ORFEO ED EURIDICE DIRETTA DA FABIO BIONDI INAUGURA LA STAGIONE D’OPERA 2026 DEL TEATRO REGIO DI PARMA

L’opera di Gluck, nella versione di Vienna del 1762, torna al Regio dopo 39 anni, nel nuovo allestimento firmato da Shirin Neshat.

Protagonisti Carlo Vistoli, Francesca Pia Vitale, Theodora Raftis

Il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.

Teatro Regio di Parma

23, 25, 29, 31 gennaio 2026

Incontri con Shirin Neshat

Ridotto del Teatro Regio di Parma

20 gennaio 2026, ore 18.00

a seguire proiezione dei suoi film

ingresso libero con prenotazione

Auditorium Niccolò Paganini di Parma

22 gennaio 2026, ore 18.00

ingresso libero con prenotazione

La Stagione d’Opera del Teatro Regio di Parma si apre con Orfeo ed Euridice, azione teatrale per musica in tre atti composta intorno al mito di Orfeo da Christoph Willibald Gluck, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, che torna al Teatro Regio di Parma per la seconda volta dopo 39 anni e debutta venerdì 23 gennaio alle ore 20.00 (recite domenica 25 ore 15.30, giovedì 29 e sabato 31 gennaio, ore 20.00). Per la prima volta al Teatro Regio di Parma la celebre artista iraniana-americana Shirin Neshat firma la regia di questo nuovo allestimento realizzato in coproduzione con ITeatri di Reggio Emilia con le scene di Heike Vollmer,i costumi di Katharina Schlipf, le luci di Valerio Tiberi, lecoreografiedi Claudia Greco, la drammaturgia di Yvonne Gebauer, la direzione della fotografia di Rodin Hamidi.

Fabio Biondi, al suo debutto al Teatro Regio, dirige l’opera, che è eseguita nella versione viennese del 1762, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.Protagonisti Carlo Vistoli (Orfeo), Francesca Pia Vitale (Euridice), Theodora Raftis (Amore).

All’opera che si svolge in palcoscenico si sovrapporranno le immagini riprese a Parma da Shirin Neshat nelle scorse settimane, che offriranno un ulteriore livello narrativo, fatto soprattutto di sguardi intimi sui personaggi e sulle loro relazioni. Un racconto che presenta Orfeo ed Euridice non come due esseri mitologici, ma come due esseri umani che vivono l’amore, il dolore, l’incomunicabilità, in un viaggio tra la vita e la morte.

“L’organico orchestrale di Orfeo ed Euridice, dichiara Fabio Biondi, è lontano dagli standard usuali: è più piccolo quantitativamente e più snello timbricamente. Ciononostante, si differenzia da altre partiture operistiche coeve per una certa ricchezza strumentale. […] Altra particolarità di questa partitura poi è che l’orchestra è divisa in due parti, che si rispondono fra loro. Dunque, il concetto orchestrale di base di Orfeo ed Euridice è eccezionale per il XVIII secolo, soprattutto perché dietro si nasconde un codice di differenziazione legato a un’operazione riformista. […] In generale in questa partitura bisogna intervenire sul piano interpretativo in modo che il dramma scorra e si eviti il pericolo del tedio, anche a livello di passaggi fra recitativi secchi e accompagnati. Da questo

punto di vista per il direttore sono situazioni sfidanti. Ma la realtà è che Orfeo ed Euridice non è un’opera che parla da sola, bisogna lavorarci dentro per renderla mobile, armonica, e capace di comunicare significati”.

