Kent Nagano chiude la Stagione Sinfonica 2024-2025 con due appuntamenti venerdì 31 ottobre e domenica 2 novembre al Teatro La Fenice.

In programma musiche di Lully, Schubert e Richard Strauus

L’autorevole bacchetta di Kent Nagano chiuderà con un grande concerto la Stagione Sinfonica 2024-2025 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. L’acclamato maestro statunitense, dal 2015 direttore musicale generale della Staatsoper Hamburg e direttore principale della Philharmonisches Staatsoper Hamburg, dirigerà un programma articolato in tre brani, con Il borghese gentiluomo di Molière a fare da trait d’union tra la musica di Jean Baptiste Lully e quella di Richard Strauss, passando per la freschezza della Terza Sinfonia di Schubert.

Violino solista Roberto Baraldi.

La prima divenerdì 31 ottobre 2025 ore 20.00 (turno S) sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3. Replica domenica 2 novembre ore 17.00.

            L’apertura della serata sarà affidata alla Suite dal Bourgeois gentilhomme di Jean Baptiste Lully (1632-1687).

È il 14 ottobre 1670 quando presso il Castello di Chambord, sontuosa residenza dei re di Francia, venne presentata per la prima volta quest’‘opera’ nell’ambito di una festa di corte. Più precisamente si tratta della nona delle comédie-ballets nate dalla collaborazione fra le deux grands Baptistes, cioè Jean Baptiste Poquelin detto Molière e Jean Baptiste Lully (anche in scena come Jourdain e Cléante rispettivamente), e la settima con i balletti concepiti dal celebrato coreografo Pierre Beauchamp. Lo spunto per il soggetto lo offrì l’ambasciatore della Sublime Porta, Sulemain Aga, colpevole di aver espresso il suo disappunto per l’accoglienza ritenuta non abbastanza all’altezza e comunque inferiore a quella che il suo sultano avrebbe riservato a una persona del suo rango. Offeso, Luigi XIV decretò che i turchi venissero messi alla berlina in un ballet turc ridicule. È uno spettacolo totale, una sorta di wagneriano Gesamtkunstwerk ante litteram, che assomma recitazione, canto, danza e musica, sia negli intermezzi fra i diversi atti sia all’interno della commedia stessa e conclusa da un grandioso Ballets des Nations. Il genere non è nuovo, ma Molière e Lully regalano perfezione al modello che è pratica già in uso nel teatro antico. Dopo Chambord, Le Bourgeois gentilhomme venne replicato più volte a Parigi, al Palais Royal, dove prese la forma in cinque atti che conosciamo ancora oggi e fu affidata alle stampe il 18 marzo 1671.

            Il programma musicale proseguirà con la gioiosa freschezza della Sinfonia n. 3 in re maggiore d 200 di Franz Schubert (1797-1828). Iniziata il 24 maggio 1815, la Terza Sinfonia fu completata dal compositore all’epoca diciottenne nel luglio di quello stesso anno: alla rapidità della composizione, in uno degli anni più fecondi di Schubert, corrispondono una grazia leggera e una concisione che differenziano questa sinfonia dal più vasto e ambizioso respiro della precedente. La Terza si pone sotto il segno di una scorrevole freschezza, nella slanciata vivacità del primo tempo come nel giocoso umorismo del finale, non privo di moduli ‘italiani’, col suo andamento quasi di tarantella. Non si hanno notizie di esecuzioni di questa sinfonia vivente l’autore: probabilmente fu eseguita da un’orchestra di dilettanti all’epoca della sua composizione. Sappiamo con certezza però che il finale venne eseguito a Vienna, nel 1865, insieme all’Incompiuta, mentre la prima esecuzione integrale risale al 1881, quando fu diretta a Londra da August Manns.

