Il 19 marzo, al Teatro Massimo la Petite Messe Solennelle di Rossini.

La Petite Messe Solennelle, testamento spirituale di Rossini, al Teatro Massimo il 19 marzo nella versione originale da camera con il Coro del Teatro e un cast di rilievo. A dirigerla il maestro Salvatore Punturo.

Prosegue nel segno di Gioachino Rossini la programmazione del Teatro Massimo di Palermo che in questi giorni sta dedicando un vero e proprio focus al genio di Pesaro attraverso diversi linguaggi e spazi. In Sala Grande volgono al termine le recite della monumentale Semiramide e in Sala ONU continua fino alla fine del mese lo spettacolo Le nuvole di carta (ispirato proprio alle atmosfere rossiniane). Adesso la stagione sinfonica propone un nuovo, prezioso tassello: giovedì 19 marzo alle 20.30, sarà la volta della Petite Messe Solennelle, presentata nella sua versione originale da camera.

Scritta nel 1863, ben trentaquattro anni dopo l’addio di Rossini alle scene operistiche con il Guillaume Tell, la Petite Messe Solennelle è un’opera ricca di contrasti sin dal titolo. “Piccola” per l’organico, ma “solenne” per l’architettura monumentale e l’ampiezza dell’ispirazione, è un viaggio spirituale che parte dal severo Kyrie iniziale per approdare al celebre e struggente Agnus Dei finale. Rossini, ormai lontano dalle scene teatrali da decenni, vi infuse tutto il suo sapere musicale. Nella celebre dedica a Dio, così scriveva con il consueto spirito: «Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, ecco tutto». Eppure, dietro questa apparente modestia, la Petite Messe rappresenta uno dei vertici della musica sacra dell’Ottocento, un’opera intrisa di spiritualità, ironia e una modernità che guarda già al Novecento.

La direzione della Petite Messe è affidata a Salvatore Punturo, Maestro del Coro del Teatro Massimo dal 2022 e musicista di vasta esperienza con una carriera che spazia dal Portogallo agli Stati Uniti e collaborazioni con direttori come Riccardo Muti e Zubin Mehta.

L’organico strumentale rispetta la volontà rossiniana di un ensemble raccolto ma di straordinaria efficacia espressiva: ai pianoforti siederanno Giuseppe Cinà (primo pianoforte) e Claudio Marchetti (secondo pianoforte), mentre all’harmonium ci sarà Pasquale Lo Cascio. Insieme al Coro, per le parti solistiche il Teatro Massimo schiera un quartetto di interpreti di rilievo: la purezza vocale del soprano Licia Piermatteo, talento emergente già protagonista al Festival Verdi e al Puccini di Torre del Lago; l’autorevolezza del mezzosoprano catanese José Maria Lo Monaco, applaudita nei più grandi teatri, dalla Scala all’Opéra de Paris e specialista del repertorio rossiniano; la brillantezza del tenore Pavel Kolgatin, interprete di riferimento per i ruoli del belcanto; e l’esperienza del baritono cileno Christian Senn, interprete mozartiano e rossiniano tra i più richiesti nei massimi palcoscenici europei.

Venerdì 10 e sabato 11 ottobre 2025 – al Teatro Goldoni – “Il Ciro” di Alessandro Scarlatti.

Lo spettacolo – mai rappresentato in tempi moderni dalla sua prima esecuzione del 1712 – è realizzato in coproduzione con la Fondazione Academia Montis Regalis e vede sul podio dell’Orchestra Barocca dell’Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani. 

La regia è di Maria Paola Viano e le scene, ispirate a Filippo Juvarra, sono firmate da Darko Petrovic.

In scena, nelle parti principali, Margherita Maria Sala; Giuseppe Valentino Buzza; Christian Senn; Anita Giovanna Rosati e Dennis Orellana.

Nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Academia Montis Regalis

Prima esecuzione in tempi moderni

Per celebrare il trecentesimo anniversario dalla morte del compositore Alessandro Scarlatti, avvenuta il 24 ottobre 1725, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta, in coproduzione con la Fondazione Academia Montis Regalis, l’opera Il Ciro.  

Tratta dal dramma del cardinale Pietro Ottoboni, l’opera di Scarlatti non è mai stata rappresentata in tempi moderni dalla sua prima esecuzione del 1712, avvenuta allora presso il Teatro del Palazzo della Cancelleria di Roma.

Due le recite in programma al Teatro Goldoni: venerdì 10 ottobre alle ore 20 e sabato 11 ottobre alle ore 17.

Sul podio dell’Orchestra Barocca dell’Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani; la regia è di Maria Paola Viano; le scene, ispirate da Filippo Juvarra, sono di Darko Petrovic; i costumi sono di Giovanna Fiorentini e le luci sono curate da Nevio Cavina.  I fondali dello spettacolo sono realizzati  da Piet Hoevenaars Sign Industries 

La produzione sarà documentata e ripresa da Sky Italia che ne realizzerà un documentario. 

Protagonisti Margherita Maria Sala nella parte di Astiage; Giuseppe Valentino Buzza è Arpago; Christian Senn è Mitridate; Anita Giovanna Rosati interpreta Erenia e Dennis Orellana veste i panni di Ciro.

Completano il cast Rémy Brès Feuillet nelle vesti di Arsace; Mathilde Legrand come Sandane.

La trama narrativa dell’opera, semplice e lineare, in tre atti con una sinfonia, si snoda in parallelo a quella visiva, in una successione di arie e recitativi, con duetti, due cori conclusivi e tre balli. Percorre ed esplora tutte le tipologie di un ideale itinerario arcadico e mette in scena il riconoscimento di Ciro – l’erede al trono usurpato dal malvagio Astiage re di Media – nell’innocente pastore Elcino, cresciuto da Mitridate (insieme all’altra sua figlia Erenia) dopo essere stato abbandonato e destinato a morte dal genitore Cambise.

Ciro assume infine il potere sovrano; la sua agnizione coincide col trionfo della verità sull’inganno, e la sua innocenza virtuosa determina l’immediata rigenerazione della corte e del regno tutto. In parallelo a questa trama se ne svolge una amorosa, che vedrà Ciro congiungersi con l’amata Sandane, ancorché ostacolato dalle angherie della sorellastra Erenia, a sua volta invaghita del nobile Arsace.

La locandina:

IL CIRO

Dramma di Pietro Ottoboni

Musica di Alessandro Scarlatti

Edizione critica a cura di Nicola Badolato

Prima esecuzione in tempi moderni

Nuovo allestimento in coproduzione con Academia Montis Regalis

Maestra concertatrice al cembalo e direttrice Chiara Cattani

Regia Maria Paola Viano

Orchestra Barocca dell’ Academia Montis Regalis

Scene Darko Petrovic ispirato aFilippo Juvarra

Costumi Giovanna Fiorentini

Luci e video Nevio Cavina

Realizzazione fondali Piet Hoevenaars Sign Industries

Assistente scenografia Camilla Chellini

Assistente alle luci e ai costumi Alessia Sibilla

Astiage Margherita Maria Sala

Arpago Giuseppe Valentino Buzza

Mitridate Christian Senn

Erenia Anita Giovanna Rosati

Ciro Dennis Orellana

Arsace Rémy Brès Feuillet

Sandane Mathilde Legrand

BambinoMatteo Quaranta

Prezzi:

Palchi: 30€

Platea: 50€

Prima parte: 70 minuti | Intervallo: 30 minuti | Seconda parte: 70 minuti

Durata complessiva 2 ore e 50 minuti circa