“Quando Alessio Vlad mi ha proposto di dirigere Orfeo – scrive Shirin Neshat, ho subito capito che quest’opera era la storia giusta per me, con interessanti possibilità visive e concettuali perfettamente in linea con il mio lavoro passato nella fotografia e nel cinema. Orfeo è ricco di dualità: amore e morte, dolore e gioia, cielo e terra, mondo e inferno, magia e realismo e, infine, coscienza e subconscio. Fin dall’inizio ho immaginato quest’opera in bianco e nero per incarnare alcuni di questi paradossi, ma anche per rimanere fedele al mio stile caratteristico, in cui i contrasti tra i diversi elementi di una storia sono sottolineati in termini visivi. Insieme al mio meraviglioso team, in particolare alla drammaturga Yvonne Gebauer, abbiamo trovato la nostra interpretazione e il nostro linguaggio visivo per Orfeo ed Euridice. Nella nostra interpretazione Orfeo non appare come una figura mitologica, ma come un essere umano, un uomo in conflitto tra il proprio ego, il narcisismo e l’amore incondizionato per sua moglie Euridice. Orfeo rimane completamente distrutto quando deve affrontare la perdita di Euridice, morta suicida. Orfeo cade in una crisi esistenziale e non è più in grado di distinguere tra illusione e realtà, vita e morte, innocenza e colpa. Questo disorientamento gli apre uno spazio immaginario e gli inferi si trasformano in un paesaggio di coscienza e giudizio, dove Orfeo si ritrova in un bizzarro processo, incontrando le ombre di se stesso, i ricordi, la mortalità e le prove delle sue colpe. Alla fine, il passaggio di Orfeo attraverso gli inferi diventa un viaggio nell’oscurità, nel dubbio, nel dolore e nei limiti umani. Euridice, invece, tormentata dalla perdita del figlio e dalla crudeltà e incapacità del marito di piangere questa tragedia, si getta nella morte. Successivamente, quando Orfeo, in un tentativo disperato e con l’aiuto magico di Amore, appare negli inferi per liberare Euridice, lei torna esitante alla vita solo per ritrovarsi disillusa e sopraffatta dall’assenza di suo figlio. Quest’opera inizia e finisce con film muti in bianco e nero che aggiungono un altro livello narrativo, offrendo uno sguardo per lo più intimo sui personaggi e sulla relazione tra Orfeo ed Euridice.”

“Raccogliendo le diffuse insoddisfazioni degli ambienti intellettuali europei di metà Settecento sulla deriva dello spettacolo operistico serio – scrive Giuseppe Martini, ormai schiacciato e reso drammaturgicamente inverosimile dalla prevalenza edonistica dell’atletismo vocale dei virtuosi, il compositore boemo, ma di formazione italiana, Christoph Willibald Gluck mise a punto un progetto di riforma in grado di restituire espressione drammatica all’opera seria. A questo scopo si appoggiò a un libretto sul soggetto di Orfeo ed Euridice già preparato da Ranieri de’ Calzabigi e mise a punto un’unità d’azione che non tollerasse spazi lirici fini a sé stessi: eliminazione di personaggi secondari, semplificazione dell’intreccio, sfrondamento del da capo nelle arie, recitativi ridotti al minimo e intersecati fra le arie, spazio ai cori. Calzabigi mutò il finale del mito: Euridice viene restituita a Orfeo per intervento di Amore, che qui diviene personaggio fondamentale. Allestita al Burgtheater di Vienna il 5 ottobre 1762 con l’appoggio dell’ispettore generale degli spettacoli di corte Giacomo Durazzo, Orfeo ed Euridice passò in sordina. Il suo successo partì solo dopo che la ripresa che il 24 agosto 1769 a Parma ne fece lo stesso Gluck, incaricato di curare l’allestimento degli spettacoli teatrali in occasione delle nozze del duca Ferdinando di Borbone, accorciandolo da tre a un solo atto e affidando il ruolo del protagonista a un sopranista anziché a un contraltista. Da allora l’opera cominciò a girare l’Europa con grande successo, e lo stesso Gluck ne fece una nuova versione in francese a Parigi nel 1773”.

GLI INCONTRI CON SHIRIN NESHAT

Shirin Neshat sarà protagonista di due incontri aperti al pubblico, ingresso libero con prenotazione sino a esaurimento posti.

