L’OPERA “MARINA” DI UMBERTO GIORDANO IN PRIMA ASSOLUTA PER L’81a STAGIONE DEI POMERIGGI MUSICALI “SÈNTITI PÀRTE” AL TEATRO DAL VERME DI MILANO

Il 12 e 14 febbraio due star come il soprano Eleonora Buratto e il tenore Freddie De Tommaso daranno vita al lavoro sconosciuto del compositore puglieseSul podio Vincenzo Milletarì e registrazione dell’etichetta discografica D partitura autografa è stata individuata a Yale da Andreas Gies che ha curato l’edizione critica per l’Edizione Nazionale delle Opere di Umberto Giordano / LIM-Libreria Musicale Italiana con il libretto ricostruito da Emanuele d’Angelo.

Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 12 febbraio 2026, ore 18.45 presentazione al pubblico con Raffaele Mellace
giovedì 12 febbraio 2026, ore 18.45 Altri Pomeriggi Under30
giovedì 12 febbraio 2026, ore 20 concerto
sabato 14 febbraio 2026, ore 15.45 presentazione al pubblico con Raffaele Mellace
sabato 14 febbraio 2026, ore 17 concerto

È uno degli appuntamenti più attesi del mondo musicale internazionale per questi primi mesi del 2026: la prima esecuzione assoluta di Marina – opera giovanile di Umberto Giordano nell’edizione critica a cura di Andreas Gies – in programma il 12 e il 14 febbraio 2026 al Teatro Dal Verme di Milano per l’81ª Stagione concertistica dei Pomeriggi Musicali, grazie alla collaborazione con l’Edizione Nazionale delle Opere di Umberto Giordano / LIM-Libreria Musicale Italiana. Un’esecuzione in forma di concerto che sarà anche registrata dall’etichetta discografica Decca.

A portare alla luce per la prima volta Marina dopo oltre un secolo dalla sua stesura – in un luogo simbolo del Verismo come il Teatro Dal Verme, profondamente legato all’editore Sonzogno – è un cast di interpreti di livello internazionale con protagonista Eleonora Buratto, tra i soprani più richiesti della scena operistica contemporanea (chiamata a sostituire l’inizialmente prevista Sonya Yoncheva). Accanto a lei, il tenore Freddie De Tommaso che presta al personaggio di Giorgio Lascari il suo ormai celebre timbro luminoso e appassionato, mentre Mihai Damian e Nicolas Mogg affronteranno le due parti baritonali di Lambro e Daniele, incarnazioni di una violenza cieca e implacabile.
Sul podio Vincenzo Milletarì, direttore pugliese come il compositore, tra i più apprezzati della nuova generazione, alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che conferma così la propria vocazione storica alla riscoperta del repertorio raro e alla valorizzazione del patrimonio musicale italiano. Il Coro è quello della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, preparato da Marco Medved.

Prima delle due esecuzioni – il 12 febbraio alle ore 18.45 e il 14 febbraio alle ore 15.45 (sempre al Teatro Dal Verme) – il musicologo Raffaele Mellace presenterà l’opera al pubblico con la partecipazione del curatore Andreas Gies (ingresso libero).
In occasione della prima di giovedì 12 febbraio, sempre alle ore 18.45 al Teatro Dal Verme, ci sarà anche l’appuntamento riservato agli Under30 “Altri Pomeriggi” con un aperitivo e incontro con i musicisti.

Composta nel 1888, Marina è la prima opera scritta dal pugliese Giordano (Foggia 1867-Milano 1948) appena ventenne e ancora studente del Conservatorio di Napoli. L’esordiente decise di presentare questa partitura al celebre Concorso Sonzogno, destinato in realtà a cambiare il corso del melodramma italiano. Sebbene poi non sia stata tra le tre opere premiate (al primo posto arrivò Cavalleria rusticana di Mascagni), Marina attirò l’attenzione dell’editore, che riconobbe nel giovane autore rilevanti qualità, mettendolo subito sotto contratto. Presto sarebbero arrivate le sue opere più note: Andrea ChénierFedora e Siberia.

Mai rappresentata, Marina restò a lungo in una sorta di limbo, anche perché parte della sua musica sarebbe confluita nella successiva Mala vita. La svolta è arrivata solo in tempi recenti, con l’individuazione della partitura autografa presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library di Yale, nella Koch Collection, da parte di Andreas Gies, che ha curato l’edizione critica oggi alla base di questa prima assoluta. Un lavoro filologico di altissima precisione, che ha permesso di restituire non solo la musica, ma anche il testo cantato e le indicazioni sceniche, in assenza di un libretto originale sopravvissuto, ricostruito da Emanuele d’Angelo.

Marina si colloca nell’alveo della drammaturgia verista, mettendo in scena una tranche de vie aspra e violenta, ambientata sullo sfondo delle ataviche ostilità serbo-montenegrine. I personaggi – Marina, il fratello Daniele, lo spasimante Lambro e il giovane serbo Giorgio – sono travolti da passioni assolute, in cui amore, gelosia e appartenenza ideologica precipitano verso un epilogo brutale. Al centro del dramma emerge la figura della protagonista, donna capace di sfidare la violenza patriarcale e bellica nel tentativo di salvare l’uomo amato.
Dal punto di vista musicale, Marina rivela già con sorprendente evidenza il talento di Giordano: un linguaggio moderno, armonicamente avanzato, flessibile nell’adesione alla parola, capace di dialogare con i modelli del melodramma ottocentesco – da Verdi a Ponchielli, fino a echi della Carmen di Bizet – ma anche di anticipare soluzioni che torneranno nelle opere della maturità. La struttura dell’atto unico bipartito è solida ed efficace: dalla scena iniziale della protagonista al duetto con Giorgio ferito, fino ai grandi concertati e al finale di sconvolgente rapidità, in cui la violenza irrompe senza mediazioni, secondo un’estetica ormai pienamente verista.

La prima assoluta di Marina – dopo i festeggiamenti per i 150 anni del Teatro Dal Verme e quelli per gli 80 anni dell’Orchestra – conferma il rinnovato progetto culturale dei Pomeriggi Musicali che, dalla loro fondazione nel 1945, coniugano repertorio, contemporaneità e riscoperte alla luce del legame con la storia della propria sede e della città di Milano.

Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 12 febbraio 2026, ore 18.45 presentazione al pubblico con Raffaele Mellace
giovedì 12 febbraio 2026, ore 18.45 Altri Pomeriggi Under30
giovedì 12 febbraio 2026, ore 20
sabato 14 febbraio 2026, ore 15.45 presentazione al pubblico con Raffaele Mellace
sabato 14 febbraio 2026, ore 17

MARINA
Musica di Umberto Giordano
Libretto di Enrico Golisciani
prima esecuzione assoluta

Editio Princeps, Libreria Musicale Italiana / Edizione Nazionale delle Opere di Umberto Giordano
Edizione critica a cura di Andreas Gies
Edizione del libretto a cura di Emanuele d’Angelo

Lambro (baritono) Mihai Damian
Daniele (baritono) Nicolas Mogg
Marina (soprano) Eleonora Buratto
Giorgio Lascari (tenore) Freddie De Tommaso
Direttore Vincenzo Milletarì

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli Maestro del coro Marco Medved
81a stagione 2025/2026
carnet “liberi di scegliere” a 15 concerti hanno un costo intero da 161 a 258 euro + prevendita
carnet “liberi di scegliere” a 15 concerti hanno un costo ridotto da 117 a 194 euro + prevendita
La riduzione è valida per gli under 30, per gli over 60, gruppi, associazioni ed enti convenzionati.

I biglietti per i singoli concerti hanno un costo da 13 a 23,50 euro (intero) e da 11 a 19 euro (ridotto). I biglietti per le prove generali “In anteprima” hanno un costo unico di 12 euro.
La riduzione è valida per gli under 30, per gli over 60, gruppi, associazioni ed enti convenzionati.

Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme
via San Giovanni sul Muro, 2 – 20121, Milano
Tel. +39 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a sabato ore 10-18
biglietteria@ipomeriggi.it / Te. +39 02 87905 201

Acquista online www.ipomeriggi.it/acquista /  www.ticketone.it

Vincenzo Milletarì debutta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice.

In programma musiche di Martucci, Rimskij-Korsakov

e il Concerto per pianoforte e orchestra di Skrjabin,

eseguito dal solista Gianluca Bergamasco

Vincenzo Milletarì debutta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice. Nei due concerti in programma al Teatro Malibran sabato 10 gennaio 2026 ore 20.00 (turno S) e domenica 11 gennaio 2026 ore 17.00 (turno U)nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026.

Il maestro italiano, nato a Taranto nel 1990 e considerato tra i più importanti direttori d’orchestra della sua generazione, guiderà la compagine veneziana nell’esecuzione di un programma affascinante, articolato in tre momenti: apriranno la serata le note del Notturno per orchestra op. 70 n. 1 di Giuseppe Martucci; seguirà il Concerto per pianoforte e orchestra in fa diesis minore op. 20 di Aleksandr Skrjabin, che vedrà protagonista ala pianoforte il solista Gianluca Bergamasco, vincitore dell’edizione 2024 del Premio Venezia; infine, dopo l’intervallo, si ascolterà la suite Shahrazād op. 35 di Nikolaj Rimskiji-Korsakov. La prima di sabato 10 gennaio 2026 ore 20.00 sarà trasmessa in differita radiofonica da Rai Radio3.

            Giuseppe Martucci (1856-1909) fu una figura poliedrica del mondo musicale italiano: prima bambino prodigio del pianoforte, allievo di Beniamino Cesi, esponente della celebre scuola napoletana che fecondò tutta Italia (da Guido Alberto Fano ad Arturo Benedetti Michelangeli); poi compositore che guardava alla tradizione austro-tedesca; infine leggendario direttore d’orchestra, portatore del verbo wagneriano in Italia. Scrisse molte pagine per il suo strumento, tra cui il Notturno in sol bemolle maggiore op. 70 n. 1, tra le quali è certamente la più celebre. Sublime nel suo materializzarsi a poco a poco in modo esangue e decadente, il Notturno declina alla maniera italica il genere che trovò la sua consacrazione in Chopin. La trascrizione per orchestra – prima esecuzione: Torino, Teatro Regio, 24 novembre 1901 – che rivela le doti di grande orchestratore di Martucci, espande il lirismo umbratile del pezzo a un organico costituito da due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, arpa e archi, puntando su qualità atmosferiche, paniche, cangianti, sul rubato e sull’afflato sentimentale, sempre controllatissimo.

Ai primissimi anni della carriera di Aleksandr Skrjabin (1872-1915), risalgono non solo i ventiquattro Preludi op. 11 – divenuti caposaldo della letteratura pianistica – ma anche il suo primo (e unico) Concerto per pianoforte e orchestra, naturale banco di prova per un giovane musicista. Sulle prime la creazione non ebbe avvio felice: il mecenate ed editore Mitrofan Petrovič Beljaev, cui Skrjabin aveva concesso l’esclusiva delle sue opere, in cambio di uno stipendio fisso, sottopose l’orchestrazione del concerto a Rimskij-Korsakov, il quale lo rimandò al mittente definendo la prima stesura «un pasticcio». Ai successivi stadi evolutivi Skrjabin prestò più cura, probabilmente facendo tesoro delle critiche e di qualche annotazione di Rimskij-Korsakov. Il Concerto fu eseguito per la prima a Odessa nel 1897, come di prassi con l’autore in veste di solista, e fu rieseguito molte volte nel corso della sua vita. Scrittura pianistica raffinata, la stessa che troveremo nelle prime opere per il suo strumento, bellezza dell’invenzione melodica, dialogo equilibrato fra solista e orchestra sembrano essere le ragioni del successo di questo Concerto, inciso moltissime volte su disco.    

Appartenente alla generazione precedente a Skrjabin, Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908) fu un riferimento assoluto per i musicisti del suo tempo. Autore di quindici opere, è conosciuto soprattutto per l’ouverture sinfonica La grande Pasqua russa, il celebre Volo del calabrone, e infine per Shahrazād, suite sinfonica ispirata alla protagonista della famosa raccolta Le mille e una notte, composta ed eseguita nel 1888, diretta dallo stesso autore. «Il programma che m’ha guidato nella composizione di Shahrazād – spiega lo stesso compositore – è costituito da episodi e quadriche non hanno alcun legame tra loro: il mare, il vascello di Sindbad, il racconto fantastico del Principe Kalender, il figlio e la figlia del Re, la festa a Baghdad, lo schiantarsi del vascello sulla scogliera. Il legame lo stabilisce la musica con le introduzioni alla prima, alla seconda, alla quarta parte e all’intermezzo della terza, scritte per violino solo, che simboleggiano Shahrazād intenta a raccontare le sue meravigliose novelle al terribile sultano».

Quattro sono dunque i racconti, autonomi, mentre i motivi conduttori presenti all’interno della partitura sono elementi continuamente cangianti, e non legati a precise situazioni drammaturgiche, nell’azzeccato tentativo di rendere musicalmente l’astuzia attraverso cui Shahrazād riuscirà a salvare la sua vita, attraverso l’abile illusione del sultano, condensata nella formula: «Se continuerai ad ascoltare, saprai come andrà a finire» che corrisponde a una sensuale melodia.

In occasione dell’evento diretto da Vincenzo Milletarì, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di sabato 10 gennaio 2026 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale della serata.

