“IL LAGO DEI CIGNI” AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

Il capolavoro di Čajkovskij rivive nella Sicilia del Gattopardo nella nuova versione coreografica firmata dal direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau. Sul podio il maestro Nicola Giuliani. Ospiti due ballerini di prima grandezza: Maia Makhateli e Andrea Sarri.

22 gennaio – 1 febbraio 2026

Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo dal 22 gennaio alle 20:00 Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij in una nuova e affascinante veste coreografica. A firmarla è il direttore del Corpo di ballo della Fondazione, Jean-Sébastien Colau, che realizza un progetto desiderato da tempo: una ripresa classica, rispettosa dell’eredità di Petipa e Ivanov, capace di mettere in risalto le qualità della compagnia palermitana. Coreografo collaboratore Vincenzo Veneruso; Assistente alla coreografia Agnes Letestu.

L’originalità della nuova produzione è l’ambientazione nell’epoca del Gattopardo, in un’atmosfera aristocratica e raffinata. Crinoline, sete e abiti d’epoca trasporteranno il pubblico nelle atmosfere di Tomasi di Lampedusa, tra decadenza e splendore, rendendo omaggio alla Sicilia e all’estetica del romanzo. Il tradizionale balletto romantico rivivrà nel mondo dei Salina e dei Falconeri, grazie alle scenografie di grande raffinatezza disegnate da Francesco Zito (coadiuvato dall’assistente Chiara Mirabella) e ai preziosi costumi curati da Cécile Flamand con una cura minuziosa del dettaglio storico ed estetico. L’impianto visivo è completato dal disegno luci di Bruno Ciulli (aiuto luci Eleonora Magni). A dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo è il Maestro Nicola Giuliani, apprezzato per la sua sensibilità nel repertorio tardo-romantico, che guiderà l’orchestra in simbiosi con l’ensemble coreutico.

In scena, due ballerini di prima grandezza: Maia Makhateli, stella del Dutch National Ballet di Amsterdam, e il palermitano Andrea Sarri, primo ballerino dell’Opéra di Parigi, che tornano a calcare il palcoscenico del Teatro Massimo insieme al Corpo di ballo della Fondazione. Nei ruoli principali, accanto alla coppia Makhateli-Sarri (22, 24, 25 e 27 gennaio), si alterneranno per Odette/Odile Martina Pasinotti (23, 29, 31) Yuriko Nishihara (28, 30, 1), mentre nei panni del principe Siegfried danzeranno Alessandro Casà (23, 29, 31Michele Morelli (28, 30, 1). Interpreti di Rothbart sono Diego Millesimo (22, 24, 25, 27, 30) e Andrea Mocciardini (23, 28, 29, 31, 1); di Benno Alessandro Cascioli (22, 24, 25, 27), Diego Mulone (23, 29, 31), Giovanni Traetto (28, 30, 1); dell’Amica di Benno Francesca Davoli (22, 24, 25, 27), Carla Del Sorbo (23, 29, 31), Giulia Neri (28, 30, 1).

«Per questa coreografia non mi sono ispirato ad alcun riferimento visivo diretto – spiega Jean-Sébastien Colau – al contrario ho scelto di lavorare esclusivamente sui miei ricordi. Ho danzato molte versioni di questo balletto e ho voluto conservare le orme di quelle linee e di quei respiri, rielaborandoli secondo ciò che, da danzatore, avrei desiderato vedere in scena. Non ho inventato nuovi passi: si tratta di puro vocabolario accademico organizzato in un ordine diverso. Nella mia attività di danzatore ho avuto il privilegio di ballare in molti paesi e in differenti compagnie, mi sono nutrito nel tempo di molteplici stili e questo bagaglio si riflette nella mia coreografia dove i linguaggi si intrecciano e si contaminano”.

La vicenda originale de Il lago dei cigni, che affonda le radici nelle fiabe popolari mitteleuropee, viene qui trasposta senza perdere il suo cuore narrativo: la tormentata storia d’amore tra il principe Siegfried e la principessa Odette. Vittima di un incantesimo del mago Rothbart, la giovane è condannata a trasformarsi in cigno di giorno, riacquistando sembianze umane solo di notte. Unica via di salvezza è un giuramento di amore eterno, messo però alla prova dagli inganni di Odile, il “cigno nero”. Composto tra il 1875 e il 1876, Il lago dei cigni è il primo dei tre capolavori coreutici di Čajkovskij. Dopo il debutto moscovita del 1877, trovò la consacrazione definitiva nel 1895 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo grazie a Marius Petipa e Lev Ivanov, riferimenti imprescindibili per questa nuova edizione palermitana.
Lo spettacolo sarà in scena per dieci recite (di cui tre fuori abbonamento), offrendo alla città una occasione imperdibile per riscoprire il titolo più amato della trilogia čajkovskiana attraverso una lente profondamente siciliana.

