IL DEBUTTO DI TON KOOPMAN CON ORCHESTRA E CORO DEL TCBO PER INAUGURARE LA STAGIONE SINFONICA 2026

In programma pagine di Mozart  nel 270° anniversario della nascita  e Haydn

Sabato 10 gennaio alle 20.30 all’Auditorium Manzoni

È il grande organista e clavicembalista olandese Ton Koopman il protagonista del concerto inaugurale della Stagione Sinfonica 2026 del Teatro Comunale di Bologna. Al debutto sul podio di Orchestra e Coro della fondazione lirico-sinfonica felsinea, sabato 10 gennaio alle 20.30 all’Auditorium Manzoni Koopman propone due pagine di Wolfgang Amadeus Mozart, nel 270° anniversario della nascita del compositore, come la Serenata notturna n. 6 in re maggiore K 239 e la Messa dell’Incoronazione in do maggiore K 317 – quest’ultima con solisti il soprano Suzanne Jerosme, il mezzosoprano Lara Morger, il tenore Kieran White e il basso Peter Harvey e con il Coro del TCBO preparato da Gea Garatti Ansini – accostate alla Sinfonia n. 100 “Militare” di Joseph Haydn.

Figura di riferimento nell’interpretazione della musica antica e in particolare di Johann Sebastian Bach, che ha dedicato attenzione alla ricerca filologica e all’esecuzione su strumenti d’epoca, a soli venticinque anni Koopman ha creato Musica Antiqua Amsterdam, la sua prima orchestra, fondando successivamente l’Amsterdam Baroque Orchestra e l’Amsterdam Baroque Choir – specializzate nel repertorio che va dal primo barocco al tardo classicismo – diventate compagini di fama internazionale calcando palcoscenici come quello del Concertgebouw di Amsterdam, del Musikverein e della Konzerthaus di Vienna, della Philharmonie di Berlino e della Carnegie Hall di New York. Koopman è stato insignito di numerosi riconoscimenti come la Medaglia-Bach dalla città di Lipsia, i premi “Buxtehude” dalla città di Lubecca e “Bach” dalla Royal Academy of Music di Londra e l’Edison Classical Award. Dal 2019 è presidente del Bach-Archiv di Lipsia. È inoltre professore all’Università di Leiden e al Conservatorio dell’Aja, membro onorario della Royal Academy of Music di Londra, dottore honoris causa a Linz e Lubecca, nonché direttore artistico del Festival Itinéraire Baroque.

Scritta da un Mozart ventenne nel 1776 per soddisfare le richieste dell’arcivescovo di Salisburgo – che voleva una musica adatta per concludere le feste aristocratiche delle famiglie patrizie della città – la Serenata notturna è divisa in tre parti e si apre con la tradizionale Marcia che annunciava agli ospiti l’arrivo dei musicisti, cui seguono un Minuetto e un Rondò. Curiosa la suddivisione dell’organico in due piccole orchestre distanti immaginata da Mozart per l’esecuzione, con l’intento di ricreare effetti sonori e dialoghi musicali sorprendenti: quasi una reminiscenza dell’antico concerto grosso che alternava “concertino” e “ripieno”.

Si è aggiudicata l’appellativo di “Militare” per il suo tono marziale e per l’uso nel secondo e terzo movimento della cosiddetta percussione “turca” (triangolo, cimbalo, grancassa) la Sinfonia n. 100, accolta con trionfo dal pubblico di Londra nel 1794: Haydn era senza dubbio il compositore più celebre del tempo, che con le sue sinfonie – in particolare quelle londinesi – contribuì in modo fondamentale allo sviluppo del genere, influenzando anche Mozart e Beethoven. Magistrale il Finale della “Militare”, forse «il più teso di tutto Haydn sinfonista», come scritto dal musicologo francese Marc Vignal.