I biglietti per il concerto (da € 10,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Vincenzo Milletarì

Italiano, è uno dei più importanti direttori della sua generazione. Nella stagione 2024-2025 ha fatto il suo debutto al San Carlo di Napoli con Attila ed è ritornato alla Göteborg Opera con Otello, all’Opera Nazionale di Praga con La traviataTosca e Rigoletto e alla Royal Swedish Opera con La bohème.

Sul versante sinfonico ha debuttato all’Accademia del Teatro alla Scala dirigendo un programma tutto dedicato a Puccini. La stagione 2025-2026, tra i vari impegni, lo vede ancora alla Royal Swedish Opera con Aida, al San Carlo con Turandot e con l’Orchestra Sinfonica di Milano per un Trovatore in forma di concerto. La sua carriera prende avvio nel 2017, collaborando immediatamente con prestigiose compagnie in tutta Europa, come Royal Danish Opera (Il barbiere di SivigliaMadama Butterfly), Royal Swedish Opera (RigolettoLa traviataCarmenAriadne auf NaxosMadama Butterfly), Opera Nazionale di Praga (Madama ButterflyLa traviataTosca e Rigoletto), Norwegian National Opera (RigolettoLa Cenerentola) e Bergen Opera (Die lustige Witwe). Nelle stagioni precedenti ha diretto Falstaff al Verbier Festival, Tosca alla Den Jyske Opera of Aarhus; La bohème alla Göteborg Opera, Il barbiere di Siviglia alla Royal Swedish Opera, L’aio nell’imbarazzo al Donizetti Opera Festival e Deux hommes et une femme di Donizetti all’Opéra deTours. Nella nativa Italia, ha diretto Il trovatore al Macerata Opera Festival, divenendo il più giovane direttore invitato alla manifestazione.

Per la musica sinfonica, è ospite regolare dell’Orchestra Regionale della Toscana, dell’Orchestra Sinfonica di Milano, della Filarmonica Toscanini, dell’Aalborg Symphony Orchestra, dell’Aarhus Symphony Orchestra e dell’Odense Symphony Orchestra. Tra gli impegni recenti, il debutto con la Bergen Philharmonic Orchestra, la direzione del Concerto di Capodanno alla Royal Swedish Opera e l’inaugurazione della stagione della Gävle Symphony Orchestra. Ha eseguito inoltre concerti con la Nuremberg Symphony, l’Orchestre symphonique Région Centre-Val de Loire, la Presidential Symphony Orchestra della Turchia e la Tonkünstler Orchestra di Vienna. Nel 2023 ha debuttato al Kissinger Sommer Festival dirigendo la serata di apertura a fianco di Freddie De Tommaso e Carmela Remigio.

Nato a Taranto nel 1990, ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e alla Royal Academy of Music di Copenhagen, definendo il suo repertorio sotto la guida di Riccardo Muti e Pier Giorgio Morandi, con il quale ha lavorato regolarmente fin dal 2015. Vincitore di numerosi concorsi internazionali, si è aggiudicato il primo premio e il premio del pubblico alla x edizione dell’Arturo Toscanini Conducting Competition.

Gianluca Bergamasco

Nato a Chioggia nel 2001, inizia lo studio del pianoforte all’età di dieci anni. Nel 2021 conclude gli studi presso il liceo musicale Marco Polo di Venezia, con il professore Michele Liuzzi, e nel 2023 ottiene il diploma di triennio accademico con il Maestro Giorgio Farina presso il Conservatorio Antonio Buzzolla di Adria con il massimo dei voti, la lode e menzione d’onore. Nel 2024 vince la quarantesima edizione del Premio Venezia, riservato ai migliori diplomati nei Conservatori italiani, e prosegue la sua attività concertistica in Italia, in luoghi quali la Fazioli Concert Hall di Sacile e il Teatro La Fenice, e in altre città europee. Durante la sua formazione si perfeziona con alcuni dei più importanti pianisti e artisti di fama internazionale, tra cui Leonora Armellini, Alexander Romanovsky, Riccardo Risaliti, Alberto Nosè, Filippo Gamba, Pietro de Maria. È vincitore di molti altri concorsi nazionali e internazionali tra cui il xix concorso pianistico Marco Bramanti, il xxxiii concorso Città di Albenga e il Premio Speciale J. S. Bach al concorso Città di Arona.

Be Luminous : La Stagione 2025/2026 del Teatro di San Carlo

Tredici titoli operistici, quattro balletti, diciotto concerti, quattro recital del Festival pianistico e undici appuntamenti della rassegna di Musica da Camera per 120 alzate di sipario: la Stagione 2025-2026 del Teatro di San Carlo si presenta sotto il segno di “Be Luminous”.

L’Inaugurazione, sabato 6 dicembre 2025, scrive una nuova pagina di storia: prima rappresentazione al Lirico di Napoli per Medea di Luigi Cherubini con Sondra Radvanovsky nel ruolo del titolo. Firma la regia Mario Martone, sul podio Riccardo Frizza.

“Be Luminous” è un invito a vivere la luce del teatro e della musica, a rifletterla, a nutrirla con prospettive diverse. La tradizione si apre a nuove traiettorie, con titoli mai rappresentati al Teatro di San Carlo: non solo Medea, ma anche due opere per riscoprire due estremi cronologici del Settecento, Alcina di Händele Mitridate, re di Ponto di Mozart. Titoli meno frequentati si accostano a capolavori del repertorio: la Stagione attraversa il Belcanto di RossiniconLa Cenerentola e di DonizetticonLucia di Lammermoor, ripercorre le stagioni di Verdi con Nabucco, Aida e Falstaff. L’opera francese è rappresentata da MassenetconWerther, il verismo italiano da Cilea con Adriana Lecouvreur fino a Puccini con La bohème e Turandot.

Accanto al grande melodramma, l’apertura al contemporaneo nel segno dell’innovazione: Partenope, unica opera lirica scritta da Ennio Morricone, debutta in prima esecuzione assoluta, con la regia di Vanessa Beecroft, tra le voci più autorevoli della performance art della scena mondiale. Collaborazioni che ridefiniscono i confini di genere e aprono la musica a nuovi linguaggi visivi, performativi, concettuali. È in questa prospettiva che, per la Stagione di Concerti, Marina Abramović porta una concezione artistica inedita creata appositamente per il Teatro di San Carlo.

Per la regia, accanto ai debutti di Laurent Pelly, Andreas Homoki e Bárbara Lluch, tornano a Napoli Claus Guth, Willy Decker, Gianni Amelio, Damiano Michieletto, Davide Livermore, Vasily Barkhatov.

Nella stagione d’opera si avvicenderanno sul podio Marco Armiliato, Dan Ettinger, Riccardo Frizza, Francesco Lanzillotta, Iván López-Reynoso, Vincenzo Milletarì, Lorenzo Passerini, Pinchas Steinberg, Speranza Scappucci.