Martedì 20 gennaio 2026 al Ridotto del Teatro Regio di Parma (prenotazione su eventbrite) Shirin Neshat dialogherà con Michele Guerra e al termine dell’incontro seguirà la proiezione dei suoi film Turbulent (10′), Rapture (13′), Illusions&Mirrors (12′), Roja (15′), Sarah (13′).

Giovedì 22 gennaio alle ore 18.00 all’Auditorim Paganini di Parma (prenotazione su miprendoilmondo.it o salonelibro.it) nell’ambito di Mi prendo il mondo. In dialogo con le nuove generazioni, che mette al centro i giovani e la loro capacità di guardare al futuro, progetto ideato dalle ragazze e dai ragazzi riuniti nella “Direzione Futura” e dal Salone Internazionale del Libro di Torino, in collaborazione col Comune di Parma, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Fondazione Cariparma e con il patrocinio dell’Università di Parma e di Rai.

PROVA UNDER 30 CON AFTERSHOW E PROVA APERTA

Nei giorni che precedono il debutto, sono aperte al pubblico la prova riservata agli under 30 lunedì 19 aprile ore 20.00, al termine aftershow con aperitivo e dj set nelle sale del Ridotto, e la prova aperta al pubblico mercoledì 21 gennaio ore 15.30.

REGIOINSIEME

In occasione della recita dedicata agli Under30, l’opera sarà presentata in foyer nei pittogrammi della CAA – Comunicazione Aumentativa Alternativa per poter leggere e interpretare la storia in modo più accessibile: attraverso le parole, le immagini, nell’ambito del progetto realizzato in collaborazione con Fare Leggere Tutti APS, che ha l’obiettivo di supportare e migliorare la comunicazione servendosi di strategie e strumenti che aiutano a esprimersi e a comprendere meglio il messaggio.

Attraverso l’utilizzo di simboli, immagini e parole chiave l’opera lirica diventa un’esperienza inclusiva che favorisce la partecipazione, la comprensione e il coinvolgimento emotivo di un pubblico più ampio, con un’attenzione particolare alle persone con bisogni comunicativi complessi.

Europa Galante in concerto al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per una serata nel segno di Johann Sebastian Bach

Considerata dalla stampa internazionale la “Ferrari” della musica barocca italiana, la formazione si esibirà in un programma dedicato ai Sei concerti Brandeburghesi

Appuntamento da non perdere, per gli appassionati di musica barocca e non solo, quello in programma mercoledì 5 marzo 2025 quando, alle ore 20.30, saliranno sul palcoscenico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, per un’unica data attesa in tutta la regione, l’ensemble Europa Galante e il suo direttore e fondatore, Fabio Biondi.

Tutto dedicato al capolavoro strumentale di Johann Sebastian Bach il programma della serata, che prevedrà l’esecuzione dei Sei concerti Brandeburghesi. Composte nel 1721, queste splendide partiture – intitolate a Cristiano Lodovico di Brandeburgo, da lì il loro titolo – hanno attraversato il tempo consegnando ai posteri alcuni fra i più fulgidi esempi della musica barocca. Il tempo ma anche lo spazio: una registrazione dei Concerti Brandeburghesi è infatti ancora in viaggio a bordo del Voyager, la sonda lanciata nel 1977 alla ricerca di segnali di vita nelle profondità dell’universo. 

Probabilmente mai eseguiti all’epoca di Bach, i Sei concerti Brandeburghesi vennero poi scoperti più di un secolo dopo e sono diventati un caposaldo del repertorio classico. Organizzati in forma di concerto con quattro o tre tempi, ogni brandeburghese vede protagonista uno o più strumenti solisti: flauti dolci, viole da braccio, clavicembalo, corni e pure un violino piccolo. 

Il trionfo del barocco, la preziosità dell’organico strumentale e l’eccezionale virtuosismo richiesto ai musicisti rendono queste partiture patrimonio dell’umanità, per l’occasione affidate a un ensemble riconosciuto fra i migliori al mondo, il più famoso e premiato in campo internazionale per quanto attiene alla musica antica. Nata nel 1989 dalla passione e dalla curiosità culturale e musicale del suo direttore, Fabio Biondi, Europa Galante è definita dalla stampa internazionale la “Ferrari” della musica barocca italiana ed è orchestra residente della Fondazione Teatro Due di Parma.

