“IL LAGO DEI CIGNI” AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

Il capolavoro di Čajkovskij rivive nella Sicilia del Gattopardo nella nuova versione coreografica firmata dal direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau. Sul podio il maestro Nicola Giuliani. Ospiti due ballerini di prima grandezza: Maia Makhateli e Andrea Sarri.

22 gennaio – 1 febbraio 2026

Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo dal 22 gennaio alle 20:00 Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij in una nuova e affascinante veste coreografica. A firmarla è il direttore del Corpo di ballo della Fondazione, Jean-Sébastien Colau, che realizza un progetto desiderato da tempo: una ripresa classica, rispettosa dell’eredità di Petipa e Ivanov, capace di mettere in risalto le qualità della compagnia palermitana. Coreografo collaboratore Vincenzo Veneruso; Assistente alla coreografia Agnes Letestu.

L’originalità della nuova produzione è l’ambientazione nell’epoca del Gattopardo, in un’atmosfera aristocratica e raffinata. Crinoline, sete e abiti d’epoca trasporteranno il pubblico nelle atmosfere di Tomasi di Lampedusa, tra decadenza e splendore, rendendo omaggio alla Sicilia e all’estetica del romanzo. Il tradizionale balletto romantico rivivrà nel mondo dei Salina e dei Falconeri, grazie alle scenografie di grande raffinatezza disegnate da Francesco Zito (coadiuvato dall’assistente Chiara Mirabella) e ai preziosi costumi curati da Cécile Flamand con una cura minuziosa del dettaglio storico ed estetico. L’impianto visivo è completato dal disegno luci di Bruno Ciulli (aiuto luci Eleonora Magni). A dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo è il Maestro Nicola Giuliani, apprezzato per la sua sensibilità nel repertorio tardo-romantico, che guiderà l’orchestra in simbiosi con l’ensemble coreutico.

In scena, due ballerini di prima grandezza: Maia Makhateli, stella del Dutch National Ballet di Amsterdam, e il palermitano Andrea Sarri, primo ballerino dell’Opéra di Parigi, che tornano a calcare il palcoscenico del Teatro Massimo insieme al Corpo di ballo della Fondazione. Nei ruoli principali, accanto alla coppia Makhateli-Sarri (22, 24, 25 e 27 gennaio), si alterneranno per Odette/Odile Martina Pasinotti (23, 29, 31) Yuriko Nishihara (28, 30, 1), mentre nei panni del principe Siegfried danzeranno Alessandro Casà (23, 29, 31Michele Morelli (28, 30, 1). Interpreti di Rothbart sono Diego Millesimo (22, 24, 25, 27, 30) e Andrea Mocciardini (23, 28, 29, 31, 1); di Benno Alessandro Cascioli (22, 24, 25, 27), Diego Mulone (23, 29, 31), Giovanni Traetto (28, 30, 1); dell’Amica di Benno Francesca Davoli (22, 24, 25, 27), Carla Del Sorbo (23, 29, 31), Giulia Neri (28, 30, 1).

«Per questa coreografia non mi sono ispirato ad alcun riferimento visivo diretto – spiega Jean-Sébastien Colau – al contrario ho scelto di lavorare esclusivamente sui miei ricordi. Ho danzato molte versioni di questo balletto e ho voluto conservare le orme di quelle linee e di quei respiri, rielaborandoli secondo ciò che, da danzatore, avrei desiderato vedere in scena. Non ho inventato nuovi passi: si tratta di puro vocabolario accademico organizzato in un ordine diverso. Nella mia attività di danzatore ho avuto il privilegio di ballare in molti paesi e in differenti compagnie, mi sono nutrito nel tempo di molteplici stili e questo bagaglio si riflette nella mia coreografia dove i linguaggi si intrecciano e si contaminano”.