Le grandi voci del panorama lirico internazionale saranno ancora una volta protagoniste con una proposta vocale di assoluto rilievo: per citarne solo alcune, Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Ludovic Tézier, Elīna Garanča, Lisette Oropesa, Sondra Radvanovsky, Pretty Yende, Luca Salsi, Anita Rachvelishvili, Jessica Pratt, Franco Fagioli, Marina Rebeka, Rosa Feola, Anna Pirozzi, Maria Agresta, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Brian Jagde, Michele Pertusi, Aigul Akhmetshina, Andrzej Filończyk, Mattia Olivieri, Piero Pretti, Elsa Dreisig, Varduhi Abrahamyan, Francesco Demuro, Artur Ruciński, Mariangela Sicilia, Marina Monzó, Kang Wang, Giovanni Sala, Giorgi Manoshvili.

Particolare risalto anche ai già Allievi dell’Accademia del Teatro di San Carlo, ampiamente coinvolti nel corso della Stagione anche in ruoli di primo piano.

Inaugurazione della Stagione di Concerti martedì 18 novembre con Asmik Grigorian sotto la direzione di Dan Ettinger.

Direttori di forte identità ed esperienza internazionale guideranno l’Orchestra del Teatro di San Carlo: Gustavo Dudamel, Fabio Luisi, Michele Mariotti, Nicola Luisotti, Ingo Metzmacher, Riccardo Frizza, Giacomo Sagripanti, Jochen Rieder, Karel Mark Chichon.

UnospecialeRequiem di Giuseppe Verdi in memoria di Roberto De Simone, riunirà in palcoscenico Pretty Yende, Elīna Garanča, Pene Pati e John Relyea, per una edizione del capolavoro verdiano con il Coro del Teatro di San Carlo, preparato da Fabrizio Cassi, che sarà a sua volta protagonista di altri due appuntamenti.

Tra i solisti che si esibiranno con l’Orchestra del Lirico vi sono Leonidas Kavakos, Rudolf Buchbinder, Alessandro Taverna, Anna Tifu e Federico Colli. Particolare attenzione dedicata ancora alle grandi voci: Sondra Radvanovsky condividerà il palcoscenico con Freddie De Tommaso, Jonas Kaufmann con Ludovic Tézier. Tra i solisti, anche Matthias Goerne e Marina Monzò. Due recital completano l’offerta artistica della Stagione diConcerti: Aigul Akhmetshina e Anita Rachvelishvili.

Quattro gli appuntamenti del Festival Pianistico, che si estenderanno per l’intera Stagione da gennaio a ottobre: apre Beatrice Rana, seguita da Seong-Jin Cho, Hélene Grimaud e Yunchan Lim.

La Danza apre con Lo Schiaccianoci nella coreografia di Simone Valastro, una rilettura capace di coniugare rigore accademico e sensibilità contemporanea. Le scelte artistiche puntano su una soirée dedicata a George Balanchine e Coppélia di Léo Delibes, per arrivare a Boléro, l’appuntamento conclusivo che sarà arricchito da una nuova creazione firmata da Garrett Smith.

La Stagione Lirica

Sabato 6 dicembre 2025 si alza il sipario sulla Stagione 2025/2026 con Medea, operadi Luigi Cherubini su libretto di François-Benoît Hoffmann e proposta nella versione italiana di Carlo Zangarini: una nuova produzione del Teatro di San Carlo per la regia di Mario Martone.

Sarà Riccardo Frizza a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

Firma le scene Carmine Guarino. Le luci sono di Pasquale Mari.

Sondra Radvanovsky, già acclamata alla Metropolitan Opera per la sua straordinaria interpretazione, darà voce e volto per la prima volta in Italia alla terribile maga assetata di vendetta. La affiancano Francesco Meli nel ruolo di Giasone, il marito argonauta, e Anita Rachvelishvili in quello di Neris, sua confidente. Creonte, padre di Medea, sarà Giorgi Manoshvili. Tre ex-Allieve dell’Accademia del Teatro di San Carlo completano il cast vocale: Désirée Giove sarà Glauce, sua rivale in amore, affiancata dalle ancelle Maria Knihnytska e Anastasia Sagaidak.

Mercoledì 3 dicembre precedel’Inaugurazione un’anteprima riservata al pubblico Under 30, che conferma l’impegno del Teatro nel dialogo con le nuove generazioni. Quattro il totale delle repliche, fino a martedì 16 dicembre.

Prima esecuzione assoluta per l’unica opera lirica scritta da Ennio Morricone, edita da SZ Sugar: Partenope, “Musica per la sirena di Napoli” su libretto di Guido Barbieri e Sandro Cappelletto, sarà in scena venerdì 12 e domenica 14 dicembre in un atto unico affidato alla visione contemporanea di Vanessa Beecroft che per il San Carlo firmerà una regia inedita.

Sul podio Riccardo Frizza, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. La storia del mito fondativo di Napoli vedrà in scena due Partenope, Jessica Pratt e Maria Agresta. Francesco Demuro interpreta Melanio, Désirée Giove Persefone. La voce narrante sarà quella di Mimmo Borrelli.

L’opera si inserisce nel programma di “Napoli millenaria”, la rassegnache celebra i 2500 anni dalla fondazione di Napoli.

I due prossimi titoli in cartellone sono due capolavori verdiani agli estremi del catalogo, specchio di stagioni opposte dell’arco espressivo e drammaturgico del compositore. Domenica 18 gennaio 2026, e fino a sabato 31, sarà in scena Nabucco, l’opera che consacrò il giovane Verdi. Produzione dell’Opernhaus Zürich, lo spettacolo segna il debutto a Napoli del regista Andreas Homoki. La direzione dell’Orchestra e del Coro del Teatro di San Carlo è affidata a Riccardo Frizza.

Le scene sono di Wolfgang Gussmann, che firma anche i costumi con Susana Mendoza. Le luci sono di Franck Evin.

Impegnato nel ruolo del titolo sarà Ludovic Tézier, con Marina Rebeka nelle vesti di Abigaille e Michele Pertusi in quelle di Zaccaria. Piero Pretti sarà Ismaele, Cassandre Berthon Fenena. Completano il cast Lorenzo Mazzucchelli (Il gran Sacerdote di Belo), l’ex Allievo dell’Accademia Francesco Domenico Doto (Abdallo) e Caterina Marchesini (Anna).

All’impeto drammatico degli esordi risponde la leggerezza sapiente e beffarda di Falstaff, l’ultima opera di Giuseppe Verdi, che sarà in scena da domenica 15 fino a martedì 24 febbraio nell’allestimento del Teatro Real di Madrid in coproduzione con La Monnaie / De Munt, l’Opéra National de Bordeaux e Tokyo Nikikai Opera Foundation.