Frequenti e sempre apprezzate dal pubblico e dalla critica le sue esibizioni nei teatri e nelle sale da concerto più famose del mondo come, solo per citarne alcune, il Teatro alla Scala, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Suntory Hall di Tokyo, il Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Albert Hall di Londra, il Musikverein di Vienna, il Lincoln Center di New York. Di incredibile successo anche le incisioni discografiche premiate con prestigiosi riconoscimenti – numerosi Diapason d’Oro e Choc du Monde de la Musique, svariati BBC editor’s choice, premi RTL e ben tre nomination per i Grammy Awards – e una presenza costante nei festival internazionali, a testimonianza di una qualità eccelsa di suono e interpretazione.

Info e biglietteria

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni spettacolo e concerto.

Infopoint in via Rialto 2/b a Udine attivo per la vendita di biglietti e abbonamenti dal martedì al venerdì (escluso festivi) dalle 10.00 alle 12.30.Acquisti online su vivaticket.it.

Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). biglietteria@teatroudine.it  www.teatroudine.it

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

Via Trento, 4 – 33100 Udine

mercoledì 5 marzo 2025 ore 20:30

EUROPA GALANTE

FABIO BIONDI direttore

Johann Sebastian Bach 

Concerto brandeburghese n. 1 in Fa maggiore BWV 1046
Concerto brandeburghese n. 2 in Fa maggiore BWV 1047 
Concerto brandeburghese n. 3 in Sol maggiore BWV 1048
Concerto brandeburghese n. 4 in Sol maggiore BWV 1049                   
Concerto brandeburghese n. 5 in Re maggiore BWV 1050
Concerto brandeburghese n. 6 in Si bemolle maggiore BWV 1051 

LE TRE GRANDI ULTIME SINFONIE DI MOZART AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

DIRIGE L’ORCHESTRA FABIO BIONDI

Era l’estate del 1788 quando Mozart, nella sua ultima stagione creativa, componeva con sorprendente rapidità e maestria un gruppo di tre sinfonie: la Sinfonia n. 39 in Mi bemolle maggiore K543, la Sinfonia n. 40 in Sol minore K 550, e la Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551, conosciuta come la “Jupiter”. Composizioni che esprimono tutto il magistero di una personalità matura, a soli 32 anni. Il Teatro Massimo ripropone le tre sinfonie domenica 3 novembre alle 20:30 per l’ultimo appuntamento della stagione sinfonica 2024, e ha chiamato a dirigerle, sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo un palermitano di fama internazionale come il maestro Fabio Biondi.