Der Bürger als Edelmann di Richard Strauss (1864-1949) andò in scena per la prima volta al Teatro di Corte di Stoccarda il 25 ottobre 1912, con la regia di Max Reinhardt e la direzione dello stesso Strauss. Purtroppo il lavoro non ebbe successo e si rivelò ben presto inadatto al teatro di repertorio, anche per la difficoltà di reperire per la rappresentazione due compagnie distinte di cantanti e di attori. Di qui, su suggerimento di Hofmannsthal, la decisione di Strauss di separare l’opera dalla commedia dialogata e danzata: il compositore approntò quindi una nuova versione di Ariadne e la rese autosufficiente introducendo un atto autonomo – un prologo dove si mostrano i preparativi dello spettacolo –, mentre i brani per il Bourgeois vennero rivisti e articolati in diciassette numeri in vista di una esecuzione a Berlino nel 1918 in abbinamento alla commedia di Molière. Successivamente, da queste musiche di scena Strauss estrapolerà nove numeri per mettere a punto la suite orchestrale op. 60 che sarà eseguita per la prima volta a Salisburgo il 31 gennaio 1920. La musica che il capolavoro di Molière ispira a Richard Strauss guarda nostalgicamente al passato, che viene però reinventato in un’ottica tipicamente novecentesca. Il compositore tiene presente la musica di Lully del 1670 rielaborandone addirittura alcune parti: in particolare, Das Menuett des Lully n. 5, la Courante n. 6 e Auftritt des Cleonte n. 7 sono sofisticati rifacimenti lulliani, nei quali serpeggia un’ironia analoga a quella con cui il commediografo francese delinea l’arricchito Jourdain. Elaborazioni che si armonizzano benissimo con il resto di una composizione in cui si fondono genialmente elementi arcaizzanti e moderni.

            Per approfondire la conoscenza delle partiture eseguite, è in programma il consueto appuntamento introduttivo: il concerto di venerdì 31 ottobre 2025 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle ore 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00 – ridotto abbonati da € 1500 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Myung-Whun Chung al Malibran venerdì 23 e sabato 24 marzo nella doppia veste di direttore e pianista solista

In programma il Triplo Concerto di Beethoven e la Quarta Sinfonia di Brahms

Myung-Whun Chung torna alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice in una serie di due concerti – al Malibran e al Teatro La Fenice – che si svolgeranno nell’ambito della Stagione Sinfonica 2023-2024 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Nel primo dei due appuntamenti, in programma al Teatro Malibran venerdì 22 marzo 2024 ore 20.00 (turno S) e sabato 23 marzo 2024 ore 17.00 (turno U), il maestro sudcoreano sarà impegnato nella doppia veste di direttore e pianista solista, per l’esecuzione del Concerto per pianoforte, violino, violoncello e orchestra in do maggiore op. 56 di Ludwig van Beethoven che sarà interpretato insieme con i solisti Roberto Baraldi al violino e Emanuele Silvestri al violoncello. Nella seconda parte della serata la scena sarà invece tutta per uno dei capolavori del sinfonismo tedesco, la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Johannes Brahms.

Di Ludwig van Beethoven (1770-1827), verrà eseguito il Triplo Concerto in do maggiore op. 56 per pianoforte, violino, violoncello e orchestra, una composizione che, seppur abbozzata sullo stesso quaderno dove andavano prendendo forma l’Eroica e il Fidelio, è senz’altro ancora immersa nel mondo luminoso e a-problematico della musica del Settecento. Lo si percepisce anche da circostanze ‘esteriori’: l’impiego di più solisti, che era frequente fino alla metà di quel secolo ma era ormai diventato desueto nei Paesi di area tedesca; oppure il fatto che fu composto su commissione, per esaudire un desiderio di un esponente dell’aristocrazia, il fratello dell’imperatore Francesco ii, l’arciduca Rodolfo d’Asburgo-Lorena, che era grande appassionato di musica e allievo dello stesso Beethoven.

Scrivendo la parte del pianoforte, il compositore di Bonn dovette tener conto delle possibilità del suo giovane pupillo – scrisse per lui una parte piuttosto facile ma anche brillante e vistosa, per evitare che fosse messo in ombra dagli altri due solisti – ed è logico dedurne che fu questo il motivo per cui Beethoven affiancò al pianoforte altri due strumenti, le cui parti sono più impegnative, soprattutto quella del violoncello, che si spinge spesso nel registro acuto. La prima esecuzione ebbe luogo nel 1805 nel corso di un concerto privato nel Palais Augarten, di proprietà dell’imperatore.

Johannes Brahms (1833-1897) compose la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 durante il soggiorno estivo «del tutto delizioso» – così scrisse il compositore a Clara Schumann – nel piccolo villaggio stiriano di Mürzzuschlag, alle pendici del monte Semmering, fra il 1884 e il 1885. La prima esecuzione, il 25 ottobre 1885 con l’orchestra della Cappella ducale di Meiningen diretta dall’autore, fu un successo notevole, confermato nella tournée successiva diretta da Bülow in Germania e Olanda. Il compositore tedesco concepì i suoi lavori sinfonici, e quest’ultimo in particolare, come punto di arrivo di un lungo cammino di ricerca e indagine sull’orchestra e le sue problematiche, secondo una personalità per la quale il perfezionamento stilistico, la selezione, il labor limae, la sintesi erano una linea guida.

