DISDEMONA, PRIMA ASSOLUTA E NUOVA COMMISSIONE DEL FESTIVAL VERDI A LENZ TEATRO
Lo spettacolo afferma la volontà di collaborazione del Festival Verdi con le più stimolanti realtà creative del territorio, e presenta una composizione performativa, visuale e sonora, ispirata a Otello di Verdi e di Shakespeare e agli scritti sulla Condizione Operaia di Simone Weil.
Drammaturgia e imagoturgia sono di Francesco Pititto, composizione, installazione e involucri sono di Maria Federica Maestri. Le elaborazioni sonore sono firmate da Andrea Azzali e la consulenza musicale è di Adriano Engelbrecht.
Protagonisti il soprano Giulia Costantini (già allieva di Accademia Verdiana), il tenore Lorenzo Marchi e l’attrice Valentina Barbarini insieme alle movers, dispositivo performativo di dodici donne.
Il programma di sala di Ramificazioni con il libretto delle opere
è disponibile gratuitamente su teatroregioparma.it
Parma, Lenz Teatro, Sala Majakovskij
martedì 7 ottobre 2025, ore 20.00
mercoledì 8 ottobre 2025, ore 19.00
giovedì 9 ottobre 2025, ore 20.00
venerdì 10 ottobre 2025, ore 19.00
Una nuova commissione e una nuova prima assoluta al Festival Verdi con Disdemona_Δυσδαιμονία Cattiva stella, spettacolo realizzato nell’ambito di Ramificazioni, la sezione del festival che ha l’obiettivo di stabilire relazioni e sollecitare confronti stimolanti con la produzione verdiana, che debutta nel grande spazio ex industriale della Sala Majakovskij a Lenz Teatro (Parma, via Pasubio 3e), martedì 7 ottobre 2025, ore 20.00 (recite mercoledì 8 ottobre ore 19.00, giovedì 9 ottobre ore 20.00, venerdì 10 ottobre ore 19.00).
Disdemona_Δυσδαιμονία Cattiva stella, commissione del Festival Verdi a Lenz Fondazione, vincitrice lo scorso anno del Premio Ubu, che oltre ad affermare la volontà di collaborazione con le più stimolanti realtà creative del territorio, vuole presentare una composizione performativa, visuale e sonora, ispirata a Otello di Verdi e di Shakespeare – titolo inaugurale del Festival – e agli scritti sulla Condizione Operaia di Simone Weil, introducendo così nella programmazione del Festival dimensioni nuove e non convenzionali.
La drammaturgia e l’imagoturgia sono di Francesco Pititto, mentre la composizione, l’installazione e gli involucri sono di Maria Federica Maestri. Le elaborazioni sonore sono firmate da Andrea Azzali e la consulenza musicale è di Adriano Engelbrecht. Protagonisti saranno il soprano Giulia Costantini (già allieva di Accademia Verdiana), il tenore Lorenzo Marchi e l’attrice Valentina Barbarini insieme alle movers, dispositivo performativo di dodici donne: Tiziana Cappella, Giuseppina Cattani, Silvia Cleonice, Fabrizia Dalco, Nicole Dayanna Gonzalez, Olha Lopatynska, Ivana Manferdelli, Giada Michelle Mbock, Valeria Moscardino, Elena Nunziata, Agata Pelosi, Carlotta Spaggiari.
«Disdemona – scrive Francesco Pititto – è immagine di rottura, di cosa rotta poiché resa cosa, ma cosa a perdere per chi non regge la sua statura drammatica e vera. “Non dimenticare che il SONNO è la cosa più necessaria al lavoro” scrive Weil al punto 8 di un elenco di cose ideali per le lavoratrici. Disdemona preferisce addormentarsi, non morire in scena, per poter essere in grado domani di riprendere il lavoro, consapevole che al punto 1 di quell’elenco sull’ideale che ancora non esiste c’è scritto: “Che ci fosse autorità solo DELL’UOMO SULLA COSA e non DELL’UOMO SULL’UOMO.” Questo è l’unico vero bacio di Disdemona, ancora e ancora e ancora».
