La Fenice è giovane.

            Per comprendere la Quarta Sinfonia in sol maggiore per soprano e orchestra di Gustav Mahler (1860-1911) è necessario prendere le mosse da Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), la fortunata raccolta romantica di liriche popolari curata da Achim von Arnim e Clemens Brentano che fu per il compositore austriaco un generoso serbatoio ispiratore negli anni centrali della sua produzione. In particolare fu il Lied Das himmlische Leben (La vita celestiale) a diventare, dopo varie destinazioni creative, l’elemento generatore della composizione in programma. Mahler costruì deliberatamente il suo quarto lavoro sinfonico partendo da questa lirica, che appose come finale dell’opera attribuendogli il ruolo di momento culminante e conclusione della narrazione puramente musicale dei tre movimenti che lo precedono.

Così, almeno, risulta dalla lettura dei ricordi di Alma Mahler, cui il marito ‘spiegò’ la Quarta, descrivendola a partire dall’immagine di un antico dipinto, un paesaggio immerso nella luce dorata di un tempo lontano, con la conclusione-rivelazione finale delle gioie del paradiso viste con gli occhi di un bambino, per il quale la beatitudine è piuttosto un’infinita abbondanza di ghiottonerie («Non riuscivo a pensare, allora, – commenta Alma – che egli l’aveva concepita in quel modo perché era così ingenuo – perché era lui un bambino»). 

Composta nelle estati del 1899 e 1900, la Quarta Sinfonia conclude il ciclo delle Wunderhorn-Symphonien, chiudendo, in definitiva, la prima fase del sinfonismo mahleriano; fu eseguita per la prima volta alla Tonhalle di Monaco, il 25 novembre 1901.

            Per approfondire la conoscenza della partitura, è in programma il consueto appuntamento introduttivo: il concerto di venerdì 5 settembre 2025 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle ore 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti (per il concerto di venerdì 5 settembre da € 15,00 a € 130,00 , per la replica del 6 settembre € 10,00 riservato under35) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Si rinnova La Fenice per i giovani: biglietti a 10 euro per gli under35 per i due concerti di settembre dedicati a Gustav Mahler

E l’iniziativa si rinnova anche nel cartellone 2025-2026,

con tre eventi della Stagione Sinfonica

È sempre altissima l’attenzione che la Fondazione Teatro La Fenice riserva ai giovani under35: il Teatro veneziano prosegue infatti con convinzione nella sua apprezzatissima attività promozionale rivolta al pubblico delle nuove generazioni. La Fenice è giovane – questo il titolo del progetto che riunisce le tante iniziative destinate a chi ha meno di 35 anni, realizzato in collaborazione con McArthurGlen Noventa di Piave Design Outlet e con la complicità di Bellussi Valdobbiadene – riguarderà ben due eventi in programma nel mese di settembre 2025: due concerti che vedranno protagonista la musica di Gustav Mahler.

Il primo è il concerto affidato a Daniele Rustioni, che dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nella Quarta Sinfonia di Mahler affiancato dall’acclamato soprano Rosa Feola quale interprete della parte solistica. Dopo la prima del 5 settembre, la replica di sabato 6 settembre 2025 ore 20.00 sarà riservata al pubblico under35. Pochi giorni dopo sarà la volta della Sesta Sinfonia in la minore Tragica, che sarà proposta nell’interpretazione di uno dei più interessanti direttori d’orchestra del momento: Giuseppe Mengoli, giovane ma già affermato maestro, recente vincitore, tra l’altro, del primo premio al Concorso Mahler 2023 dell’Orchestra Sinfonica di Bamberg. Anche per questo evento, dopo la prima di sabato 27 settembre, la replica di domenica 28 settembre 2025 ore 17.00 sarà riservata agli studenti ESU.

Sono disponibili da oggi ,venerdì 18 luglio i biglietti per il concerto di sabato 6 settembre diretto dal maestro Rustioni: chi vorrà acquistare il titolo di accesso online (www.teatrolafenice.it) potrà avere un solo biglietto a € 10,00 per ciascuna anagrafica. Mentre per chi si rivolgerà alle biglietterie del Teatro La Fenice e di Mestre – Piazzale Cialdini sarà possibile acquistare un biglietto per anagrafica, più un ulteriore biglietto tramite delega.  I biglietti per il concerto del 28 settembre saranno invece riservati ad Esu e acquistabili da fine agosto tramite i canali di vendita che saranno comunicati nel mese di agosto Info www.teatrolafenice.it.