Domenica 18 gennaio alle 18:00 in Sala ONU, per gli appuntamenti di introduzione alla visione dello spettacolo, organizzati in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Massimo, il giornalista e studioso Vito Lentini terrà una conferenza su Il Lago dei cigni. Caporedattore della rivista Sipario, Lentini insegna Pedagogia e Storia della Danza all’Accademia Teatro alla Scala, scrive di danza sul magazine La Scala e sulle pagine di cultura della redazione online del Sole 24 Ore.

La prova generale del balletto, in programma mercoledì 21 gennaio alle 18:30 è aperta a favore di Medici senza frontiere. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a favore dell’organizzazione medico-umanitaria indipendente che fornisce soccorso umanitario in più di 70 paesi a popolazioni. Per la prevendita info.palermo@rome.msf.org e facebook.com/msf.palermo | tel: 342 558852. Dal 19 gennaio la vendita dei biglietti relativa ai posti ancora disponibili sarà effettuata direttamente dalla biglietteria del Teatro.

Calendario delle recite: 22, 23, 24, 25, 27, 28, 29, 30, 31 gennaio e 1 febbraio 2026.

Durata: 2h e 40’ (80’ primo atto; 80’ secondo atto + 20’ di intervallo);

Infohttps://www.teatromassimo.it/event/il-lago-dei-cigni/

Contro la violenza di genere e la dipendenza dalle droghetorna in scena al Teatro Massimo di Palermo“ANNA”

Balletto con le coreografie di Vincenzo Veneruso, musiche di Paolo Buonvino

Torna in scena il 6 maggio alle 18:30 al Teatro Massimo di Palermo, “Anna”, la creazione di danza contemporanea per il Corpo di ballo del Teatro, diretto da Jean-Sébastien Colau, firmata dal coreografo Vincenzo Veneruso con le intense musiche di Paolo Buonvino che dirige l’Orchestra. Il balletto narrativo trae ispirazione da una storia vera, eco di innumerevoli vicende silenziose che svelano le contraddizioni della società contemporanea. Storie di dipendenza dalle droghe e abusi fisici e psicologici che le donne affrontano spesso in solitudine.

Non passa giorno che le cronache non rivelino storie inaudite di violenza perpetrata ai danni di donne, colpite da compagni, mariti, genitori o persino sconosciuti – dice il coreografo Vincenzo Veneruso  mi sono liberamente ispirato a una storia realmente accaduta per immaginare questa coreografia come una sorta di risarcimento al dolore e alla solitudine della persona che lo ha subìto. Mi piacerebbe che, attraverso il potere comunicativo della danza, senza bisogno di parole o grida, questo spettacolo lasciasse un segno indelebile nella coscienza e nell’anima di ogni spettatore”.

A dare forma alla narrazione è il Corpo di Ballo del Teatro Massimo e due coppie di solisti che si alternano nei due ruoli principali di Anna e Luca: Francesca Bellone e Alessandro Casà, e Yuriko Nishihara e Andrea Mocciardini. Negli altri ruoli Alessandro Cascioli ed Emilio Barone (il fratello di Anna), Lucia Ermetto e Francesca Davoli (la madre), Diego Millesimo e Diego Mulone (il padre). Completano il cast, alternandosi nelle recite: Annalisa Bardo, Marcello Carini, Vincenzo Carpino, Michaela Colino, Noemi Ferrante, Daniela Filangeri, Simona Filippone, Romina Leone, Gianluca Mascia, Sabrina Montanaro, Michele Morelli, Martina Pasinotti, Riccardo Riccio, Giovanni Traetto, Jessica Tranchina, Dennis Vizzini.

Le voci sono di Stefania Maria Carlotta, Fabiola Galati, Chiara Perez e Alessandra Urrata. I costumi sono firmati da Cecile Flamand, la scenografia da Chiara Pisani, le luci da Maureen Sizun Vom Dorp, il video di Claudio Antonio Di Domenico.

