AL TEATRO CARLO FELICE, SERATA INAUGURALE DI GRANDE SUCCESSO E TEATRO GREMITO PER  LA PRIMA DEL “DON GIOVANNI” DI MOZART

Genova, Teatro Carlo Felice

Don Giovanni da venerdì 3 a domenica 12 ottobre 2025

Introduzione all’ascolto primo foyer da 45’ prima dell’inizio di ogni recita

Mercoledì e giovedì partono gli spettacoli di Opera Faro con oltre 4.000 studenti

Si apre sotto i migliori auspici la nuova stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova con uno spettacolo molto applaudito e l’incremento degli abbonati

Applausi, teatro gremito e tanto entusiasmo in palcoscenico e in sala al termine della serata inaugurale della Stagione 2025/2026 del Teatro Carlo Felice di Genova che ha visto in scena il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart nell’allestimento della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, con la regia di Damiano Michieletto (ripresa da Elisabetta Acella), le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Fabio Barettin. Sul podio Constantin Trinks, chiamato a guidare l’Orchestra e il Coro (diretto da Claudio Marino Moretti) del Teatro Carlo Felice e un cast di eccellenti interpreti molto applauditi durante l’intero spettacolo: Simone Alberghini (Don Giovanni), Desirée Rancatore (Donna Anna), Ian Koziara (Don Ottavio), Jennifer Holloway (Donna Elvira), Giulio Mastrototaro (Leporello), Mattia Denti (Il Commendatore), Alex Martini (Masetto) e Chiara Maria Fiorani (Zerlina).

Lo spettacolo, che a distanza di oltre dieci anni dalla sua creazione mantiene intatta la forza espressiva e di scavo psicologico dei personaggi (nel 2011 Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali per le scene e i costumi e ben cinque International Opera Awards per regia, scene, costumi e miglior spettacolo in Europa nel 2010), ha conquistato il pubblico autenticamente corale del teatro genovese, che ha riempito la sala di Aldo Rossi (1.754 presenze su 1.975 posti) rispecchiandone l’idea di piazza e condivisione nativa della forma artistica stessa dell’opera lirica, con adulti, ragazzi, bambini e anziani, tutti insieme a condividere un’esperienza indimenticabile.

Alla serata inaugurale erano presenti la sindaca di Genova Silvia Salis, presidente della Fondazione Teatro Carlo Felice, il presidente della Regione Marco Bucci e numerose autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali e del mondo accademico e culturale. Una partecipazione che ha confermato l’attenzione della città verso il Teatro, in un clima di entusiasmo che sta segnando l’avvio della stagione sotto la nuova guida del sovrintendente Michele Galli e del direttore artistico Federico Pupo.

«È stata una serata emozionante – dichiara il sovrintendente Michele Galli – non solo per il successo artistico, ma per il clima che si è respirato in sala: un teatro pieno, un pubblico attento, un senso di comunità che dà forza e significato al nostro lavoro. L’inaugurazione con Don Giovanni segna simbolicamente l’avvio di una stagione che abbiamo voluto costruire come un viaggio condiviso, in cui artisti e spettatori navigano insieme alla ricerca di nuovi approdi. Il Carlo Felice torna a essere un punto di riferimento visibile e vivo nel cuore della città e questo ce lo dicono le 1.754 presenze alla serata inaugurale su 1.975 posti e l’aumento del numero di abbonati di oltre il 20% rispetto alla stagione precedente, sia per il cartellone operistico che per quello dei concerti. Questo non può che renderci fiduciosi verso il cammino intrapreso».

«L’accoglienza del pubblico – aggiunge il direttore artistico Federico Pupo – è la conferma più bella del percorso che abbiamo intrapreso. Don Giovanni è un’opera che continua a interrogarci e, in questo allestimento, riesce a parlare anche al presente con potenza scenica e verità teatrale. È un segnale importante per tutta la stagione, che proseguirà con titoli di grande valore e con un’attenzione costante alla qualità degli interpreti e alla coerenza del nostro progetto artistico».