La regia è di Laurent Pelly, al suo debutto al Teatro di San Carlo, mentre sarà Marco Armiliato a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Le scene di Barbara de Limburg si combinano con i costumi a firma dello stesso Pelly. Le luci sono di Joël Adam.

Sir John Falstaffavràvolto e voce di Luca Salsi, con Andrzej Filończyk nel ruolo di Ford e Francesco Demuro in quello di Fenton. Il quartetto femminile vede Maria Agresta interpretare Alice Ford, Anita Rachvelishvili Mrs. Quickly, Désirée Giove, già Allieva dell’Accademia di Canto, Nannetta e Caterina Piva Meg Page. Completano Gregory Bonfatti (Dott. Cajus), Enrico Casari (Bardolfo) e Piotr Micinski (Pistola).

La Stagione prosegue con Lucia di Lammermoor, il capolavoro che Gaetano Donizetti compose per il Lirico di Napoli. Torna, da mercoledì 11 a martedì 24 marzo, nella produzione sancarliana con la regia di Gianni Amelio, le scene di Nicola Rubertelli, i costumi di Maurizio Millenotti e le luci di Pasquale Mari. Dirige, in questa occasione, Francesco Lanzillotta. Impegnata l’Orchestra del Teatro di San Carlo, insieme al Coro preparato da Fabrizio Cassi e il Balletto diretto da Clotilde Vayer.

Interpreta Lucia, eroina sospesa tra innocenza e follia, Rosa Feola, con René Barbera al suo fianco nel ruolo di Edgardo. Mattia Olivieri sarà Enrico, mentre Alexander Köpeczi Raimondo. Tra gli ex-Allievi dell’Accademia di Canto vi saranno Sun Tianxuefei (Arturo), Sayumi Kaneko (Alisa) e Francesco Domenico Doto (Normanno).

È la volta de La bohème di Giacomo Puccini,in scena da mercoledì 8 a martedì 14 aprile. Firma la regia Bárbara Lluch, per la prima volta al Lirico di Napoli. Sarà, invece, il Direttore Musicale Dan Ettinger a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo insieme al Coro di Voci Bianche preparato da Stefania Rinaldi.

Le scene e i costumi sono rispettivamente di Alfons Flores e Clara Peluffo Valentini, con le luci di Urs Schönebaum. Mar Flores Flo cura il video, Merce Grané la coreografia.

Un doppio cast darà voce alle tensioni e alle tenerezze dell’universo bohémien, alternandosi nelle due coppie protagoniste. Nelle repliche dell’8, 10 e 12 aprile Pretty Yende e Kang Wang interpreteranno Mimì e Rodolfo, tra fragile purezza e fervore giovanile. Marina Monzó e Artur Ruciński saranno Musetta e Marcello, coppia vivace e contrastata.

Nelle date del 9, 11 e 14 aprile, invece, Mimì e Rodolfoavranno voce e volto di Elsa Dreisig e René Barbera,Musetta e Marcello quelli di Maria Knihnytska e Liam James Karai. Alessio Arduini sarà Schaunard, Gianluca Buratto Colline.

Mancava dal 2007 Werther di Jules Massenet,ritratto struggente dell’inquietudine romantica. Torna mercoledì 20 maggio, e fino a martedì 26, nella produzione dell’Oper Frankfurt con la regia di Willy Decker, le scene e i costumi di Wolfgang Gussmann e le luci di Joachim Klein. Lorenzo Passerini dirige l’Orchestra e il Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Stefania Rinaldi.

Si alterneranno nel ruolo del titolo Jonas Kaufmann (20 e 22 maggio) e Francesco Demuro (24 e 26 maggio) con Caterina Piva a interpretare Charlotte. Lodovico Filippo Ravizza sarà Albert. Nel cast vocale, ancora Sergio Vitale (Le Bailli) e Désirée Giove (Sophie), Roberto Covatta (Schmidt) e Maurizio Bove (Johann), nonché i due Artisti del Coro Vasco Maria Vagnoli (Brühlmann) e Sabrina Vitolo (Käthchen).

Davide Livermore firma la regia di Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea nell’allestimento dell’Opéra de Monte-Carlo in coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne e l’Opéra de Marseille. Sarà Pinchas Steinberg a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo nelle quattro repliche, da domenica 14 a sabato 20 giugno.

Le scene di Giò Forma si uniscono ai costumi di Gianluca Falaschi. Le luci sono di Nicolas Bovey, la coreografia di Eugénie Andrin.

Protagonista sarà Aleksandra Kurzak con Brian Jagde nel ruolo di Maurizio. La principessa e il principe di Bouillon avranno voce e volto di Elīna Garanča e Antonio Di Matteo. Pietro Spagnoli è Michonnet. Completano il cast Paweł Horodyski (Quinault) e Matteo Macchioni (Poisson), Chiara Polese (Jouvenot) e Monica Bacelli (Dangeville), Roberto Covatta (L’abate di Chazeuil) e Salvatore De Crescenzo (Un maggiordomo).

Secondo titolo in cartellone di Giacomo Puccini è Turandot. Torna da domenica 5 a mercoledì 15 luglio l’allestimento del Teatro di San Carlo che ha inaugurato la Stagione 2023-24 con la regia di Vasily Barkhatov. In questa occasione sarà Vincenzo Milletarì a dirigere l’Orchestra, il Coro e il Coro di Voci Bianche del Lirico di Napoli.

Le scene sono di Zinovy Margolin, i costumi di Galya Solodovnikova, le luci di Alexander Sivaev. Firma la coreografia Dina Khuseyn.

Un cast internazionale vede in primo piano Anna Pirozzi affrontare il ruolo della principessa Turandot con, al suo fianco, Brian Jagde nei panni del principe Calaf e Pretty Yende in quelli di Liù.

In alternanza con il cast principale ci saranno invece, nelle recite del 7, 10, 12 e 15 luglio, Inara Kozlovskaya (Turandot), Angelo Villari (Calaf) e Hasmik Torosyan (Liù).

Completano Raúl Giménez (Imperatore Altoum), Alexander Vinogradov (Timur), Gianluca Failla (Ping), Matteo Macchioni (Pang), Francesco Pittari (Pong), Hae Kang (Un mandarino).

La Stagione d’Opera riprende dopo la pausa estiva con un’unica data per Aida di Giuseppe Verdi, domenica 6 settembre. L’opera, proposta in forma di concerto, vedrà Riccardo Frizza dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo.