Giunse a rielaborare echi beethoveniani di monumentale imponenza, richiami al folklore e a sentimenti appartenenti a intime sfere, cantabilità liederistica con tratti di commossa confessione, bagliori cameristici, tecniche compositive e alchimie combinatorie sviluppate dalla riflessione sulle forme antiche, in una visione del mondo tra distacco superiore e lacerazione interiore. L’orchestra viene studiata in tutte le sue possibili magie d’intreccio, risultando incredibilmente compatta, con scelte strumentali volte strategicamente a valorizzare il carattere peculiare di ogni tema. 

Come di consueto, il concerto di venerdì 22 marzo sarà preceduto da un incontro a ingresso libero, in quest’occasione tenuto dal musicologo Mauro Masiero, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Nel successivo concerto della Stagione Sinfonica 2023-2024, in programma giovedì 28 marzo 2024 ore 20.00 e 29 marzo 2024 ore 20.00, Myung-Whun Chung dirigerà la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi, monumentale composizione di musica sacra di cui ricorre nel 2024 il centocinquantesimo anniversario della prima esecuzione assoluta. Insieme all’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo istruito da Alfonso Caiani – saranno impegnate le voci soliste del soprano Angela Meade, del mezzosoprano Annalisa Stroppa, del tenore Fabio Sartori e del basso Riccardo Zanellato.

Myung-Whun Chung

Nato in Corea, inizia l’attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni, a ventun anni vince il secondo premio al Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Frequenta negli USA i corsi di perfezionamento al Mannes College e successivamente alla Juilliard School di New York, nel 1979 diviene assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic dove nel 1981 è nominato direttore associato. Dal 1984 al 1990 è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 direttore principale invitato del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 direttore musicale dell’Opéra de Paris-Bastille e, dal 1997 al 2005, direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.  Nel 1995 fonda la Asia Philharmonic, formata dai migliori musicisti di otto Paesi asiatici. Nel 2005 è nominato direttore musicale della Seoul Philharmonic Orchestra e nel 2016 direttore musicale onorario della Tokyo Philharmopnic Orchestra. Dal 2011 è direttore ospite principale della Dresden Staatskapelle. Dal 2000 al 2015 è stato direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di cui dal 2016 è direttore onorario. Nel 2023 è stato nominato direttore emerito della Filarmonica della Scala .Ha diretto molte delle orchestre più prestigiose del mondo, fra cui i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, le orchestre sinfoniche di Boston e di Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre sinfoniche di Cleveland e di Philadelphia. In Italia gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini. In Francia nel 1991 è stato nominato artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale francese e nel 1992 il Governo francese gli ha assegnato la Légion d’Honneur. Nel 1995 e di nuovo nel 2002 ha avuto il Premio Victoire de la Musique. Nel 2011 gli è stato conferito il titolo di Commadeur dans l’ordre des Arts et Lettres dal ministro della Cultura francese. Nel luglio 2013 la Città di Venezia gli ha consegnato le chiavi della città per il suo impegno verso il Teatro la Fenice e la vita musicale della città e il Teatro La Fenice gli ha conferito il premio Una vita nella musica. Nel 2017 è stato nominato Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura italiana e il 1 giugno 2022 il presidente della Repubblica Italiana gli ha consegnato l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2015 l’Associazione della critica musicale italiana gli ha assegnato il Premio Abbiati per Simon Boccanegra di Verdi (rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia) e per l’attività sinfonica con l’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Filarmonica della Scala. Attualmente è direttore onorario di Tokyo Philharmonic Orchestra, di Staatskapelle Dresden, di Orchestre Philharmonique de Radio France. Parallelamente alla sua attività musicale è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di diffusione della musica classica tra le giovani generazioni, nonché di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale della droga (UNDCP), nel 1995 è stato nominato Uomo dell’anno dall’UNESCO e l’anno successivo il governo della Corea gli ha conferito il Kumkuan, il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana. È attualmente ambasciatore onorario per la Cultura della Corea del Sud, il primo nella storia del governo del suo Paese. Chung e i musicisti dell’Orchestra Philharmonique de Radio France sono stati nominati nel 2007 ambasciatori dell’UNICEF e nel 2008 ha ricevuto l’incarico di Goodwill Ambassador dall’UNICEF come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia. Nel 2012 Myung-Whun Chung è riuscito a riunire, per la prima volta per un concerto alla Salle Pleyel a Parigi, la Unhasu Orchestra della Corea del Nord e la Orchestre Philharmonique de Radio France.