Molto gradita anche la nuova iniziativa dell’introduzione all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite possono seguire 45’ prima dell’inizio nel Foyer, curate dal direttore artistico Federico Pupo con gli studenti del Conservatorio “Paganini”.

Don Giovanni è in replica sabato 4 ottobre ore 15, domenica 5 ottobre ore 15, venerdì 10 ottobre ore 20, sabato 11 ottobre ore 20 e domenica 12 ottobre ore 15.

Sarà invece in scena mercoledì 8 e giovedì 9 ottobre alle ore 11 il primo spettacolo di Opera Faro la sezione del nuovo progetto Education “Un mare di musica… felice!”. Recite già sold-out e quindi circa 4000 bambini per Don Giovanni, cominciamo dalla fine! Spettacolo ideato proprio per gli studenti tratto da Don Giovanni con la regia e la narrazione di Gabriele Duma e gli interpreti dello stesso cast in scena il 4 e l’11 ottobre.

Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione di Opera, Balletto e di Concerti 2025/2026: una programmazione che segna l’inizio di un nuovo percorso, caratterizzato non solo dal rinnovamento della guida istituzionale e artistica, ma anche da un’idea di teatro sempre più vivace, accogliente, fecondo. La prima rotta è tracciata: si parte da Don Giovanni a ottobre 2025 e si approda alla Bohème a giugno 2026, due capolavori che aprono e chiudono una stagione fatta di scelte, ritorni d’autore e nuove tappe. È il tempo dei Naviganti, di coloro che cercano nessi di significato lungo l’intero tragitto, non solo quando giungono alla meta. Sulla mappa si succedono i grandi titoli del repertorio e voci meno frequenti della contemporaneità. In questo spirito, la nuova stagione – otto opere, un balletto e undici concerti – non si limita a proporre spettacoli, ma intende evocare visioni tanto agli spettatori più assidui quanto agli sporadici curiosi. Ai più giovani, cui è dedicata La bohème con i solisti dell’Accademia, e ai cultori del teatro d’opera, che troveranno in Tristan und Isolde e Don Giovanni occasioni di ascolto e riflessione più rare e complesse. Agli appassionati del melodramma italiano, che vedranno alternarsi Il trovatore, Macbeth e Cavalleria rusticana, e a chi cerca nel teatro anche la sfida della contemporaneità, come accade con Il nome della rosa. Per Genova, navigare è molto più che un’immagine evocativa: è un codice genetico che la città e la sua storia portano impresso sulle pietre, nel vento, nel profilo del porto, nella mobilità dell’orizzonte. È la sua vocazione: partire, tornare, attraversare. Il Teatro Carlo Felice – posto nel cuore della città, accanto a Piazza De Ferrari che ne è snodo e salotto – incarna da sempre questa dimensione; l’edificio stesso, nella sua architettura, si offre al paesaggio come torre-faro: visibile, severa e rassicurante al contempo. Nelle sere di spettacolo, la torre si accende, scandisce il tempo della comunità che la circonda e le indica nuovi orientamenti e nuovi approdi dell’espressività. La programmazione si configura così come una carta nautica da esplorare, con punti cardinali e rotte possibili. Il Teatro Carlo Felice invita la sua città a salire a bordo.

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venerdì 3 ottobre 2025, ore 20 Turno A

sabato 4 ottobre 2025, ore 15 Turno F

domenica 5 ottobre 2025, ore 15 Turno C

venerdì 10 ottobre 2025, ore 20 Turno B

sabato 11 ottobre 2025, ore 20 Turno L

domenica 12 ottobre 2025, ore 15 fuori abbonamento

Don Giovanni, cominciamo dalla fine!