Si riuniranno in palcoscenico alcune tra le più grandi voci della lirica contemporanea: Anna Netrebko sarà la principessa protagonista con Jonas Kaufmann nel ruolo di Radamès. Elizabeth DeShong interpreta Amneris, Luca Salsi Amonasro, Alexander Köpeczi Ramfis. Completano il cast vocale Andrea Pellegrini (Il re d’Egitto) e due ex-Allievi dell’Accademia di Canto: Désirée Giove (Una sacerdotessa) e Sun Tianxuefei (Un messaggero).

Coproduzione internazionale tra il Teatro di San Carlo con il Teatro Real di Madrid, l’Oper Frankfurt e il Grand Teatre del Liceu di Barcellona è Mitridate, re di Ponto. L’opera verrà rappresentata per la prima volta al Lirico di Napoli giovedì 24 settembre con quattro repliche fino a giovedì 1 ottobre.

È ancora Riccardo Frizza a salire sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo. Firma la regia Claus Guth. Le scene sono di Christian Schmidt, i costumi di Ursula Kudrna, le luci di Olaf Winter. Sommer Ulrickson cura la coreografia.

Un cast di specialisti del repertorio settecentesco e mozartiano dà corpo all’impervia scrittura vocale dell’opera. Giovanni Sala darà voce e volto al re di Ponto, ultimo baluardo all’espansione romana in Oriente. Aspasia sarà interpretata da Sara Blanch, mentre Sifare, figlio fedele del re, avrà la voce di Mariangela Sicilia. Franco Fagioli sarà Farnace, fratello rivale e figura ambigua. Ismene, a lui promessa, sarà Giuliana Gianfaldoni. Completano il cast Alasdair Kent (Marzio) e Agustín Pennino (Arbate).

Incursione nel Barocco di Georg Friedrich Händel con Alcina. Verrà presentata in forma di concerto venerdì 9 e domenica 11 ottobre sotto la direzione di Iván López-Reynoso alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Protagonista Lisette Oropesa con Franco Fagioli nel ruolo di Ruggiero e Varduhi Abrahamyan inquello diBradamante. Erin Morley è Morgana e, a completare il cast, sono tre ex-Allievi dell’Accademia di Canto: Sun Tianxuefei (Oronte), Sayumi Kaneko (Oberto), Yunho Eric Kim (Melisso).

Chiude la Stagione d’Opera 2025-26 La Cenerentola di Gioachino Rossini, in scena da martedì 20 a martedì 27 ottobre. Altra coproduzione internazionale per il Teatro di San Carlo, questa volta con la Semperoper Dresden, con Damiano Michieletto a firmare la regia. La direzione è affidata a Speranza Scappucci alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Agostino Cavalca, le luci di Alessandro Carletti. Firma la drammaturgia Juliane Schunke. La coreografia è a cura di Chiara Vecchi.

Un doppio cast si alternerà nei ruoli principali. Nelle recite del 20, 23 e 27 ottobre Aigul Akhmetshina sarà Angelina e Jack Swanson Don Ramiro. Il 21 e il 25 ottobre, invece, i due protagonisti avranno la voce e il volto di Aleksandra Meteleva e Dave Monaco. E ancora nel cast vocale Florian Sempey (Dandini), Giulio Mastrototaro (Don Magnifico) Gianluca Margheri (Alidoro). Completano gli ex-Allievi dell’Accademia di Canto Laura Ulloa (Clorinda) e Sayumi Kaneko (Tisbe).

La Stagione di Danza

L’apertura della Stagione di Danza, che vede protagonisti le Étoiles, i Solisti e il Balletto del Teatro di San Carlo diretto da Clotilde Vayer, è fissata per sabato 20 dicembre 2025.In scena il tradizionale balletto delle feste natalizie: Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella coreografia firmata da Simone Valastro, una rilettura che mantiene l’impianto narrativo originale, ma introduce elementi coreografici innovativi che enfatizzano la dimensione onirica e il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Si alternano sul podio Jonathan Darlington (20, 23, 27, 28, 30 dicembre) e Maurizio Agostini (2, 3 e 4gennaio) per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo. La produzione del Massimo napoletano coinvolgerà la Scuola di Ballo e il Coro di Voci Bianche diretto da Stefania Rinaldi. Le scene di Nicola Rubertelli dialogano in scena con i costumi di Giusi Giustino. Firma le luci Valerio Tiberi, il video è di Alessandro Papa. Non mancheranno, inoltre, le matinée dedicate alle famiglie.

Il genio di George Balanchine, uno dei grandi maestri del ventesimo secolo, verrà celebrato con unprogramma dedicato, in scena dal 28 aprile al 3 maggio. La soirée si compone di tre creazioni: Serenade, su musica di Pëtr Ilʼič Čajkovskij, la cui coreografia verrà ripresa da Sandra Jennings; Le fils prodigue di Sergej Prokofʼev ripresa da Paul Boss; in chiusura Symphony in C su musica di Georges Bizet. A dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli sarà Paul Connelly.

Nuova produzione del Teatro di San Carlo per un’opera cardine del balletto tardo-romantico: Coppélia di Léo Delibes sarà in scena da sabato 25 a venerdì 31 luglio nella coreografia di Charles Jude con le scene di Giulio Achilli, i costumi di Philippe Binot e le luci di François Saint-Cyr. È Philippe Béran a dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

La Stagione di Danza si conclude con Boléro, in scena da giovedì 5 a martedì 10 novembre. Il trittico prende il nome dal cuore della serata: l’omonima opera di Maurice Ravel nella coreografiadi Maurice Béjart, rito scenico carico di tensione collettiva e sensualità crescente. Aprirà una nuova creazione di Garrett Smith, coreografo contemporaneo di rilievo internazionale che ha creato opere, tra gli altri, per il Balletto Bol’šoj e il Balletto Mariinskij, lo Houston Ballet e il New York City Ballet, l’Opéra National de Bordeaux e il Teatro alla Scala.

In chiusura Three Preludes di Sergej Rachmaninov nella coreografia di Ben Stevenson, composizione neoclassica che racchiude una storia d’amore in una narrazione essenziale, carica di eleganza e sentimento. Sul podio Jonathan Darlington per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

La Stagione di Concerti

Sono diciotto gli appuntamenti che compongono la Stagione di Concerti: quindici vedranno in primo piano l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Inaugurazione martedì 18 novembre con il Direttore Musicale Dan Ettinger alla guida dell’Orchestrae di Asmik Grigorian come solista. Un percorso che si snoda tra desiderio, potere e solitudine in pagine che hanno, come protagoniste, figure femminili di grande complessità. Dall’Ouverture dei Meistersinger von Nürnberg di Richard Wagner, si prosegue con le eroine di Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi: Cio-Cio-San con “Un bel dì vedremo”, Manon Lescaut con “Sola, perduta e abbandonata”, Lady Macbeth con “Vieni, t’affretta”. In chiusura Salome di Richard Strauss, nella scena finale che fonde eros e morte: “Ah! du wolltest mich nicht deinen Mund küssen lasse”.