Contiene un Andante sostenuto cantato dal soprano che, come dice Ton Koopman, «prova che il genio di Mozart raggiunge esattamente il cuore» la Messa dell’Incoronazione a chiusura della serata bolognese: pagina sacra dallo spirito sinfonico e solenne per soli, coro e orchestra del 1779, nella quale si percepisce già l’interesse di Mozart per il teatro, testimoniato dopo poco tempo dall’Idomeneo, opera con cui – tra l’altro – si inaugurerà proprio la Stagione lirica del Comunale dal prossimo 24 gennaio. Nata per la Festa dell’incoronazione dell’immagine della Vergine nel santuario di Maria Plain, luogo di pellegrinaggio amato dai salisburghesi e dalla famiglia Mozart, fu eseguita probabilmente nella cattedrale di Salisburgo in occasione della Pasqua.

I biglietti – da 15 a 45 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.

Per ogni appuntamento della Stagione Sinfonica 2026 si terranno le consuete introduzioni all’ascolto per il pubblico “Note a margine”, in programma circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni.

STAGIONE SINFONICA 2026 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Sabato 10 gennaio ore 20.30, Auditorium Manzon

Ton Koopman direttore

Gea Garatti Ansini maestro del Coro

Suzanne Jerosme soprano

Lara Morger mezzosoprano

Kieran White tenore
Peter Harvey basso

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus Mozart

Serenata notturna n. 6 in re maggiore K 239

  1. Marcia (Maestoso)
  2. Minuetto
  3. Rondò (Allegro)

Franz Joseph Haydn

Sinfonia n. 100 in sol maggiore “Militare”

  1. Adagio (Allegro)
  2. Allegretto
  3. Minuetto (Moderato e Trio)
  4. Finale (Presto)

Wolfgang Amadeus Mozart

Messa dell’Incoronazione in do maggiore K 317

Kyrie – soli e coro – Andante maestoso. Andante. Maestoso

Gloria – soli e coro – Allegro con spirito

Credo – coro – Allegro molto

Et incarnatus est – soli e coro – Adagio

Et resurrexit – soli e coro – Allegro molto

Sanctus – coro – Andante maestoso

Osanna – coro – Allegro assai

Benedictus – soli – Allegretto

Osanna – coro – Allegro assai

Benedictus – soli e coro – Allegretto

Osanna – coro – Allegro assai

Agnus Dei – soprano – Andante sostenuto

Dona nobis – soli e coro – Andante con moto. Allegro con spirito

Al Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’Amsterdam Baroque Orchestra & Choir con l’oratorio Athalia di Handel

Si avvicina la data di avvio del nuovo cartellone musicale del Teatro Nuovo Giovanni da Udine: la Stagione firmata dal direttore artistico Paolo Cascio prenderà infatti il via ufficialmente sabato 25 ottobre con l’esecuzione dello splendido oratorio Athalia, seconda tappa del Progetto Handel avviato nel dicembre 2024 con il Messiah. Una partitura di grande prestigio e dall’orchestrazione lussuosa, affidata per l’occasione alla sapiente maestria dell’Amsterdam Baroque Choir & Orchestra e di Ton Koopman, direttore e clavicembalista olandese che ha segnato la storia dell’interpretazione della musica antica nel corso del Novecento.

Composto da Handel nel 1733, l’oratorio Athalia sorprende per i suoi cori, per la varietà delle arie e per il forte taglio drammatico che accompagna le vicende della protagonista, la regina di Giuda, tra sogni premonitori, profezie e congiure.

Il nuovo cartellone offrirà al pubblico un viaggio nella storia della Musica, dal Barocco al Novecento, assieme ai migliori interpreti e alle compagini di punta del panorama contemporaneo

“La nuova Stagione sarà un viaggio sonoro in otto grandi concerti che intrecciano percorsi musicali di ampia varietà – spiega il direttore artistico Musica Paolo Cascio. Quest’anno abbiamo scelto di dare voce alla musica come strumento di dialogo, bellezza e riflessione, accogliendo progetti, programmi e artisti di prestigio che renderanno il nostro cartellone imprescindibile nel palinsesto culturale italiano. Grandi nomi del panorama internazionale e giovani talenti, produzioni originali, residenze artistiche e collaborazioni con realtà musicali, sia italiane che europee, di riconosciuta eccellenza, questi gli ingredienti principali della nuova Stagione. Mi piacerebbe che ogni concerto fosse un’occasione di incontro e meraviglia, capace di parlare a tutti: agli appassionati, ai curiosi, ai giovani che si avvicinano per la prima volta a questo mondo. Invito il nostro pubblico a lasciarsi sorprendere, ad ascoltare con cuore aperto e a vivere con noi un’altra stagione di musica che emoziona, ispira e unisce”.