La promozione La Fenice è giovane è stata già riconfermata anche per la Stagione 2025-2026. Sono tre infatti gli eventi della prossima Stagione Sinfonica che saranno coinvolti da questa iniziativa, tutti e tre in programma al Teatro Malibran: il concerto diretto da John Axelrod con musiche di Daugherty, Copland e Ives in programma sabato 9 maggio 2026 ore 20.00; il concerto diretto da Daniele Callegari con la Sinfonia in do di Georges Bizet e la Piccola Russia di Čajkovskij in programma domenica 27 settembre 2026 ore 17.00; infine il concerto diretto da Neil Thomson con musiche di Nikolaj Rimskij-Korsakov, Joaquín Rodrigo ed Edward Elgar, con la chitarra solista di Marco Tamayo, in programma venerdì 2 ottobre 2026 ore 20.00.

DANIELE RUSTIONI TORNA SUL PODIO DELL’ORCHESTRA RAI

Con lui il pianista Francesco Piemontesi per il Secondo concerto di Liszt

Giovedì 24 ottobre a Torino e in streaming su raicultura.it. Replica venerdì 25 ottobre

Nel 2022 è stato insignito dell’International Opera Award come miglior direttore. Dal 2017 è Direttore musicale dell’Opera di Lione ma è anche alla testa dell’Ulster Orchestra nel Regno Unito e Direttore ospite principale della Bayerische Staatsoper di Monaco. È Daniele Rustioni, che torna sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai giovedì 24 ottobre 2024 alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Il concerto è trasmesso in live streaming sul portale di Rai Cultura e replicato venerdì 25 ottobre alle 20.

Apprezzato in tutto il mondo sia nel repertorio operistico sia in quello sinfonico, nel gennaio 2022 ha fatto il suo debutto con la Philadelphia Orchestra e nel febbraio 2023 ha diretto per la prima volta alla Carnegie Hall alla guida dell’Orchestra della Metropolitan Opera con cui ha un rapporto continuativo. Ha poi debuttato alla testa della Pittsburgh Symphony Orchestra ed è ospite regolare della City of Birmingham Symphony Orchestra, della BBC Symphony e della Hallé Orchestra, oltre che dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese. In Italia è salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Filarmonica della Scala.

Per il suo ritorno sul podio dell’Orchestra Rai propone in apertura di concerto l’Ouverture op. 76 dall’opera Il mercante di Venezia diMario Castelnuovo-Tedesco, ispirata al dramma di Shakespeare, composta nel 1933 e dedicata ad Arturo Toscanini. La prima esecuzione della partitura fu data nel 1935 dall’Orchestra della Rai di Torino. 

A seguire il Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra di Franz Liszt, scritto a Weimar tra il 1848 e il 1849 e più volte rivisto negli anni successivi, fino al 1861. A interpretarlo è chiamato il pianista svizzero Francesco Piemontesi, che ha ottenuto vari riconoscimenti in concorsi prestigiosi tra i quali il “Reine Elisabeth” di Bruxelles nel 2007 ed è stato nominato “Artista BBC New Generation” fra il 2009 e il 2011. Ospite regolare delle più importanti orchestre, dalla London Philharmonic all’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, ha collaborato con direttori quali Zubin Mehta, Marek Janowski, Vasily Petrenko e Yuri Temirkanov. Pianista di grande sensibilità, ha conquistato la scena internazionale sia suonando in rinomati festival e sale da concerto, sia con le sue numerose incisioni dedicate a Mozart, Dvořák e Debussy.

Chiude la serata una pagina di alto virtuosismo sinfonico: il Concerto per orchestra di Béla Bartók. Dedicato alla memoria di Natalia Kussevitzky, è stato eseguito per la prima volta dalla Boston Symphony Orchestra a New York nel 1944. Capolavoro della maturità scritto durante i difficili anni dell’esilio americano di Bartók, il brano attenua gli aspetti più aggressivi e arditi tipici del linguaggio dell’artista ungherese in favore di una linearità espressiva e di una cantabilità immediata che si richiama alle melodie della patria lontana.

I biglietti, da 9 a 30 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino e online sul sito dell’OSN Rai. 

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.