Due serate con il Coro del Teatro di San Carlo per riscoprire il calore del canto natalizio: giovedì 4 e martedì 17 dicembre il Concerto di Natale vedrà protagonisti la compagine diretta da Fabrizio Cassi con Vincenzo Caruso al pianoforte. Proporranno un viaggio attraverso i Christmas Carols di varie parti del mondo.

È la volta di Riccardo Frizza, che sabato 24 gennaio sarà sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo e il pianista Federico Colli. Tra slancio romantico e apertura all’orizzonte americano, il programma si snoda tra Les préludes, S. 97 di Franz Liszt, il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra, op. 54 di Robert Schumann per concludersi con la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal nuovo mondo”, op. 95 di Antonín Dvořák.

Torna Ingo Metzmacher al Teatro di San Carlo: domenica 1 febbraio dirige l’Orchestrain un itinerario musicale tra Germania, Napoli e Vienna: si apre con La selva incantata di Hans Werner Henze, compositore tedesco del secondo Novecento, seguito dalle Fünf neapolitanische Lieder, raffinato omaggio a melodie popolari partenopee. Baritono solista sarà Matthias Goerne. In chiusura, la Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 73 di Johannes Brahms.

È dedicato a Ludwig van Beethoven il successivo concerto: sabato 21 febbraio il direttore Karel Mark Chichon e il pianista Rudolf Buchbinder eseguiranno, insieme all’Orchestra di casa, il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore “Imperatore”, op. 73. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67.

Due appuntamenti per onorare la memoria di Roberto De Simone: venerdì 27 e sabato 28 febbraio Nicola Luisotti sarà sul podio del Teatro di San Carlo per il Requiem di Giuseppe Verdi. Insieme all’Orchestra e il Coro del Lirico di Napoli, vi saranno i solisti Pretty Yende, Elīna Garanča, Pene Pati e John Relyea.

Fabio Luisi sarà impegnato in due diversi concerti. Sabato 14 marzo, con il pianista Alessandro Taverna, propone il Concerto n. 21 in do maggiore, K. 467 di Wolfgang Amadeus Mozart e, a seguire, la Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93 di Ludwig van Beethoven.

Mozartiana è anche l’apertura del concerto di domenica 22 marzo, con la Sinfonia n. 35 in re maggiore “Haffner”, K. 385. Si contrappone all’equilibrio formale del genio di Salisburgo la complessità poetica di Gustav Mahler: nella seconda parte, insieme al soprano Marina Monzó, verrà proposta la Sinfonia n. 4 in sol maggiore.

Martedì 7 aprile si prosegue con il recital di Aigul Akhmetshina: un viaggio vocale attraverso epoche, stili e lingue diverse, dalla tradizione operistica europea al repertorio moderno e contemporaneo. La accompagna al pianoforte Jonathan Papp in un programma che spazia da arie di Rossini, Donizetti e Verdi, alle pagine meno frequentate di Borodin e Rimskij-Korsakov, fino a brani del Novecento. Punta di diamante sarà la prima esecuzione mondiale di “Mujer fatal”, che Elena Roussanova ha composto appositamente per la cantante.

Un evento di straordinario rilievo vede unirsi la direzione di Gustavo Dudamel alla visione artistica di Marina Abramović, una nuova produzione del Teatro di San Carlo in sinergia con la New York Philharmonic. Sono due le date, sabato 18 e domenica 19 aprile, insiemeall’Orchestra del Lirico di Napoli. Due capolavori del repertorio del Novecento, Histoire du Soldat di Igor Stravinskij ed El amor brujo di Manuel de Falla, si intrecciano in un allestimento originale che vedrà Marina Abramović, radicale innovatrice della performance art contemporanea, firmare una regia inedita per il Lirico di Napoli: un passo significativo nel dialogo tra tradizione musicale e sperimentazione artistica.

Nuovo appuntamentoper Riccardo Frizza. Insieme al violino solista Anna Tifu proporranno un capolavoro del repertorio romantico, il Concerto in mi minore, op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy. In apertura e in chiusura di concerto, Ernst von Dohnányi, con i Minuti sinfonici, op. 36,e Richard Strauss, con “Aus Italien”, Fantasia sinfonica in sol maggiore, op. 16.

Torna Michele Mariotti sul podio del Teatro di San Carlo per dirigere l’Orchestra di casa. Il programma accosta due Sinfonie ispirate alla natura e ai paesaggi: la Sinfonia n. 6 in fa maggiore “Pastorale”, op. 68 di Ludwig van Beethoven, manifesto del legame tra musica e ambiente naturale, e la Sinfonia n. 3 in la minore “Scozzese”, op. 56 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, che riflette i suggestivi scenari della Scozia.

Sondra Radvanovsky e Freddie De Tommaso sono i protagonisti d’eccezione del concerto di domenica 21 giugno, con la direzione Giacomo Sagripanti alla guida della compagine orchestrale sancarliana. Il programma propone un percorso attraverso alcune delle pagine più intense e famose del melodramma italiano, firmate da compositori quali Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Umberto Giordano.

Un’altra straordinaria coppia è quella dell’appuntamento di venerdì 17 luglio: Jonas Kaufmann e Ludovic Tézier proporranno i più famosi duetti tratti da opere di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Amilcare Ponchielli. A dirigere l’Orchestra del San Carlo è Jochen Rieder.

Il ritorno del Direttore Musicale Dan Ettinger, venerdì 11 settembre, segna la ripresa della Stagione Sinfonica dopo la pausa estiva. In programma, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner.

L’ultimo appuntamento della Stagione di Concerti per Riccardo Frizza, domenica 27 settembre, lo vede accostato a uno dei più grandi virtuosi al mondo: il violinista Leonidas Kavakos. Il programma si apre con l’ouverture di Ruslan e Ljudmila di Michail Glinka, pietra miliare del repertorio russo. Al centro, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, autentico capolavoro per virtuosismo e intensità espressiva. In chiusura, la Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore, op. 70 di Dmitrij Šostakovič.

Nuovo recital venerdì 2 ottobre, questa volta con Anita Rachvelishvili come protagonista e, al pianoforte, Vincenzo Scalera: un viaggio che attraversa l’ampio spettro della canzone da concerto e dell’aria d’opera. Dalla Russia di Čajkovskij e Rachmaninov si passa alle suggestioni della musica georgiana e spagnola con Taktakishvili e de Falla fino alle più celebri e amate arie di Francesco Paolo Tosti. La seconda parte si concentra sulle grandi voci del melodramma europeo, con pagine di Giuseppe Verdi, Camille Saint-Saëns, Georges Bizet e Francesco Cilea.