Per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado

Mercoledì 8 e giovedì 9 ottobre 2025

Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni

Dramma giocoso in due atti K527

Libretto di Lorenzo Da Ponte dal dramma El burlador de Sevilla y convidado de piedra di Tirso de Molina attraverso il libretto Don Giovanni o sia Il convitato di pietra di Giovanni Bertati per Giuseppe Gazzaniga

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Prima rappresentazione Praga, Nostitz-Theater, 29 ottobre 1787

Inaugurazione della stagione di opera e balletto 2025/2026

Direttore Constatin Trinks

Regia Damiano Michieletto

Scene Paolo Fantin

Costumi Carla Teti

Luci Fabio Barettin

Assistente ai costumi Beatrice Serpillo

Assistente alle scene Riccardo Roggiani

Assistente alle luci Ludovico Gobbi

Don Giovanni Simone Alberghini / Gurgen Baveyan (4, 11)

Donna Anna Desirée Rancatore / Irina Dubrovskaya (4, 11)

Don Ottavio Ian Koziara / David Ferri Durà (4, 11)

Il Commendatore Mattia Denti

Donna Elvira Jennifer Holloway / Monica Zanettin (4, 10, 12)

Leporello Giulio Mastrototaro / Bruno Taddia (4, 11)

Masetto Alex Martini

Zerlina  Chiara Maria Fiorani

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova

Maestro del Coro Claudio Marino Moretti

DON GIOVANNI DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE 2025-2026 DI OPERA, BALLETTO E CONCERTI DEL TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA

In scena la pluripremiata produzione del regista Damiano Michieletto per il Teatro La Fenice di Venezia con la direzione di Constantin Trinks

Tra gli interpreti vocali Simone Alberghini (Don Giovanni), Desirée Rancatore (Donna Anna), Jennifer Holloway (Donna Elvira), Giulio Mastrototaro (Leporello)


Genova, Teatro Carlo Felice

Don Giovanni da venerdì 3 a domenica 12 ottobre 2025

Introduzione all’ascolto primo foyer da 60’ prima dell’inizio di ogni recita

incontri di presentazione

mercoledì 24 settembre con gli studenti del Liceo Musicale “S. Pertini” e l’Associazione Carlo Felice Young APS

sabato 27 settembre con gli Amici del Teatro Carlo Felice e Conservatorio Niccolò Paganini
 

È uno dei capolavori assoluti del repertorio operistico a inaugurare la Stagione artistica 2025-2026 della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova: il dramma giocoso Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte in scena da venerdì 3 ottobre alle ore 20 (repliche: sabato 4 ottobre ore 15, domenica 5 ottobre ore 15, venerdì 10 ottobre ore 20, sabato 11 ottobre ore 20 e domenica 12 ottobre ore 15) nel teatro progettato da Aldo Rossi che comincia un nuovo percorso sotto la guida del sovrintendente Michele Galli e del direttore artistico Federico Pupo.

«Nel ringraziare da parte di Regione Liguria il sovrintendente e il direttore artistico per l’impegno già profuso nell’elaborare questa nuova stagione – dichiara l’assessore alla Cultura della – desidero sottolineare che il sostegno istituzionale nei confronti del Teatro Carlo Felice viene confermato anche grazie alla prospettiva non solo di rinnovare la tradizione del teatro genovese ma anche di occuparsi, accanto al pubblico degli adulti, anche di quello dei giovani e dei bambini. Portare sempre più persone e di ogni età al Carlo Felice permette di combattere, attraverso l’arte, le condizioni di disagio tipiche di alcuni giovani, e di comunicare fra i valori del teatro anche quelli del lavoro multiforme di tutti gli operatori che lo realizzano, artistici, tecnici e amministrativi, come modello di coesione sociale».

«Una produzione come Don Giovanni, firmata dal regista Damiano Michieletto e dal suo team di creativi, premiato e apprezzato in tutto il mondo è un’opportunità straordinaria per la città e per il Teatro – commenta l’assessore alla Cultura del Comune Giacomo Montanari – Inauguriamo la stagione artistica del Teatro Carlo Felice con un capolavoro di Mozart che può contare sulla qualità di un cast d’eccellenza e su un maestro riconosciuto a livello internazionale, come Constantin Trinks. Ringrazio il Carlo Felice, gli artisti e il pubblico, che contribuiranno a rendere questa stagione memorabile e invito i cittadini a vivere questa esperienza culturale con entusiasmo e partecipazione. Buona stagione a tutti!».

