A MILANO ARRIVA TURANDA, L’OPERA DIMENTICATA DI  ANTONIO BAZZINI

Dopo aver debuttato a Como, la prima rappresentazione in età moderna dell’opera ispirata alla commedia di Carlo Gozzi è proposta lunedì 8 dicembre al Teatro Lirico “Giorgio Gaber”

Nuovo allestimento del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como

A più di centocinquant’anni dalla sua prima e unica rappresentazione, avvenuta il 13 gennaio 1867 al Teatro alla Scala, il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como —  in collaborazione con Casa Ricordi, che ha curato la revisione critica della partitura, e nell’ambito del progetto di finanziamento europeo “Casta Diva” — presenta il primo allestimento in età moderna di TurandaComposta da Antonio Bazzini, apprezzato compositore bresciano di metà Ottocento nonché maestro di Giacomo Puccini, l’opera è tratta dall’omonima commedia di Carlo Gozzi, la stessa che fornirà al suo allievo l’ispirazione della più nota Turandot. Dopo aver debuttato a Como il 26 ottobre, lo spettacolo viene proposto al Teatro Lirico “Giorgio Gaber” di Milano lunedì 8 dicembre alle ore 20, dove ha già fatto registrare il tutto esaurito. La regia è affidata a Stefania Panighini, vincitrice del Premio “Idee per Alfieri” al Festival Astiteatro nel 2004 e che ha firmato opere per il Wexford Festival, l’Opera di Tenerife e il Daegu Opera Festival in Corea. Sul podio sale invece il Maestro Bruno Dal Bon, direttore di titoli operistici in Europa, Cina e Giappone. A dar vita alla parte musicale della produzione sono i Solisti, il Coro e la Filarmonica del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como, formati da allievi dell’istituzione, mentre a curare scene e costumi sono gli studenti del Biennio di Scenografia Teatro e Costume per lo Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, partner del progetto. La revisione critica per Casa Ricordi è di Antonio Moccia.

«Il progetto Turanda rappresenta molto più di un semplice allestimento di teatro lirico o di un’operazione di recupero filologico: è un atto di responsabilità culturale che riscopre, preserva e rivaluta un repertorio storico nel segno della creatività contemporanea — dice il Direttore del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como Vittorio Zago —, oltre che modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni accademiche e culturali. È anche frutto di un percorso di importante rilievo didattico che porta l’esperienza di quattro anni di precedenti allestimenti, e che ha visto il Conservatorio di Como coinvolgere i giovani studenti nella riscoperta di opera di teatro musicale raramente eseguite, tra cui Procedura penale di Luciano Chailly, La rondine di Puccini, La belle Hélène di Offenbach e Ascesa e caduta della città di Mahagonny di Brecht e Weill. Il progetto diventa così anche un modo per riaffermare il ruolo dei Conservatori come motori di innovazione e custodi della memoria musicale, restituendo centralità agli studenti, veri protagonisti di questo percorso e nostri eredi artistici: un luogo dove si produce cultura, costruendo il futuro attraverso la valorizzazione del passato».

«Il mito è quello di Gozzi, di Schiller, di Puccini e di Busoni, che racconta di una donna che non vuole uniformarsi alle regole della società che la vuole moglie, ma soprattutto madre – dice di Turanda la regista Stefania Panighini. In quest’opera, Bazzini tratteggia una giovane sorprendentemente audace per la metà dell’Ottocento, capace di ribellarsi e di ostentare la propria ribellione come atto politico. Lungi dal farne un’algida amazzone però, il compositore lascia alla protagonista la scoperta del sé, la liberazione dall’ideologia e l’accettazione della fragilità e del sentimento umano, che la conducono a un finale di maturazione e consapevolezza del femminile».

Antonio Bazzini è stato un violinista e un compositore molto riconosciuto nell’ambito della musica strumentale. Di lui, Schumann diceva che «sembra venire da un paese del canto, da un paese sconosciuto, eternamente sereno». Originario di Brescia, nel 1873 fu chiamato a insegnare composizione al Conservatorio di Milano, del quale nel 1882 venne nominato anche Direttore. Tra i suoi allievi, oltre a Puccini, figurano anche i nomi di Mascagni e Catalani. Turanda è la sua unica opera teatrale, composta su libretto di Antonio Gazzoletti. Dopo il tiepido debutto milanese, criticato sulla stampa dell’epoca, l’opera non fu mai più ripresa dal compositore e il manoscritto autografo considerato perduto, fino al fortunato ritrovamento avvenuto qualche anno fa in uno scantinato del Conservatorio di Milano. 