Il concerto prende le mosse dalla Sinfonia n.39 in mi bemolle maggiore K 543, la prima ad essere composta e, come le altre, probabilmente eseguita in pubblico solo dopo la morte del compositore. Un capolavoro che mostra tutta la grandezza di Mozart nella creazione di musica orchestrale e la sua capacità di combinare melodie eleganti con una strumentazione brillante: dall’introduzione del primo movimento con il suo tema maestoso e solenne, fino alla delicatezza del movimento lento, e alla vitalità del finale. Segue la celebre Sinfonia n. 40 in Sol minore K 550, forse tra le sue opere più ammirate ed eseguite e una delle poche sinfonie di Mozart in tonalità minore. “Dotata di “leggerezza e grazia greca” – come Robert Schumann la definì – e apprezzata anche da Beethoven al quale, si dice, probabilmente ispirò la composizione del terzo movimento della sua Quinta Sinfonia. Chiude il concerto la Sinfonia n. 41 in Do maggiore K 551, la più lunga e complessa tra le sinfonie mozartiane, poi battezzata Jupiter, come il più grande dei pianeti del sistema solare, probabilmente dall’impresario londinese Salomon che, dopo aver assicurato la carriera inglese di Haydn, si adoperò anche per far conoscere a Londra le composizioni di Mozart.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige il Maestro Fabio Biondi, direttore d’orchestra e violinista dalla carriera internazionale. Nato a Palermo, ha iniziato la sua carriera molto giovane, e ha collaborato quale primo violino con i più famosi ensemble specializzati nell’esecuzione di musica antica con strumenti e prassi esecutiva originali. Nel 1989 ha fondato Europa Galante che grazie a un’intensa attività concertistica estesa in tutto il mondo e a un incredibile successo discografico, è divenuto l’ensemble italiano specializzato in musica antica più famoso e più premiato in campo internazionale. Con Europa Galante è invitato nei più importanti Festival e nelle sale da concerto più famose del mondo, dal Teatro alla Scala di Milano all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dalla Suntory Hall di Tokio al Concertgebouw di Amsterdam, dalla Royal Albert Hall di Londra al Musikverein a Vienna, dal Lincoln Center di New York alla Sydney Opera House. Oggi incarna il simbolo della perpetua ricerca di uno stile libero da condizionamenti dogmatici e interessato alla ricerca del linguaggio originale. Questa inclinazione lo porta a collaborare in veste di solista e direttore con orchestre quali: Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Chicago Symphony Orchestra, Opera di Halle, Orchestra da Camera di Zurigo, Orchestra da Camera di Norvegia, Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, Mahler Chamber Orchestra. Nelle ultime stagioni, in qualità di solista, si è esibito al Théâtre de la Ville di Parigi, alla Reading Concert Hall e al Kings Place di Londra con le Sonate e Partite di Bach, pubblicate per Naïve nel 2022.

CECILIA BARTOLI E GRANDI NOMI DEL BAROCCO PER IL 41^ MONTEVERDI FESTIVAL 

L’edizione più ricca di sempre: più di trenta appuntamenti e due nuove produzioni d’opera

A Cremona dal 14 al 23 giugno 2024 

Parte domani la quarantunesima edizione del Monteverdi Festival, con le celebri voci internazionali del sopranista Samuel Mariño, del controtenore Nicolò Balducci, del baritono Mauro Borgioni, dei soprani Francesca Lombardi Mazzulli Giulia Bolcato e con la partecipazione straordinaria di Cecilia Bartoli, la cantante lirica italiana più conosciuta al mondo, in una delle sue rare presenze nel nostro Paese. Da segnalare il debutto in Italia del regista francese Olivier Fredj, celebrato in tutta Europa per la sua recente Bastarda alla Monnaie di Bruxelles, che firma la nuova regia de L’Orfeo, e quello al Festival del giovane Roberto Catalano, che mette in scena il Polittico monteverdiano.

Ospiti anche grandi direttori specialisti del barocco come Antonio GrecoFrancesco CortiFabio BiondiGiordano AntonelliWilliam ChristieFederico Maria SardelliGianluca Capuano alla guida di orchestre come Il Pomo d’oro, il Concerto de’ CavalieriEuropa GalanteMusica Antiqua LatinaLes Arts FlorissantsModo AntiquoLes Musiciens du Prince, l’Orchestra Monteverdi Festival – Cremona Antiqua.A Cremona, dal 14 al 23 giugno, prende il via l’edizione del Monteverdi Festival più ricca di sempre.

Monteverdi padre dell’opera lirica. L’Italia vanta la paternità di innumerevoli invenzioni che hanno contribuito a cambiare la storia sociale, civile, culturale, scientifica, antropologica della società. Cremona ne è stata, per certi aspetti, uno dei centri più vitali. La musica è l’ambito della più audace rivoluzione di cui la città è stata protagonista. Claudio Monteverdi nacque qui, nel 1567. Genio rivoluzionario e visionario, coraggioso padre dell’opera lirica e del melodramma, Monteverdi ha dato il la alla nascita del genere teatrale e musicale che, più di tutti, appassiona l’umanità da secoli e rende famosa nel mondo l’Italia e la lingua italiana, tanto che l’Unesco ha recentemente dichiarato la pratica del canto lirico italiano patrimonio immateriale dell’Umanità. 