Uno dei punti di forza dello spettacolo è la partitura musicale, un’antologia delle più belle colonne sonore cinematografiche composte dal maestro siciliano Paolo Buonvino (L’ultimo bacioN, Io e NapoleoneA casa tutti beneI ViceréPadre PioI MediciCaos calmo), che dirige l’Orchestra del Teatro Massimo e che recentemente ha firmato le musiche della serie Netflix “Il Gattopardo”. Musicista e autore di musica per il cinema, la tv e il teatro, Buonvino, ha collaborato tra gli altri con Franco Battiato, Carmen Consoli, Elisa, Fiorella Mannoia, Negramaro, Jovanotti, Skin e Andrea Bocelli. Premiato nel corso della sua carriera con il David di Donatello come miglior musicista, e con il Nastro d’argento per la migliore colonna sonora.

Alla prova generale riservata dello spettacolo, assisteranno le operatrici e le assistite del Centro per la cura delle relazioni violente dell’ASP di Palermo e del Centro Antiviolenza Lia Pipitone di Palermo.

Sinossi. Palermo. Anna e Luca vivono insieme da quattro anni anche se la loro relazione va avanti da tempo. Quando decidono di sposarsi Anna è felice e ignora che Luca sia tossicodipendente. Lo scoprirà nel più amaro dei modi subendo da Luca violenze di ogni tipo. Nonostante ciò gli rimarrà ostinatamente accanto ad un costo altissimo. Alla fine riuscirà a staccarsi ma perderà la voglia di vivere. Ci vorrà tempo, ma Anna, che ha lottato con tutte le sue forze per Luca, troverà la forza di combattere anche per se stessa.

Repliche fino all’8 maggio. Calendario: 6 maggio ore 18:30 (Turno B); 7 maggio ore 18:30 (Turno C); 8 maggio ore 16:30 (Turno Scuola); 8 maggio ore 21:30 (Turno F).

IL SUCCESSO DE LO SCHIACCIANOCI AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO


 

La fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

e sul podio Mojca Lavrenčič

Un successo annunciato dal sold out di tutte le recite. Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella versione ambientata al Teatro Massimo di Palermo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro Massimo,ha conquistato tutti in un teatro traboccante in ogni ordine di posto.

Applausi a scena aperta e ovazione finale per gli interpreti, a partire dagli straordinari solisti del Royal Danish Ballet, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky e per il Corpo di Ballo del Teatro. A ricevere gli applausi sul palco tutto il cast artistico: Mojca Lavrenčič che ha diretto l’Orchestra del Teatro Massimo e le inconfondibili musiche di Čajkovskij, il Maestro del Coro di voci bianche, Salvatore Punturo, lo scenografo Renzo Milan, che ha firmato le bellissime scene dipinte a mano nei laboratori del Teatro Massimo tra cui spiccava la fisionomia del Monte Pellegrino, la costumista Cécile Flamand con i suoi magnifici costumi ispirati a cassate e cannoli della pasticceria siciliana, la designer luci Maureen Sizun Vom Dorp, l’assistente alla coreografia Gianluca Battaglia Roberta D’Amoremaître de ballet dei piccoli danzatori in scena.

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale per eccellenza, è stata riscritta da Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo a partire dalla storia di E. T. A. Hoffmann, che è stata attualizzata e ambientata a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Massimo fino al 22 dicembre

Nei ruoli principali nelle repliche si alterneranno i solisti Yuriko Nishihara e Alessandro Cascioli Martina Pasinotti e Alessandro Casà del Corpo di ballo del Teatro Massimo.

Info: https://www.teatromassimo.it/event/lo-schiaccianoci-2/

Torna al Teatro Massimo di Palermo LO SCHIACCIANOCI

Torna la fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

Sul podio Mojca Lavrenčič
 

Ospiti le stelle del Royal Danish Ballet

Holly Dorger e Jonathan Chmelensky

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, tratta dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi dello scrittore romantico tedesco E.T.A. Hoffmann, riscritto da Dumas padre nel 1844. Da sabato 14 dicembre alle 20:00 il balletto in due atti viene riproposto nella versione di successo, ambientata al Teatro Massimo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dirige la giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič. Maestro del Coro di voci bianche,Salvatore Punturo.

Le scene, dipinte a mano e realizzate nei laboratori scenografici del Teatro Massimo, sono firmate da Renzo Milan mentre i costumi, che ricordano i dolci inconfondibili della pasticceria siciliana, sono di Cécile Flamand. Le luci sono disegnate da Maureen Sizun Vom Dorp. Assistente alla coreografia Gianluca BattagliaMaître de ballet dei piccoli danzatori Roberta D’Amore.