TURANDA

Azione fantastica in quattro parti (1867)

Lunedì 8 dicembre 2025, ore 20

Teatro Lirico “Giorgio Gaber” – Via Larga 14, Milano

Musica di Antonio Bazzini

Libretto di Antonio Gazzoletti

Turanda Anna Cimmarrusti

Nadir Weihao Du

Ormut Yonghyun Kim

Cosroe Minsu Kim

Adelma Lee Juhyeon

Direttore Bruno Dal Bon

Regia Stefania Panighini

Scene e costumi Studenti del Biennio di Scenografia Teatro e Costume per lo Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Maestri del coro Matteo Castelli e Domenico Innominato

Assistente alla regia Ai Takagi Donno

Coro del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como

Filarmonica del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como

Nuovo allestimento del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como

ph. Conservatorio di Como

Pierino e il Lupo di Prokof’ev al Giovanni da Udine; un progetto per scuole e famiglie.

La celebre favola sinfonica è proposta venerdì 7 febbraio alle 11.00 per studenti e studentesse e alle 18.00 per tutti

Sul palco del Teatro, l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Angius e Stefania Panighini voce recitante

Avvicinare scuole e famiglie alla musica classica, con la scelta di programmi che possano essere alla portata di tutti e capaci di toccare temi universali, come fanno le fiabe. È questo il senso del progetto PIERINO E IL LUPO del Teatro Nuovo Giovanni da Udine indirizzato a scuole e famiglie, in programma venerdì 7 febbraio e proposto in un doppio appuntamento: alle ore 11.00 per studenti e studentesse e alle ore 18.00 per tutti. Sui leggii dei professori dell’Orchestra di Padova e del Veneto, diretti da Marco Angius e accompagnati dalla voce recitante di Stefania Panighini, la splendida favola sinfonica di Sergej Prokof’ev e, in apertura, un altro capolavoro a firma del celebre compositore russo, la Sinfonia n. 1, nota anche come “classica”.

Pierino e il lupo venne composta nel 1936, qualche anno dopo il rientro di Prokof’ev in Russia dopo ben nove anni vissuti fra Europa e America. Per evitare conflitti con il regime, Prokof’ev si dedicò alla musica per bambini. Tra le sue composizioni in questo ambito si colloca anche Pierino e il lupo, che divenne uno dei suoi lavori più celebri: una fiaba musicale, dove ogni personaggio è rappresentato da uno strumento dell’orchestra. La narrazione crea un racconto vivido e didattico, la musica è disarmante per bellezza, semplicità ed efficacia. “Questa semplicità potrebbe indurre nell’equivoco di considerare questo lavoro come uno dei minori di Prokof’ev, ma non vi è nulla di più sbagliato – spiega Paolo Cascio, Direttore Artistico Musica del Teatro Nuovo Giovanni da Udine -. Pierino e il lupo è un piccolo capolavoro musicale sui generis, una di quelle fiabe che, ascoltata da bambino, viene ricordata per sempre, soprattutto da adulti. E come tutte le fiabe,lancia un ponte immaginario che ci permette di attraversare storie e culture differenti, di trovare sensi e metafore di ordine universale, di comprendere il mondo di un tempo e, di riflesso, quello di oggi. Dunque Pierino, ragazzo coraggioso e ribelle, l’uccellino, aiutante quasi magico, il nonno rigido come la morale e il lupo, archetipo di ogni paura, diventano stimolo per una lettura metaforica fruibile ad ogni età, da 6 a 99 anni”.

Completa la programmazione la Sinfonia Classica scritta fra il 1916 e il 1917: un capolavoro di perfezione con cui Prokof’ev, all’epoca appena venticinquenne, dimostrò di essere in grado di assorbire Mozart, Haydn e Beethoven traghettando così lo stile del classicismo nel Novecento.

Informazioni e biglietteria

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni spettacolo.

Infopoint in via Rialto 2/b a Udine attivo per la vendita di biglietti e abbonamenti dal martedì al venerdì (escluso festivi) dalle 10.00 alle 12.30.