La vicenda originale de Il lago dei cigni, che affonda le radici nelle fiabe popolari mitteleuropee, viene qui trasposta senza perdere il suo cuore narrativo: la tormentata storia d’amore tra il principe Siegfried e la principessa Odette. Vittima di un incantesimo del mago Rothbart, la giovane è condannata a trasformarsi in cigno di giorno, riacquistando sembianze umane solo di notte. Unica via di salvezza è un giuramento di amore eterno, messo però alla prova dagli inganni di Odile, il “cigno nero”. Composto tra il 1875 e il 1876, Il lago dei cigni è il primo dei tre capolavori coreutici di Čajkovskij. Dopo il debutto moscovita del 1877, trovò la consacrazione definitiva nel 1895 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo grazie a Marius Petipa e Lev Ivanov, riferimenti imprescindibili per questa nuova edizione palermitana.
Lo spettacolo sarà in scena per dieci recite (di cui tre fuori abbonamento), offrendo alla città una occasione imperdibile per riscoprire il titolo più amato della trilogia čajkovskiana attraverso una lente profondamente siciliana.

Domenica 18 gennaio alle 18:00 in Sala ONU, per gli appuntamenti di introduzione alla visione dello spettacolo, organizzati in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Massimo, il giornalista e studioso Vito Lentini terrà una conferenza su Il Lago dei cigni. Caporedattore della rivista Sipario, Lentini insegna Pedagogia e Storia della Danza all’Accademia Teatro alla Scala, scrive di danza sul magazine La Scala e sulle pagine di cultura della redazione online del Sole 24 Ore.

La prova generale del balletto, in programma mercoledì 21 gennaio alle 18:30 è aperta a favore di Medici senza frontiere. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a favore dell’organizzazione medico-umanitaria indipendente che fornisce soccorso umanitario in più di 70 paesi a popolazioni. Per la prevendita info.palermo@rome.msf.org e facebook.com/msf.palermo | tel: 342 558852. Dal 19 gennaio la vendita dei biglietti relativa ai posti ancora disponibili sarà effettuata direttamente dalla biglietteria del Teatro.

Calendario delle recite: 22, 23, 24, 25, 27, 28, 29, 30, 31 gennaio e 1 febbraio 2026.

Durata: 2h e 40’ (80’ primo atto; 80’ secondo atto + 20’ di intervallo);

Infohttps://www.teatromassimo.it/event/il-lago-dei-cigni/

La nuova coreografia di Sasha Riva e Simone Repele per il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in scena il 5 e il 6 ottobre in Peter Pan

Con Peter Pan, una nuova creazione commissionata dal Teatro Massimo di Palermo, ispirata liberamente al romanzo di James Matthew Barrie, torna in scena il 5 ottobre (ore 20:00) e il 6 ottobre (ore 18:30) il Corpo di ballo del Teatro Massimo diretto da Jean-Sébastien Colau. A firmare il balletto sono Simone Repele e Sasha Riva, danzatori e coreografi che si sono imposti sulle scene internazionali per la poesia e l’impatto emotivo delle loro coreografie che coniugano uno stile neoclassico/contemporaneo. Ad accompagnare il balletto le musiche tratte dal Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn, eseguite dall’Orchestra del Teatro Massimo, diretta dal maestro Alessandro Cadario. 

Le scene sono di Sasha Riva e Simone Repele, i costumi di Mario Celentano, le luci di Alessandro Caso. Le tracce sonore registrate di Andrea Riva.

Protagonista della scena è il Corpo di ballo del Teatro Massimo forte delle recenti stabilizzazioni dell’organico, con i suoi interpreti e solisti: Michele Morelli (Peter Pan), Lucia Ermetto (Wendy anziana), Francesca Bellone (Wendy giovane), Alessandro Cascioli (L’ombra), Andrea Mocciardini (padre di Wendy), Romina Leone (madre di Wendy), Emilio Barone e Giovanni Traetto (fratelli di Wendy), Yuriko Nishihara e Jessica Tranchina (amiche di Wendy).