A danzare i due ruoli principali di Maria Dario, nelle prime due repliche (14 e 15 dicembre) sono due stelle della danza internazionale, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky, primi ballerini del Royal Danish Ballet di Copenaghen, insigniti entrambi del titolo onorifico di “cavalieri” dalla regina di Danimarca.

Negli stessi ruoli nelle repliche si alternano due coppie di solisti del Corpo di ballo del Teatro MassimoYuriko Nishihara e Alessandro Cascioli e Martina Pasinotti e Alessandro Casà. Repliche fino al 22 dicembre.

La coreografia ideata dal direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo riscrive la favola basandosi sulla storia di E. T. A. Hoffmann, attualizzandola e ambientandola a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. I personaggi principali non sono più Marie e lo Schiaccianoci, ma Maria e Dario, un povero ambulante, che vende castagne e frutta secca insieme al fratello Pietro per le strade della città di Palermo. Sarà lui, Pietro, a subire l’incantesimo del Re dei topi e a rimanere chiuso nel guscio di legno del pupazzo Schiaccianoci, nell’impossibilità di comunicare col mondo e suggerendo con questa trasformazione una metafora dei problemi che oggi opprimono molti ragazzi: la malattia, la droga, la generale difficoltà di comunicare, in un’epoca in cui si è sempre connessi. Nella riscrittura di Colau e Veneruso la grande e confortevole casa di Marie e della famiglia Hoffmann, dove si celebra la festa di Natale sotto il grande albero, è in contrasto con il mondo esterno, quello dove i ragazzi non sono accuditi e viziati tra libri, giochi e lezioni di danza, ma sono poveri, soli e costretti a procurarsi da vivere e a difendersi dalle aggressioni. Oltre questo livello, che sembra già infimo, ve ne è ancora un altro, quello dei topi a cui viene riservato uno sguardo di compassione: il Re dei topi (il personaggio del maestro Jean-George) non è cattivo, è solo affamato e frustrato per la sua costante ricerca di perfezione. Il personaggio, metà uomo e metà topo, allude alle difficoltà di una natura degradata e avvilita dalle esigenze sempre più invadenti della modernità: una natura che si riscatta alla fine dello spettacolo, quando il personaggio dell’ape, danza con i fiori sulle note leggere e avvincenti del Valzer dei fiori.

La versione di Schiaccianoci di Colau e Veneruso approda dalla fiaba a una dimensione più onirica quando, nella seconda parte dello spettacolo, Maria e Dario, sempre in cerca di Pietrosi ritrovano al Teatro Massimo di Palermo, dove il Maestro Jean-Georges ha il suo quartier generale con il

“Corpo di ballo” di topi che costringe a lavorare senza sosta. Dario e Maria giungono in teatro dopo un viaggio che “sembra durare giorni” come a sottolineare la distanza che tante periferie sentono rispetto al centro cittadino, tema al centro dell’impegno del Teatro Massimo, volto a accorciare questa distanza portando i ragazzi dai quartieri periferici in teatro, proponendo laboratori e spettacoli, come già accaduto con Danisinni e Sperone. Ma la città emerge prepotentemente soprattutto nel grande banchetto finale della coreografia, dove i dolci sono l’elemento trionfale di affermazione dell’identità palermitana. Le danze, che già nel balletto di Čajkovskij hanno una connotazione culinaria (caffè, cioccolato, tè) sono ispirate qui ai dolci più golosi e affascinanti di Palermo: la dolcissima e colorata frutta di Martorana, preparata dalle monache del monastero di Santa Caterina, la Sette veli, il Cannolo, la Cassata, riprodotti nei bellissimi costumi di Cécile Flamand. Alla fine Colau e Veneruso indicano nella cultura, nella solidarietà, nell’apertura verso il prossimo, nel coraggio di mettersi in viaggio per affrontare nuove scoperte, l’unica strada che permetta di convincere gli altri e di trasformarli. È lo stesso Maestro di danza Jean-Georges che acconsente, convinto da Maria e Dario, a liberare Pietro dall’incantesimo che lo imprigiona nel guscio dello Schiaccianoci, per restituirlo a un mondo nuovo, non più rigido, dove la danza è un piacere naturale, un’espressione libera e non vincolata da regole o costrizioni, e segue i ritmi dei fiori e delle api. Durata dello spettacolo: 2 ore circa compreso un intervallo.

La prova generale di Lo schiaccianoci, sabato 13 dicembre alle 18:30, è aperta a favore di Lions Club. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in iniziative di solidarietà. Per informazioni e acquisto biglietti contattare Lions Club (328 4982656 e 329 9767709) o il botteghino del Teatro Massimo (dall’11 dicembre).

