Markus Stenz dirige l’Orchestra del Teatro La Fenice; in programma musiche di Rebel, Haydn e la Primavera di Schumann

Markus Stenz sarà protagonista del prossimo evento della Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice. Nel concerto in programma venerdì 17 aprile 2026 ore 20.00 (turno S) e sabato 18 aprile ore 17.00 (turno U), il maestro tedesco – impegnato in questi giorni sullo stesso palcoscenico anche nella direzione musicale del Lohengrin di Wagner – dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice in un percorso musicale dalla sperimentazione barocca al classicismo viennese e alla sua eredità romantica. Tre i brani proposti: Le Cahos da Les Éléments di Jean-Féry Rebel; la Sinfonia n. 102 in si bemolle maggiore Hob:i:102 di Franz Joseph Haydn e, dopo l’intervallo, la Prima Sinfonia in si bemolle maggiore op. 38 Primavera di Robert Schumann. La prima di venerdì 17 aprile 2026 sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3.

          Figlio del cantore Jean Rebel, Jean-Féry Rebel (1666-1747) fu allievo diretto di Jean-Baptiste Lully, di cui ereditò lo stile e il prestigio presso la corte di Francia. Molto impegnato come didatta, Rebel si dedicò con particolare impegno e passione alla musica per la danza e il teatro, componendo balletti e suite eseguiti nelle fastose rappresentazioni di corte. Les Éléments (Gli Elementi), definita ‘sinfonia nuova’ dal suo stesso autore, è una successione di nove pezzi strumentali concepiti per uno spettacolo danzato. Se tutti i numeri riflettono il gusto tipico della musica francese dell’epoca, non è così per il prologo di 127 battute (non concepito per la danza) che apre la suite, cioè Le Cahos (Il caos), senza dubbio il più originale e audace dell’intera composizione e quasi un’anticipazione dell’atonalità di molte creazioni musicali del ventesimo secolo.

La Sinfonia n. 102 in si bemolle maggiore Hob.i:102 fa parte del secondo gruppo delle cosiddette dodici ‘Sinfonie londinesi’, quelle cioè che Franz Joseph Haydn (1732-1809) compose fra il 1791 e il 1795 . Nel 1790 Haydn sciolse i legami con la corte degli Esterházy, e dopo la morte del principe Miklós, ormai sessantenne e compensato con un cospicuo vitalizio, scelse di intraprendere la libera professione e decise quindi di accettare il contratto particolarmente generoso offerto da Salomon. La Sinfonia in si bemolle maggiore n. 102 fu eseguita con grande successo il 2 febbraio 1796 al King’s Theatre in Haymarket di Londra per l’apertura della stagione di opere e concerti. Come le altre pagine londinesi, il compositore riprende lo schema formale adottato fin nei primi lavori del 1773-1784, con un primo movimento in forma-sonata; un secondo tempo Adagio cantabile o Andante con variazioni seguito da un Minuetto dal ritmo spesso militaresco e comunque assai deciso, e un finale in forma di rondò. Per rispondere alle caratteristiche dell’orchestra di Salomon, la strumentazione è più ricca, così come sono più generose le invenzioni che i numerosi virtuosi dell’orchestra potevano realizzare pienamente.

Dopo le innovazioni pianistiche delle opere giovanili e i capolavori liederistici del 1840, quello successivo, per Robert Schumann (1810-1856), è l’anno dedicato alle ricerche in ambito sinfonico. Ed è così che prende forma la Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore op. 38, denominata Primavera. Anche in questo genere, il compositore tenta di reinterpretare e in qualche modo ‘superare’ i confini formali ed espressivi dettati dalla tradizione, attraverso l’inserimento di sperimentazioni fino ad allora adottate solamente in ambito pianistico e liederistico. La sua Prima Sinfonia, dedicata al re di Sassonia Friedrich August, fu composta nelle sue linee generali in soli quattro giorni, fra il 23 e il 26 gennaio 1841. Lo slancio creativo irrefrenabile prese poi forma nell’intenso lavoro di orchestrazione che tenne impegnato Schumann fino al 20 febbraio; il 31 marzo a Lipsia, nel Gewandhaus, ebbe luogo la prima esecuzione diretta da Felix Mendelssohn Bartholdy, durante una serata che vide impegnata in veste di solista anche la moglie Clara.

In occasione dell’evento diretto da Markus Stenz, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di venerdì 17 aprile 2026 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale della serata nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

markus stenz

Considerato uno dei più autorevoli direttori del nostro tempo, inizia la stagione 2025-2026 con una nuova produzione del Wozzeck di Berg e concerti sinfonici alla Fenice, dove dirige anche il Lohengrin nell’aprile 2026. Dopo le performance di Die Walküre e Siegfried con la Hangzhou Philharmonic Orchestra, conclude il Ring di Wagner in questa stagione dirigendo Götterdämmerung ad Hangzhou. Ritorna poi a due delle sue collaborazioni di lungo corso, quella con la Seoul Philharmonic Orchestra e quella con la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, oltre alla Oregon Symphony Orchestra, all’Orchestra della Finnish National Opera e alla Shanghai Symphony Orchestra, tra molte altre. Ha ricoperto incarichi di grande rilievo, tra cui quelli di direttore principale della Netherlands Radio Philharmonic Orchestra (2012-2019), direttore ospite principale della Baltimore Symphony Orchestra (2015-2019) e direttore in residenza della Seoul Philharmonic Orchestra (2016-2021). È stato direttore musicale generale della città di Colonia e Gürzenich-Kapellmeister per undici anni, dirigendo Don Giovanni, il Ring, Lohengrin, Tannhäuser e Die Meistersinger von Nürnberg, così come Jenůfa e Káťa Kabanová di Janáček e Love and Other Demons di Eötvös. Ha debuttato nell’opera nel 1988 al Teatro La Fenice. Nel 2018 vede la luce l’attesa prima mondiale di Fin de partie di Kurtág alla Scala (dove ha riscosso grande successo anche con Elektra di Strauss), opera ripresa alla Dutch National Opera e poi, in prima esecuzione francese, all’Opéra National de Paris. Il suo debutto negli Stati Uniti è avvenuto con la Detroit Symphony Orchestra ed è poi tornato in America dirigendo la Oregon Symphony e la Indianapolis Symphony Orchestra. Altri recenti momenti di rilievo sono stati i concerti con mdr Leipzig Radio Symphony Orchestra, Dortmund e Luxembourg Philharmonic Orchestra, Orchestre National de Lyon e Barcelona Symphony Orchestra. Ha studiato all’Hochschule für Musik di Colonia sotto la guida di Volker Wangenheim e a Tanglewood con Leonard Bernstein e Seiji Ozawa. Gli è stata conferita l’Honorary Fellowship del Royal Northern College of Music di Manchester e il Silberne Stimmgabel dello Stato di North Rhein/Westphalia. Alla Fenice dirige Der Protagonist di Weill (2025), Ariadne auf Naxos (2024), Der fliegende Holländer (2023), Elegy for Young Lovers di Britten (1988) e una serie di concerti in diverse stagioni sinfoniche.