La Stagione di Concerti chiude sabato 24 ottobre con una preziosa immersione nel giovane Verdi. In primo piano il Coro del Teatro di San Carlo diretto da Fabrizio Cassi con, al loro fianco, l’Orchestra di casa. Il percorso proposto, che si avvale della revisione critica di Dino Rizzo, valorizza sinfonie e pagine sacre inedite o poco frequentate: la Sinfonia in do maggiore e in sol minore, i Tantum ergo per tenore e basso con orchestra fino alla Messa per soli, coro e orchestra.

Il Festival Pianistico

Torna il Festival Pianistico, ora alla sua V edizione, con quattro appuntamenti che, per quest’anno, si estenderanno lungo l’intera Stagione 2025-2026.

L’apertura, mercoledì 21 gennaio, è affidata a Beatrice Rana, interprete di consolidata esperienza e fine sensibilità musicale. Il programma si incentra sul repertorio pianistico del Novecento, partendo dall’atmosfera drammatica di Prokof’ev con selezioni da Romeo e Giulietta, per poi esplorare la raffinatezza impressionista dei Douze Études dal Livre II, L. 143 di Claude Debussy. Si prosegue con Lo schiaccianoci di Pëtr Ilʼič Čajkovskij nella Suite per pianoforte arrangiata da Mikhail Pletnev prima di chiudere con la Sonata n. 6 in la maggiore, op. 82 di Sergej Prokof’ev.

Protagonista dell’appuntamento di martedì 10 marzo è Seong-Jin Cho, così acclamato sul Wall Street Journal: “Cho è un maestro. Ha mostrato un’impressionante varietà di colori tonali e una tecnica notevole, eseguita con sbalorditiva eleganza. Aveva qualcosa da dire e lo ha comunicato bene”. Propone un programma che attraversa più di due secoli di musica per pianoforte, dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore, BWV di Johann Sebastian Bach alla modernità della Suite per pianoforte, op. 25 di Arnold Schönberg. Si passa poi per il lirismo della “Faschingsschwank aus Wien” di Robert Schumann e la raffinata varietà di una ricca selezione di valzer di Fryderyk Chopin.

Giovedì 29 marzo sarà la volta di Hélène Grimaud, un’altra grande protagonista della scena pianistica internazionale. Il programma intreccia tre grandi snodi della scrittura pianistica: l’ultimo Beethoven, con la Sonata n. 30 in mi maggiore, op. 109, il Brahms crepuscolare delle raccolte tarde con i Tre intermezzi, op. 117 e le Sette fantasie, op. 116. In chiusura, l’omaggio bachiano nella celebre trascrizione di Ferruccio Busoni della Chaconne dalla Partita n. 2 in re minore, BWV 1004.

Chiude il Festival Yunchan Lim, giovane talento che si è rapidamente imposto sulla scena mondiale. Il suo recital, in programma lunedì 12 ottobre, è interamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart. Lim eseguirà le Sonate n. 1 in do maggiore, K 279, la n. 2 in fa maggiore, K 280, la n. 3 in si bemolle maggiore, K 281 e la n. 4 in mi bemolle maggiore, K 282.

Stagione di Musica da Camera 

con i Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo

La Stagione di Musica da Camera giunge alla sua quinta edizione: anche quest’anno i Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo saranno protagonisti di un nuovo ciclo di concerti dedicato alla Musica da Camera che li vedrà impegnati in diverse formazioni. Un totale di undici appuntamenti una domenica al mese, da novembre 2025 a ottobre 2026.

Attila di Giuseppe Verdi in forma di concerto al Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo

Giovedì 24 aprile, ore 20:00

Domenica 27 aprile, ore 17:00

La Stagione d’Opera 2024-25 al Teatro di San Carlo prosegue con “Attila” di Giuseppe Verdi.

Proposta in forma di concerto, sarà in scena per due repliche, giovedì 24 aprile alle ore 20:00 e domenica 27 alle ore 17:00.

La direzione è affidata a Vincenzo Milletarì: sarà alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

È Giorgi Manoshvili il re degli Unni. Una straordinaria Anna Pirozzi, già Minnie ne La fanciulla del West al Teatro di San Carlo, darà voce e volto anche a Odabella interpretando due ruoli di grande complessità nello spazio di una sola settimana. È un ruolo che la accompagna dall’inizio della carriera ma, in questa occasione al Lirico di Napoli, lo affronterà per la prima volta in Italia: “Non vedo l’ora – aggiunge – di cantarla al San Carlo, nella mia città, con un pubblico di cui sento tutto il caloroso affetto”.

Ernesto Petti interpreta Ezio, mentre Luciano Ganci sarà Foresto. Completano il cast vocale gli Allievi dell’Accademia di Canto Lirico del San Carlo: Francesco Domenico Doto (Uldino) e Sebastià Serra (Leone).

Ispira l’opera la «tragedia romantica» “Attila, König der Hunnen” di Zacharias Werner. Il libretto verrà affidato a Temistocle Solera, al suo ultimo lavoro per Verdi, e sarà completato da Francesco Maria Piave. La sua genesi si colloca in anni cruciali per la Storia d’Italia coprendo il periodo che va dal 1844 al 1846, anno in cui andrà in scena a La Fenice di Venezia. È proprio nel 1848 che approda al Teatro di San Carlo, in una Napoli percorsa da fremiti rivoluzionari. Tra le opere del repertorio verdiano meno frequentate al Massimo partenopeo, sarà assente per i successivi 121 anni e tornerà solo nel 1970 come Inaugurazione di Stagione. L’ultima rappresentazione a Napoli risale al gennaio 2006.

Tracce di Archivio

Storie di un patrimonio vivo: il Museo e l’Archivio Storico del Teatro di San Carlo

Episodio 1: Attila. Tre epoche, un palcoscenico

Il debutto in scena di “Attila” si accompagna al primo episodio di “Tracce di archivio”, il nuovo format audiovisivo del Teatro di San Carlo che apre le porte del suo Museo e dell’Archivio Storico. Pensato per una fruizione accessibile e inclusiva, in “Tracce di archivio” s’intrecciano narrazione visiva, documenti d’epoca e audio originali, per raccontare il teatro più antico d’Europa ancora in attività come spazio vivo di cultura e memoria, radicato nel presente e proiettato nel futuro. Il racconto di “Attila” prende vita seguendo tre tracce d’Archivio: tre Stagioni, dall’infuocata messa in scena del 1848, al grande ritorno nel 1970 fino alla ripresa del 1987. Un viaggio nel tempo che unisce musica, memoria e trasformazioni sceniche nelle storie di un patrimonio vivo.

La prima puntata è disponibile sui canali social del Teatro di San Carlo, nonché su tutte le principali piattaforme audio e audiovisive.

Il format prende vita grazie al sostegno del Ministero della Cultura (Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali) agli Istituti culturali inseriti nella Tabella Triennale 2024/2026.