«Inaugurare la Stagione con Don Giovanni – sottolinea il sovrintendente Michele Galli – significa confrontarsi con un’opera che ci fa interrogare sul senso stesso del teatro e sulla sua importanza. È un titolo fondativo della nostra identità culturale, e al Carlo Felice si inserisce come apertura di un percorso di rinnovamento che desideriamo condividere con la città e con il nostro pubblico, caratterizza la ripartenza delle attività tradizionali ma anche le novità, costituite dalla divulgazione e dalla sezione Education. L’allestimento – ormai “classico” e pluripremiato a livello internazionale – che metteremo in scena testimonia la volontà di sottolineare la vocazione di Genova come porto di arrivo e di partenza per nuove rotte e nuove riflessioni artistiche».

«Il Don Giovanni di Mozart e Da Ponte nella messa in scena di Damiano Michieletto – aggiunge il direttore artistico Federico Pupo – è uno spettacolo che ha saputo rinnovare la lettura di un classico senza mai tradirne l’essenza. Portarlo a Genova significa aprire la stagione con un segnale forte: radicare il Teatro Carlo Felice nella tradizione e, al tempo stesso, nell’attualità di letture contemporanee. È un lavoro che dialoga con la nostra idea di teatro come spazio capace di raccontare, attraverso Mozart, i conflitti e le ambiguità dell’uomo moderno. È la prima tappa della nostra traversata tra epoche, linguaggi, emozioni diverse».

Per questa occasione inaugurale, arriva per la prima volta a Genova una delle più celebri, premiate e apprezzate produzioni del regista Damiano Michieletto e del suo “dream team” – costituito dallo scenografo Paolo Fantin, dalla costumista Carla Teti, dal light designer Fabio Barettin – cioè quella ideata per il Teatro La Fenice di Venezia e che negli anni ha collezionato riconoscimenti – nel 2011 Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali per le scene e i costumi e ben cinque International Opera Awards per regia, scene, costumi e miglior spettacolo in Europa nel 2010 – e numerose riprese nel teatro lagunare sempre di grande successo.

Sul podio ci sarà Constantin Trinks, direttore tedesco con un’importante carriera internazionale, chiamato a guidare l’Orchestra e il Coro (diretto da Claudio Marino Moretti) del Teatro Carlo Felice, e un cast che unisce interpreti di solida esperienza e voci emergenti: Simone Alberghini (Don Giovanni), Desirée Rancatore (Donna Anna), Ian Koziara (Don Ottavio), Jennifer Holloway (Donna Elvira), Giulio Mastrototaro (Leporello), Mattia Denti (Il Commendatore), Alex Martini (Masetto) e Chiara Maria Fiorani (Zerlina). Nelle recite del 4 e 11 ottobre ci saranno nei ruoli principali Gurgen Baveyan (Don Giovanni), Irina Dubrovskaya (Donna Anna), David Ferri Durà (Don Ottavio), Monica Zanettin (Donna Elvira, anche nella recita del 12 settembre), Bruno Taddia (Leporello). La regia di Michieletto è ripresa da Elisabetta Acella.

L’opera, che già Mozart elaborò dopo il successo a Praga del 29 ottobre 1787 per la ripresa a Vienna il 7 maggio 1788, viene messa in scena a Genova nella versione di Praga con l’aggiunta dell’aria KV 540a (Don Ottavio, «Dalla sua pace») e del recitativo e aria KV 540c (Donna Elvira, «Mi tradì quell’alma ingrata») dalla versione di Vienna.