Acquisti online su vivaticket.it. Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). biglietteria@teatroudine.it  www.teatroudine.it

Stefania Panighini ha studiato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’amico e si è diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino in Regia per lo spettacolo musicale. Si è inoltre laureata in Musicologia col massimo dei voti e la menzione presso l’Università di Torino. È professore di Interpretazione scenica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Como, Regia dell’Opera Lirica alla Scuola Civica Paolo Grassi, e collabora con l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e del Teatro Pavarotti Freni di Modena. Nell’ultimo anno ha messo in scena Kaiser von Atlantis al Lerici Music Festival, Ascesa e caduta della città di Mahagonny e La Rondine al Teatro Sociale di Como, L’elisir d’amore al Teatro Pavarotti-Freni di Modena. Insieme a Sandro Cappelletto ha curato per Treccani un ciclo di conferenze sulla Traviata presso la Fondazione Arturo Toscanini e con la stessa orchestra ha poi eseguito Pierino e il lupo di Prokof’ev e La guida del giovane all’orchestra di Britten. Ha collaborato con il Teatro Regio di Torino, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Pergolesi di Jesi, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Verdi di Sassari, Lugo Opera Festival, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Grande di Brescia, Festival della Valle d’Itria, e, in ambito internazionale, con Daegu Opera Festival, Dallas Opera, Theater an der Wien – Kammeroper, Opéra National de Lorraine, Wexford Festival Opera, Opera de Tenerife, Opéra de Nice.

Fondata nel 1966, l’Orchestra di Padova e del Veneto realizza circa 120 tra concerti e recite d’opera ogni anno, con una propria Stagione a Padova, concerti nella Regione Veneto e per le più importanti Società di concerti e Festival in Italia e all’estero. La direzione artistica e musicale dell’Orchestra è stata affidata a Claudio Scimone, Peter Maag, Bruno Giuranna, Guido Turchi, Mario Brunello, Filippo Juvarra. Nel 2015 Marco Angius ha assunto l’incarico di direttore musicale e artistico. OPV annovera collaborazioni con i nomi più insigni del concertismo internazionale, tra i quali si ricordano Salvatore Accardo, Martha Argerich, Vladimir Ashkenazy, Ian Bostridge, Riccardo Chailly, Gianandrea Gavazzeni, Philippe Herreweghe, Christopher Hogwood, Steven Isserlis, Leonidas Kavakos, Ton Koopman, Radu Lupu, Mischa Maisky, Sir Neville Marriner, Viktorija Mullova, Olli Mustonen, Anne-Sophie Mutter, Murray Perahia, ItzhakI Perlman, Svjatoslav Richter, Mstislav Rostropovich, Krystian Zimerman. L’Orchestra è protagonista di una nutrita serie di trasmissioni televisive per Rai 5 oltre che di un’attività discografica che conta più di 60 incisioni per le più importanti etichette, culminata nel premio Abbiati per Parole da Beckett (Stradivarius), con musiche di Giacomo Manzoni.

Marco Angius, direttore artistico e musicale dell’Orchestra di Padova e del Veneto, ha diretto le maggiori orchestre italiane quali Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra Teatro La Fenice, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Regio di Torino, Teatro Comunale di Bologna, Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, Orchestra della Toscana, I Pomeriggi Musicali. Ha diretto inoltre gli ensemble internazionali Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Tokyo Philharmonic, Orchestre Philarmonique de Nancy, Orchestre de Lorrain, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra de Chambre de Lausanne, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam, Luxembourg Philarmonie e ha calcato i podi dei festival deSingel di Anversa, Biennale Musica di Venezia, Biennale Zagabria, Ars Musica di Bruxelles, Milano Musica, MI.TO. Festival, Autunno di Varsavia, Filature di Mulhouse, Teatro Lirico di Cagliari, Romaeuropa Festival. Dal 2011 è coordinatore artistico dell’Ensemble Accademia Teatro alla Scala, dove dirige il repertorio operistico e contemporaneo. Ha inciso per Wergo, Euroarts, Stradivarius. Con l’Orchestra di Padova e del Veneto ha vinto il premio Abbiati 2023 per l’incisione di Dieci Versi di Emily Dickinson e Parole da Beckett di Giacomo Manzoni.

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
via Trento, 4 – 33100

venerdì 7 febbraio 2025 – ore 11.00 (per le scuole) e ore 18.00

PIERINO E IL LUPO
Orchestra di Padova e del Veneto

Stefania Panighini voce recitante
Marco Angius direttore

Sergej Prokof’ev
Sinfonia n. 1 in Re maggiore op. 25 “Sinfonia Classica”
Pierino e il Lupo op. 67

produzione Teatro Nuovo Giovanni da Udine