Al centro del racconto, la vicenda di Peter Pan, personaggio che incarna il mito dell’eterna fanciullezza, creato da James Matthew Barrie. La sua fedeltà al primato della fantasia su tutto ha ispirato fin dal suo apparire nel 1902, celeberrime versioni cinematografiche, d’animazione, canzoni d’autore e musical. Per i coreografi Riva e Repele il racconto di Barrie è il punto di partenza per una nuova rilettura drammaturgica: Peter Pan non è un bambino che non vuole crescere ma un bambino che non può crescere perché qualcosa glielo impedisce contro la sua volontà. La coreografia diventa così una dedica commossa a tutti i bambini che non sono potuti diventare grandi ma che avrebbero voluto farlo e una riflessione sul tempo che passa, sull’età, sui sogni e i desideri, i ricordi e le illusioni, temi che sono da sempre al centro della ricerca dei due coreografi. “Sono degli aspetti ricorrenti nei nostri lavori – dicono Riva&Repele – probabilmente è il nostro modo di esorcizzare una paura che condividiamo e di cui parliamo spesso. Il passare del tempo, la morte, ma anche la vita e il loro inspiegabile contrasto, sono misteri che ci affascinano e ci spaventano allo stesso tempo. Scegliamo infatti molto spesso argomenti che si legano in un modo o nell’altro a questi temi. Cerchiamo di risolverli con la nostra scrittura drammaturgica attraversando la bellezza e le deformità del corpo, i suoi pieni e i suoi vuoti …”

E a proposito del lavoro con il Corpo di ballo del Teatro Massimo aggiungono: “E’ stata una produzione molto intensa, sia a livello fisico che emotivo ma abbiamo trovato una dimensione speciale: nella sala prove con i ballerini del Corpo di ballo del Teatro Massimo. Abbiamo notato grande rispetto e collaborazione, forse perché hanno compreso fin da subito il nostro lavoro e hanno condiviso con entusiasmo e serietà la nostra passione. Entrare in contatto con un nuovo vocabolario e una gestualità a cui non si è abituati è sempre piuttosto complesso. In particolare noi lavoriamo molto su certi atteggiamenti del corpo, sull’intenzione emotiva dei gesti, delle posture e dei movimenti e quindi è necessario avere in sala prove dei professionisti pronti a cogliere questa modalità che va ben oltre la dimensione estetica della danza. Il Corpo di ballo del Teatro Massimo ha dimostrato fin da subito la volontà di entrare in questa dimensione”.

Definiti “Poeti della danza”, Sasha Riva (nato a Fairfax County, Virginia, nel 1991 e cresciuto in Italia) e Simone Repele (nato a Torino nel 1993) si sono formati all’Accademia del Balletto e nella compagnia di Amburgo di John Neumeier, per poi approdare al Ballet du Grand Théâtre de Genève. Nel 2020 fondano Riva&Repele, focalizzandosi sul proprio lavoro coreografico e continuando ad esibirsi come danzatori nelle loro opere ma anche di altri coreografi come Marco Goecke, che ha creato un duetto per loro. Le loro coreografie trovano fonte in un forte lato teatrale, sensibile e poetico. Le immagini stilizzate sono collegate da un vocabolario neoclassico/contemporaneo e da gesti forti. Hanno realizzato il loro primo balletto integrale Lili Elbe Show, già rappresentato in diversi teatri tra Svizzera, Spagna e Italia. Nel 2021 sono stati l’unica compagnia straniera ad essere selezionata dal Centro Coreografico Canal e poi programmati dal prestigioso Festival Madrid en Danza. Dal 2022 collaborano con il regista Damiano Michieletto per il Festival di Caracalla. Collaborano con l’Etoile dell’Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato per eventi come Expo 2030, Ferrari, Vhernier e concerti di diversi cantanti famosi. I loro progetti futuri li porteranno a lavorare per diverse compagnie internazionali tra cui lo Stuttgart Ballet, l’Augsburg Ballet, l’Opera di Roma e altre.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Alessandro Cadario, direttore d’orchestra eclettico nel repertorio e attento alla prassi esecutiva dei diversi stili, è Direttore ospite principale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano dal 2016. Ha diretto nelle stagioni dei principali enti lirici e festival italiani e internazionali, salendo sul podio di importanti orchestre tra cui l’Orchestra del Teatro Mariinsky, la Russian National Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, la Tatarstan National Symphony Orchestra e le Orchestre del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro Regio di Torino, del Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro Carlo Felice di Genova, del Teatro Massimo di Palermo, del Teatro Petruzzelli di Bari. Al Teatro Massimo di Palermo ha diretto nel 2019 Lo schiaccianoci, nel 2022 L’eredità dei giusti di Marco Tutino e nel 2023 il concerto Omaggio a Maria Callas. Oltre al repertorio classico la sua attenzione va alla musica contemporanea che interpreta con particolare dedizione, vista la sua duplice natura di direttore e compositore. Ha diretto numerose prime assolute di autori come Bettinelli, Fedele, Galante, Tutino, Campogrande, Vacchi.