Chi è Don Giovanni, chiedeva nel 2010 il musicologo Michele Girardi a Damiano Michieletto durante le prove prima del debutto a Venezia? «Un personaggio sul quale puoi dire tutto e il contrario di tutto. Sul quale sono state scritte migliaia di cose, che ti sfugge continuamente, e quando vuoi cercare di definirlo lo stai limitando. […] Quando sei regista devi scegliere, non puoi restare nel vago perché è un classico, ed è ciò che sto facendo, e approfondendo mentre provo. Mi premeva trovare una lettura che non lo riducesse a dei cliché, tuttavia stavolta ho deciso di non attualizzare la vicenda in un altro contesto, ma di riflettere sul momento in cui l’opera è stata scritta e approfondire le complesse relazioni tra i personaggi. Ho preso le mosse dai tratti della psicologia di Don Giovanni che mi hanno emozionato, partendo da quel che emerge dal canto di Leporello all’inizio dell’opera, che, con una sintesi ch’è tipica dei personaggi semplici, e proprio in un momento in cui la sua affermazione rischia di passare inosservata, sembra parlare di sé stesso, ma in realtà ci dice una cosa fondamentale del “cavaliere estremamente licenzioso”: […] Don Giovanni è una persona che nulla sa gradire, e che non troverà mai qualcosa che appagherà i suoi desideri. E quindi non potrà mai stupirsi o commuoversi, perché sono emozioni che lo frenerebbero. Lo stupore fa scattare una molla che in lui non scatta mai. Anche alla fine, quando arriva il Commendatore, Don Giovanni non si frena, ma rilancia continuamente (“Pèntiti. – No. – Sì. – No”), proiettandosi in avanti fino all’autodistruzione, come una macchina lanciata a folle velocità, che prima o poi andrà fuori strada, e non frena quando c’è una curva, e quindi si schianta. In queste condizioni la fine di Don Giovanni non arriva tramite un deus ex machina che risolve i problemi degli altri personaggi che non sono in grado di frenare Don Giovanni, ma è un’autodistruzione. Parafrasando Kierkegaard, Don Giovanni muore per eccesso di vita, è talmente oltre ad ogni limite che è condannato all’autodissoluzione. Anche quando canta «Viva la libertà!», frase che può avere vari riflessi, anche politici – e libertà è un’altra parola molto abusata – Don Giovanni è libero, ma in un certo senso anche condannato a un percorso obbligato, e non ha altra scelta se non quella di andare avanti… E tutti i personaggi che ruotano intorno a lui una volta che vengono a contatto con Don Giovanni cominciano a subire questo suo fascino malato. Non c’è mai un momento nell’azione in cui non si parli di Don Giovanni: quando è in scena domina tutte le relazioni che si stabiliscono in quel momento, e quando non c’è gli altri personaggi soffrono per causa sua».

L’inizio della nuova stagione è occasione per la ripresa di vecchie tradizioni della Fondazione ma anche per attivare nuove collaborazioni e iniziative.

Così tornano i consueti incontri di presentazione dei titoli, in programma al Teatro Auditorium Eugenio Montale: mercoledì 24 settembre, alle ore 18, appuntamento con gli studenti del Liceo Musicale “Sandro Pertini” che – in collaborazione con l’Associazione Carlo Felice Young APS – presentano l’opera ai loro coetanei e a tutti coloro che vogliono partecipare, con un incontro dal titolo Mozart e il mito del grande seduttore. Quindi sabato 27 settembre, alle ore 16 – in collaborazione con gli Amici del Teatro Carlo Felice e Conservatorio Niccolò Paganini – conversazione con Lorenzo Costa su Ironia, filosofia e divertimento nel Don Giovanni.

Importante novità nello spirito di divulgazione e coinvolgimento del pubblico, saranno delle introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire nel primo foyer, un’ora prima dell’inizio, curate dal direttore artistico Federico Pupo con ospiti vari secondo le occasioni.

Inoltre Don Giovanni, in questo stesso allestimento e con gli stessi interpreti, sarà il primo titolo che – in una versione appositamente pensata per il pubblico delle scuole primarie e secondarie di I grado e delle classi prime delle secondarie di II grado – costituirà uno degli appuntamenti di “Un mare di musica… felice”, nuovo progetto Education che sarà presentato in tutti i suoi dettagli il 24 settembre.

Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione di Opera, Balletto e di Concerti 2025/2026: una programmazione che segna l’inizio di un nuovo percorso, caratterizzato non solo dal rinnovamento della guida istituzionale e artistica, ma anche da un’idea di teatro sempre più vivace, accogliente, fecondo. La prima rotta è tracciata: si parte da Don Giovanni a ottobre 2025 e si approda alla Bohème a giugno 2026, due capolavori che aprono e chiudono una stagione fatta di scelte, ritorni d’autore e nuove tappe. È il tempo dei Naviganti, di coloro che cercano nessi di significato lungo l’intero tragitto, non solo quando giungono alla meta. Sulla mappa si succedono i grandi titoli del repertorio e voci meno frequenti della contemporaneità. In questo spirito, la nuova stagione – otto opere, un balletto e undici concerti – non si limita a proporre spettacoli, ma intende evocare visioni tanto agli spettatori più assidui quanto agli sporadici curiosi. Ai più giovani, cui è dedicata La bohème con i solisti dell’Accademia, e ai cultori del teatro d’opera, che troveranno in Tristan und Isolde e Don Giovanni occasioni di ascolto e riflessione più rare e complesse. Agli appassionati del melodramma italiano, che vedranno alternarsi Il trovatore, Macbeth e Cavalleria rusticana, e a chi cerca nel teatro anche la sfida della contemporaneità, come accade con Il nome della rosa. Per Genova, navigare è molto più che un’immagine evocativa: è un codice genetico che la città e la sua storia portano impresso sulle pietre, nel vento, nel profilo del porto, nella mobilità dell’orizzonte. È la sua vocazione: partire, tornare, attraversare. Il Teatro Carlo Felice – posto nel cuore della città, accanto a Piazza De Ferrari che ne è snodo e salotto – incarna da sempre questa dimensione; l’edificio stesso, nella sua architettura, si offre al paesaggio come torre-faro: visibile, severa e rassicurante al contempo. Nelle sere di spettacolo, la torre si accende, scandisce il tempo della comunità che la circonda e le indica nuovi orientamenti e nuovi approdi dell’espressività. La programmazione si configura così come una carta nautica da esplorare, con punti cardinali e rotte possibili. Il Teatro Carlo Felice invita la sua città a salire a bordo.

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venerdì 3 ottobre 2025, ore 20 Turno A
sabato 4 ottobre 2025, ore 15 Turno F
domenica 5 ottobre 2025, ore 15 Turno C
venerdì 10 ottobre 2025, ore 20 Turno B
sabato 11 ottobre 2025, ore 20 Turno L
domenica 12 ottobre 2025, ore 15 fuori abbonamento


Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni

Dramma giocoso in due atti K527

Libretto di Lorenzo Da Ponte dal dramma El burlador de Sevilla y convidado de piedra di Tirso de Molina attraverso il libretto Don Giovanni o sia Il convitato di pietra di Giovanni Bertati per Giuseppe Gazzaniga

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Prima rappresentazione Praga, 29 ottobre 1787

Inaugurazione della stagione di opera e balletto 2025/2026

Direttore Constatin Trinks
Regia Damiano Michieletto
Scene Paolo Fantin
Costumi Carla TetI
Luci Fabio Barettin

Don Giovanni Simone Alberghini / Gurgen Baveyan (4, 11)
Donna Anna Desirée Rancatore / Irina Dubrovskaya (4, 11)
Don Ottavio Ian Koziara / David Ferri Durà (4, 11)
Il Commendatore Mattia Denti
Donna Elvira Jennifer Holloway / Monica Zanettin (4, 10, 12)
Leporello Giulio Mastrototaro / Bruno Taddia (4, 11)
Masetto Alex Martini
Zerlina  Chiara Maria Fiorani

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova
Maestro del Coro Claudio Marino Moretti

Allestimento della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

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Abbonamenti a 5, 8 e 9 titoli: da 70 a 610 euro

Biglietti da 15 a 100 euro

Biglietterie

Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova
Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.

Per gli spettacoli serali l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio. Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

Teatro Della Gioventù Via Cesarea 16 – 16121 Genova
Martedì e giovedì dalle ore 10.00 alle ore 15.00

Biglietteria On-Line vivaticket.com (biglietto@printhome)