Quindici in totale gli appuntamenti proposti, tre dei quali saranno occasione per il debutto al Giovanni da Udine di leggendari pianisti: Sir András Schiff, interprete raffinato nonché direttore di impareggiabile eleganza, il mito vivente degli 88 tasti Ivo Pogorelich e Pierre-Laurent Aimard, che per noi eseguirà in esclusiva nazionale un programma che intreccia Bach, Schubert e brani di György Kurtág, di cui fu collaboratore, nel 100° anniversario della nascita. E poi, ancora, nomi come Sir John Eliot Gardiner, la pianista russa Lilya Zilberstein e Daniele Gatti, protagonista con la leggendaria Orchestra Mozart di un progetto in residenza. A chiudere il cartellone sarà, il 28 maggio, la Prague Philharmonia diretta da Jiri Habart, con la festosa Sinfonia n. 7 di Beethoven. Non mancheranno inoltre due eccellenze musicali del Friuli Venezia Giulia, la FVG Orchestra diretta da Paolo Paroni e l’Orchestra Giovanile dei Filarmonici Friulani

Nella Stagione 2025/26 prenderà inoltre il via Nota Bene. Lezioni di Musica e Storia, nuovo format che unisce concerto e ascolto guidato per scoprire fatti, aneddoti, fonti, riflessioni e interpretazioni dei grandi capolavori della Classica. E poiché la musica appartiene proprio a tutti, a prescindere dall’età, non mancheranno proposte rivolte anche ai “piccolissimi”, come Musica 0-3.

INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00. Acquisti online sempre possibili su vivaticket.it. Per informazioni: biglietteria@teatroudine.it www.teatroudine.it

Al Teatro La Fenice, Ton Koopman dirige la “Passione secondo Matteo” di Bach

Pochi giorni prima della Pasqua, la Fenice propone un concerto di grande intensità: il maestro olandese Ton Koopman, graditissimo ritorno alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, dirigerà la monumentale Matthäus-Passion bwv 244 di Johann Sebastian Bach, con la partecipazione di voci soliste di assoluto richiamo quali Ian Bostridge nelle vesti dell’Evangelista e Thomas Laske in quelle di Gesù; accanto al soprano Miriam Feuersinger, al controtenore Maarten Engeltjes, al tenore Klaus Minsub Hong e ai bassi Klaus Mertens e Hans Wijers; con il Coro del Teatro La Fenice preparato da Alfonso Caiani e il coro di voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani istruite da Diana D’Alessio. Due le repliche in programma al Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2024-2025: la prima è fissata per sabato 12 aprile 2025 ore 20.00 (turno S) e sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3; seguirà la replica domenica 13 aprile ore 17.00 (turno U).

Considerata una delle opere più profonde e toccanti del repertorio sacro, la Matthäus-Passion bwv 244 di Johann Sebastian Bach nacque l’11 aprile 1727, nella Thomaskirche, la chiesa di San Tommaso, a Lipsia – dove Bach esercitò l’incarico di Kantor dal 1723 alla morte nel 1750, e dove è sepolto – a magnifico coronamento dei Vespri solenni del Venerdì Santo.

Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo nella traduzione tedesca di Martin Lutero, capitoli che narrano i fatti che vanno dall’ultima cena all’arresto di Gesù; e dal processo davanti al Sinedrio, al giudizio di Pilato e alla crocifissione. Il testo sacro è inframezzato da corali e arie su libretto di Christian Friedrich Henrici, noto con lo pseudonimo Picander. L’opera suddivide con chiarezza le parti del Vangelo dai versetti dei corali e dalle creazioni del poeta. Musicalmente, le prime sono affidate al ‘recitativo’, le seconde alle diverse armonizzazioni delle melodie originali di corali quaresimali che ogni fedele ben conosceva a memoria perché parte attiva del rito luterano del giorno. Il resto era realizzato in puro stile teatrale oppure riprendendo il lessico maestoso dei grandi mottetti, impreziosito dalla disposizione ‘veneziana’ delle voci che, come l’orchestra, Bach prescrive suddivisa in «Chorus I» (flauti dolci e traversi, oboi, archi e continuo) e «Chorus II» (flauti traversi, oboi e archi).

            La Passione secondo Matteo non fu eseguita al di fuori di Lipsia fino al 1829, quando Felix Mendelssohn Bartholdy ne eseguì una versione abbreviata a Berlino con grande successo.

            Per approfondire la conoscenza della partitura, è in programma il consueto appuntamento introduttivo: il concerto di sabato 12 aprile 2025 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle ore 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00 – ridotto abbonati da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Ton Koopman

Nato a Zwolle in Olanda, ha avuto un’educazione classica e ha studiato organo, clavicembalo e musicologia ad Amsterdam. Attratto dagli strumenti antichi e dalla prassi filologica, ha da subito concentrato i suoi studi sulla musica barocca, con particolare attenzione a Bach, ed è presto diventato una figura di riferimento nel movimento dell’interpretazione antica. Si è esibito nelle più importanti sale da concerto e nei più prestigiosi festival, avendo l’opportunità di suonare sui più raffinati e preziosi strumenti antichi esistenti in Europa. A venticinque anni ha creato la sua prima orchestra barocca; nel 1979 ha fondato l’Amsterdam Baroque Orchestra, a cui ha fatto seguito l’Amsterdam Baroque Choir nel 1992. I due ensemble insieme hanno presto raggiunto notorietà internazionale. Con un ampio repertorio, tra il primo barocco e il tardo classicismo, la abo&c si è esibita al Concertgebouw di Amsterdam, al Théâtre des Champs-Élysées e alla Salle Pleyel di Parigi, al Barbican e alla Royal Albert Hall di Londra, al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, al Lincoln Center e alla Carnegie Hall di New York e alla Suntory Hall di Tokyo, per citarne alcune. Negli ultimi anni svolge un’intensa attività come direttore ospite, collaborando con le orchestre più prestigiose in Europa, Stati Uniti e Giappone. Tra i progetti più ambiziosi figurano l’esecuzione e la registrazione delle Cantate di Bach. Un intenso lavoro di ricerca durato dieci anni, per il quale ha ricevuto il Deutsche Schallplattenpreis Echo Klassik, il bbc Award e il premio Hector Berlioz. In aggiunta alle opere di Bach, Koopman, da sempre sostenitore della musica del suo predecessore Dieterich Buxtehude, ha intrapreso la registrazione dell’integrale Buxtehude-Opera Omnia, pubblicata in trenta cd. Pubblica regolarmente: tra le molte opere, ha curato l’intero concerto per organo di Händel per Breitkopf & Härtel, ha pubblicato una nuova edizione del Messiah di Händel e Das Jüngste Gericht di Buxtehude per Carus Verlag. È presidente dell’International Dietrich Buxtehude Society. È stato insignito della Medaglia-Bach dalla città di Lipsia (2006), del Premio Buxtehude dalla città di Lubecca (2012), del Premio Bach dalla Royal Academy of Music di Londra (2014) e del prestigioso Edison Classical Award (2017). Dal 2019 è presidente del Bach Archive di Lipsia. È professore all’Università di Leiden e al Conservatorio dell’Aja, membro onorario della Royal Academy of Music di Londra, dottore honoris causa a Linz e Lubecca, nonché direttore artistico del Festival Itinéraire Baroque.