Il Coro del Teatro La Fenice, preparato e diretto da Elena Pierini, interpreterà i celeberrimi Carmina Burana di Carl Orff.

Il concerto che chiuderà la Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice.

Il Coro del Teatro La Fenice, preparato e diretto da Elena Pierini, interpreterà i celeberrimi Carmina burana di Carl Orff, nel concerto che chiuderà la Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice. Il capolavoro del tedesco sarà eseguito nella versione per soli, coro, due pianoforti e percussioni e vedrà impegnati sul palcoscenico, insieme alla compagine corale veneziana, le voci soliste di Rahksha Ramezani (soprano), Enrico Masiero (tenore) e Gianluca Failla (baritono), le voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani istruiti dal maestro Diana D’Alessio, e l’ensemble strumentale formato da Michele Bolla, Monica Stellin ai pianoforti, Paolo Bertoldo, Claudio Cavallini, Diego Desole, Claudio Tomaselli e Barbara Tomasin alle percussioni e Dimitri Fiorin ai timpani. Due le repliche in programma al Teatro Malibran, venerdì 30 ottobre 2026 ore 20.00 (turno S) e sabato 31 ottobre ore 20.00.

Lavoro teatrale su testi medievali, i Carmina burana di Carl Orff (1895-1982) fanno parte del trittico, composto in tempi diversi, che comprende anche i Catulli Carmina e il Trionfo d’Afrodite. Di fatto non si basano su una vera e propria trama, essendo quest’opera una cantata scenica fatta – come recita il sottotitolo – di «canzoni profane per cantori e cori da eseguire col sussidio di strumenti e immagini magiche». Orff rinnegò tutte le composizioni precedenti, affermando che il suo catalogo dovesse iniziare proprio dai Carmina burana, che andarono in scena con successo a Francoforte nel 1937. Dopo quella prima esecuzione dichiarò al suo editore: «Tutto ciò che ho scritto finora e che sfortunatamente Lei ha pubblicato è solo buono per essere mandato al macero». In effetti, Orff aveva trovato solo allora la sua strada, che lo portò a scrivere quasi esclusivamente per il teatro musicale.

Il musicista tedesco ritenne dunque di aver raggiunto uno stile personalmente definito, caratterizzato da un’ossessiva insistenza ritmica, da una scandita e stentorea declamazione e da un primitivismo espressivo. Oltre a una tensione oggettiva dei materiali sonori, nei Carmina burana vi è anche un’affascinante ricerca di arcaismi strumentali e vocali, reminiscenze gregoriane e trasparenti soluzioni timbriche. Orff inaugurò una sorta di «stile sinfonico per coro» attingendo ai testi di un canzoniere compilato nel tredicesimo secolo nel monastero di Benediktbeueren in Baviera. Vi si ritrovano un gran numero di canzoni goliardiche, in latino, francese e tedesco, perlopiù anonime. Sebbene gli amanuensi che hanno redatto il codice Beuren non abbiamo quasi mai riportato gli autori dei lavori trascritti, si possono fare almeno alcuni nomi di poeti: Pierre de Blois, Walter de Chàtillon, Hugo d’Orléans, Neidhart von Reuental e l’Archipoeta di Colonia. I testi, anche licenziosi, sono d’argomento amoroso, religioso, morale e satirico, un documento comunque prezioso per conoscere una diversa cultura e un diverso modo di concepire la vita. Orff, interpretandone anche la notazione neumatica, ne trasse un’opera arcaico-moderna che alterna oasi di pace a momenti di assordante e percussiva sonorità. Magistrale indubbiamente il trattamento delle voci femminili, che tra canzoni bacchiche e di caccia si muovono nel registro più acuto.

Dei Carmina burana esistono diverse versioni: per banda, piccola orchestra, orchestra da camera. Tutte autorizzate dall’autore, sempre favorevole alla diffusione di quella che considerava la sua prima e fondamentale opera.

Come di consueto, il concerto di venerdì 30 ottobre sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale.

I biglietti per il concerto (da € 10,00 a € 60,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice, nei punti vendita Eventi Venezia Unica e un’ora prima dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro Malibran; tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Elena Pierini

Nata a Firenze nel 1971, si diploma in Pianoforte al Conservatorio di Firenze e in Strumenti a Percussione al Conservatorio di Perugia. Studia canto per oltre dieci anni alla Scuola di Musica di Fiesole con Antonia Brown e Stephen Woodbury. Si esibisce fin da giovanissima con ensemble vocali e strumentali, sia come solista che come corista, nei principali teatri italiani sotto la direzione di Zubin Mehta, Luciano Berio, Jan Latham-Koenig, Roberto Gabbiani, Riz Ortolani, Simone Young e altri. Come solista interpreta Ein Knabe nella Zauberflöte, una madrigalista in Jakob Lenz di Wolfgang Rihm, Flora nel Giro di vite di Britten, La musica e Un pastore in Orfeo di Monteverdi/Berio diretto dallo stesso Luciano Berio. Lavora in produzioni operistiche al Maggio Musicale Fiorentino e al Festival di Spoleto con Mehta, Inbal, Argiris, Sinopoli, Chung tra gli altri. Nel 1998 si trasferisce a New York dove studia Direzione d’orchestra e Orchestrazione con Rudolph Palmer al Mannes College of Music. Alla Kent State University è pianista e coach per tutti i dipartimenti e, con Lorenzo Malfatti, prepara Il barbiere di Siviglia. Prepara e partecipa a Children of Eden alla presenza del compositore Stephen Schwartz. Nel 2008 si trasferisce in Germania, diventa maestro collaboratore al Städtische Bühnen Münster, assistente del maestro del coro a Münster, e riceve contratti al Theater Wuppertal (Tristan und Isolde) e al Theater Dortmund (Der Freischütz). Dal 2010 al 2014 è direttrice del Coro e Kapellmeister al Theater Nordhausen. Dal 2015 al 2018 è direttrice del Coro e Kapellmeister al Theater Aachen. Tra le tante messe in scena si ricordano Tannhäuser, Luisa Miller, Norma, Macbeth, La traviata, Jenůfa, Il Trittico, Orfeo ed Euridice, Maria Stuarda, Dialoghi delle carmelitane. Dal podio dirige con successo Tosca e Macbeth. Nel 2017 prepara e dirige il coro del Puccini Festival per La fanciulla del West, nel 2018 La Wally e Suor Angelica al Teatro del Giglio di Lucca. Dal 2018 è direttrice del Coro al Landestheater Linz. Collabora con direttori d’orchestra quali Markus Poschner, Bruno Weil, Yannis Pouspourikas, Patrick Lange, Enrico Calesso. Il repertorio su cui si è cimentata comprende Parsifal, Tristan und Isolde, Die Meistersinger, Lohengrin, Il trovatore, Aida, Le Prophète, La Juive, Elektra, Penthesilea, Fidelio, Medea, La clemenza di Tito, Carmina burana. Der Graf von Luxemburg riceve il Premio teatrale austriaco come migliore produzione complessiva di operetta. Nel 2024 è invitata al Teatro Lirico di Cagliari per preparare e dirigere il coro lirico in un ciclo di undici concerti, che include tre sue composizioni. Nel 2025 è invitata come direttrice ospite all’Oper Leipzig, dove prepara il coro per la produzione del Viaggio a Reims di Rossini. Da settembre 2026 è direttrice del Coro del Teatro La Fenice.