Oltre trenta appuntamenti con produzioni d’opera, concerti, incontri, residenze formative ed esperienze crossover tra più linguaggi performativi. Due nuove produzioni liriche monteverdiane: il Festival si apre al Teatro Ponchielli con L’Orfeoil primo capolavoro nella storia del melodramma, con la direzione musicale di Francesco Corti, la regia di Olivier Fredj e nel cast i vincitori del Concorso internazionale di canto barocco CMC – Cavalli Monteverdi Competition, e il Polittico Monteverdiano, progetto che celebra i 400 anni dalla prima rappresentazione de Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, mettendo in scena, per la prima volta in epoca moderna, i madrigali in stile rappresentativo, tra cui appunto il celebre Combattimento, con la regia di Roberto Catalano. Direttore al cembalo Antonio Greco,che è anche direttore musicale principale del Festival. 

Sette i concerti, nelle chiese, nei teatri e nei palazzi storici più belli della città, con artisti di fama internazionale come il sopranista Samuel Mariño, che rilegge i capolavori del barocco con l’intento dichiarato di diffondere un messaggio di libertà e di accettazione universali; il violinista Fabio Biondi,alla guida della sua prestigiosa orchestra Europa Galante; ma anche il celebre Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli e l’ensemble Musica Antiqua Latina guidato da Giordano Antonelli. Uno degli appuntamenti più attesi sarà quello con Les Arts Florissants, il noto complesso fondato e diretto da William Christie. E c’è anche Voces Suaves, gruppo vocale di Basilea tra i più rinomati del repertorio rinascimentale e barocco.


Non manca poi l’Orchestra del Monteverdi Festival – Cremona Antiqua, nata nel 2021 come orchestra in residenza del Monteverdi Festival e composta dai più attivi musicisti italiani e stranieri in questo repertorio, guidati da Antonio Greco. Ma è un Festival anche di grandi sorprese, come l’incontro pubblico su Monteverdi con l’ospite d’eccezione John Eliot Gardiner e il gala di chiusura che vede Gianluca Capuano dirigere Les Musiciens du Prince con la partecipazione straordinaria di Cecilia Bartoli, stella mondiale del canto lirico, artista tra le più raffinate del repertorio barocco, per la prima volta a Cremona. 

Tra gli eventi che hanno anticipato l’inaugurazione del Festival, ha avuto un grande successo il Vespro della beata Vergine, pietra miliare della produzione monteverdiana, lo scorso maggio nella Chiesa di San Marcellino. Un omaggio del Festival alla città e ai cremonesi che custodiscono il patrimonio del loro più illustre concittadino.

Protagonisti l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, il Coro del Centro di Musica Antica Ghislieri di Pavia. 

Per dieci giorni Cremona vedrà nei luoghi più simbolici della città appuntamenti inclusivi e originali come “MonteverdiDappertutto”, che porta la musica del Divin Claudio a lavoratori e lavoratrici di aziende e strutture sanitarie, “MonteverdiNight”, con proposte musicali notturne in un connubio tra danza, musica, improvvisazione e teatro. Non mancheranno, inoltre, i workshop dedicati ai più giovani grazie alla residenza di musica antica “MonteverdiAcademy”. 

Il Monteverdi Festival, dove da sempre tradizione e innovazione coesistono proiettando il nostro patrimonio musicale nel futuro, giunge alla quarantunesima edizione per celebrare Monteverdi, l’opera, la sua musica straordinaria, il suo lascito, la sua Cremona: capitale dell’intera scena musicale barocca e culla del canto lirico. Dove tutto è nato e tutto rinasce. 