In scena da sabato 16 marzo al Teatro Massimo di Palermo il Corpo di ballo con “Cenerentola”

Il balletto con le musiche di Prokofiev, nella pluripremiata versione del coreografo Thierry Malandain.Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimola giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič

Apprezzato per lo stile, il virtuosismo e la sensualità dei suoi balletti, il coreografo francese Thierry Malandain, firma la “Cenerentola” con le musiche di Prokof’ev che il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau, e l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta da Mojca Lavrenčič, portano in scena da sabato 16 marzo alle ore 20:00 in Sala Grande.

Sedotto dalla magia della fiaba di Charles Perrault e dalle musiche composte nel 1945 da Sergej Prokofiev per il Teatro Bolshoi di Mosca, Malandain, direttore artistico del Ballet Biarritz, ha creato una coreografia di grandissimo successo che gira il mondo dal 2013 e che affronta con un approccio originale il tema del riscatto della fanciulla sola e sfortunata.

«Attraverso l’umanità della storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale – dice Malandain – È per dimenticare l’umanità che sanguina, l’ignoranza e la stupidità umana, insomma per tentare di sublimare l’ordinario, che ho coreografato Cenerentola. Abbandonate le vesti grigie di cenere, la nuova Cenerentola si trasformerà in una moderna étoile della danza dopo avere affrontato un percorso pieno di paure, dubbi, ed emarginazione che alla fine le regalerà amore, gioia e rivincita. La mia cultura – prosegue – è quella del balletto classico e senza complessi. Pur riconoscendo che i suoi codici artistici e sociali appartengono ad un’altra epoca, penso che questa materia, frutto di quattro secoli di storia, dia ai danzatori delle risorse inestimabili. Sono considerato classico da alcuni, contemporaneo da altri, mentre semplicemente cerco la danza che amo. Una danza che non si limita al piacere, ma che si riallaccia all’essenza del sacro, come una risposta alla difficoltà di esistere».

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo è in scena con due cast di solisti che si alternano e che vedono nei ruoli principali Martina Pasinotti e Yuriko Nishihara nei panni di Cenerentola; Michele Morelli e Alessandro Casà in quelli del Principe; Romina Leone e Linda Messina nel ruolo della Fata; Vincenzo Carpino e Andrea Mocciardini in quello della Matrigna. Due interpreti maschili anche per le sorellastre: Alessandro Cascioli e Dennis Vizzini en travesti interpretano Genoveffa così come Gianluca Mascia e Giovanni Traetto interpretano Anastasia. Infine Diego Mulone e Vincenzo Carpino vestono i panni del Padre ed Emilio Barone e Francesco Curatolo quelli del Maître di danza e di cerimonia, dell’Amico del Principe e dell’ Elfo.

Ad affiancare Malandain a Palermo per la ripresa delle coreografie è uno dei suoi più stretti collaboratori, il siciliano Giuseppe Chiavaro. Ad arricchire l’allestimento della Volksoper Wien GmbH, le scenografie concepite senza cambi e artifici di Jorge Gallardo, che firma anche i costumi e le luci di Jean-Claude Asquié, riprese da Christian Grossard. Completano il team creativo, Vincenzo Veneruso Maître de ballet e assistente del direttore del Corpo di ballo e Guido Sarno, Maître de ballet e assistente alla coreografia.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige la giovane direttrice slovena Mojca Lavrenčič che torna a Palermo dopo avere già diretto con successo l’Orchestra nel balletto Le corsaire e nel recente concerto dell’8 marzo dedicato alle donne compositrici. Si replica fino al 24 marzo.Biglietti: da 14 a 100 euro; Info: https://www.teatromassimo.it/event/cenerentola/