Domenica 15 dicembre alle 17:30 torna anche l’appuntamento con Bambini all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama de Lo schiaccianoci, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere alle ultime fasi di svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Marcella Vaccarino; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846.

Calendario delle recite: sabato 14 dicembre, ore 20:00 (Turno Prime); domenica 15 dicembre, ore 17:30 (Turno D); martedì 17 dicembre, ore 18:30 (Turno C); mercoledì 18 Dicembre, ore 18:30 (Turno B); giovedì 19 dicembre, ore 20:00 (Turno F); venerdì 20 dicembre, ore 20:00 (fuori abbonamento); sabato 21, ore 18:30 (Turno danza); domenica 22 dicembre ore 18:30 (fuori abbonamento.

In scena da sabato 16 marzo al Teatro Massimo di Palermo il Corpo di ballo con “Cenerentola”

Il balletto con le musiche di Prokofiev, nella pluripremiata versione del coreografo Thierry Malandain.Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimola giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič

Apprezzato per lo stile, il virtuosismo e la sensualità dei suoi balletti, il coreografo francese Thierry Malandain, firma la “Cenerentola” con le musiche di Prokof’ev che il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau, e l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta da Mojca Lavrenčič, portano in scena da sabato 16 marzo alle ore 20:00 in Sala Grande.

Sedotto dalla magia della fiaba di Charles Perrault e dalle musiche composte nel 1945 da Sergej Prokofiev per il Teatro Bolshoi di Mosca, Malandain, direttore artistico del Ballet Biarritz, ha creato una coreografia di grandissimo successo che gira il mondo dal 2013 e che affronta con un approccio originale il tema del riscatto della fanciulla sola e sfortunata.

«Attraverso l’umanità della storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale – dice Malandain – È per dimenticare l’umanità che sanguina, l’ignoranza e la stupidità umana, insomma per tentare di sublimare l’ordinario, che ho coreografato Cenerentola. Abbandonate le vesti grigie di cenere, la nuova Cenerentola si trasformerà in una moderna étoile della danza dopo avere affrontato un percorso pieno di paure, dubbi, ed emarginazione che alla fine le regalerà amore, gioia e rivincita. La mia cultura – prosegue – è quella del balletto classico e senza complessi. Pur riconoscendo che i suoi codici artistici e sociali appartengono ad un’altra epoca, penso che questa materia, frutto di quattro secoli di storia, dia ai danzatori delle risorse inestimabili. Sono considerato classico da alcuni, contemporaneo da altri, mentre semplicemente cerco la danza che amo. Una danza che non si limita al piacere, ma che si riallaccia all’essenza del sacro, come una risposta alla difficoltà di esistere».

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo è in scena con due cast di solisti che si alternano e che vedono nei ruoli principali Martina Pasinotti e Yuriko Nishihara nei panni di Cenerentola; Michele Morelli e Alessandro Casà in quelli del Principe; Romina Leone e Linda Messina nel ruolo della Fata; Vincenzo Carpino e Andrea Mocciardini in quello della Matrigna. Due interpreti maschili anche per le sorellastre: Alessandro Cascioli e Dennis Vizzini en travesti interpretano Genoveffa così come Gianluca Mascia e Giovanni Traetto interpretano Anastasia. Infine Diego Mulone e Vincenzo Carpino vestono i panni del Padre ed Emilio Barone e Francesco Curatolo quelli del Maître di danza e di cerimonia, dell’Amico del Principe e dell’ Elfo.

Ad affiancare Malandain a Palermo per la ripresa delle coreografie è uno dei suoi più stretti collaboratori, il siciliano Giuseppe Chiavaro. Ad arricchire l’allestimento della Volksoper Wien GmbH, le scenografie concepite senza cambi e artifici di Jorge Gallardo, che firma anche i costumi e le luci di Jean-Claude Asquié, riprese da Christian Grossard. Completano il team creativo, Vincenzo Veneruso Maître de ballet e assistente del direttore del Corpo di ballo e Guido Sarno, Maître de ballet e assistente alla coreografia.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige la giovane direttrice slovena Mojca Lavrenčič che torna a Palermo dopo avere già diretto con successo l’Orchestra nel balletto Le corsaire e nel recente concerto dell’8 marzo dedicato alle donne compositrici. Si replica fino al 24 marzo.Biglietti: da 14 a 100 euro; Info: https://www.teatromassimo.it/event/cenerentola/