Doppio concerto sinfonico Mitteleuropa a Rapallo ed al Teatro Carlo Felice

Fabio Biondi sarà solista al violino e direttore dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice nel concerto sinfonico Mitteleuropa, in doppio appuntamento mercoledì 24 gennaio alle ore 21.00 presso la Chiesa di Sant’Anna di Rapallo per la rassegna Liguria Musica, e giovedì 25 gennaio, alle ore 20.00, all’Opera Carlo Felice Genova nell’ambito della Stagione sinfonica del Teatro.

Il programma si apre con l’Ouverture K. 527 da Don Giovanni, uno dei più celebri capolavori mozartiani. Il dramma giocoso venne composto nel 1787 e rappresentato per la prima volta il 29 ottobre dello stesso anno. Le memorie della moglie di Mozart, Konstanze, rivelano che l’ouverture venne composta solo a poche ore dalla prima. Si tratta di un brano bipartito, nel quale vengono esposti due dei principali temi che verranno poi sviluppati nello svolgimento dell’azione: quello del Commendatore – il destino che incombe – nell’Andante in re minore, e quello di Don Giovanni – complesso ed esuberante – nell’Allegro molto in re maggiore.

Segue il Concerto per violino e orchestra in re minore composto da Mendelssohn nel 1822, a soli tredici anni. Per molti anni non si sono avute notizie del Concerto, perso tra i manoscritti del compositore e ritrovato solo nel 1951 dal violinista Yehudi Menuhin, che ne curò la pubblicazione l’anno successivo. Il Concerto è articolato in tre movimenti, Allegro – Andante – Allegro, e, nonostante la giovane età del compositore, sono già evidenti la solidissima formazione e la fantasiosa invenzione tematica.

In chiusura, la prima Sinfonia di Mendelssohn, composta nel 1824. Il compositore aveva già a lungo sperimentato lavori di ampio respiro, con le sue dodici sinfonie per orchestra d’archi, e dimostrò grande equilibrio anche nella gestione del più esteso organico orchestrale. In particolare nella struttura formale nei quattro movimenti – Allegro di molto, Andante, Menuetto e Allegro con fuoco – emergono modelli quali le ultime sinfonie di Haydn e di Mozart. È invece nella scrittura che Mendelssohn espresse sin da subito un approccio personale e innovativo.

Biglietti:

Mercoledì 24 gennaio:

Ingresso gratuito con biglietto presso la sede del concerto

Giovedì 25 gennaio:

I settore 35,00 euro

II settore 30,00 euro

Under 30* 15,00 euro

Under 18*10,00 euro

*tutti i settori

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Biografia

Fabio Biondi ha iniziato la sua carriera molto giovane, spinto da una precoce curiosità culturale e musicale che lo ha portato a collaborare quale primo violino con i più famosi ensemble specializzati nell’esecuzione di musica antica con strumenti e prassi esecutiva originali. Nel 1989 la svolta decisiva con la fondazione di Europa Galante, che in pochissimi anni è divenuto l’ensemble italiano specializzato in musica antica più famoso e più premiato. Con Europa Galante, Fabio Biondi è invitato nei più importanti Festival e nelle sale da concerto più famose del mondo, quali il Teatro alla Scala di Milano, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, la Suntory Hall di Tokio, il Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Albert Hall di Londra, il Musikverein a Vienna, il Lincoln Center di New York, la Sydney Opera House. In pochi anni è stato venduto quasi un milione di dischi, Le quattro stagioni incise per Opus 111 sono diventate un vero caso internazionale. In veste di solista e direttore, collabora con orchestre quali Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Chicago Symphony Orchestra, Opera di Halle, Orchestra da Camera di Zurigo, Orchestra da Camera di Norvegia, Orchestra Mozarteum di Salisburgo, la Mahler Chamber Orchestra. Negli ultimi anni, il repertorio si è ampliato con Anna Bolena di Bellini, Lucrezia Borgia di Donizetti, Macbeth, Il corsaro ed Ernani di Verdi. Nelle ultime stagioni, in qualità di solista, si è esibito al Théâtre de la Ville di Parigi, alla Reading Concert Hall e al Kings Place di Londra con le Sonate e Partite di Bach, pubblicate per Naïve nel 2022.