AL TEATRO REGIO DI PARMA : FALSTAFF
venerdì 3 ottobre, ore 20.00
domenica 12 ottobre, ore 20.00
giovedì 16 ottobre, ore 20.00
allestimento del Teatro Regio di Parma
Falstaff, terzo titolo operistico della programmazione del XXV Festival Verdi, debutta al Teatro Regio di Parma venerdì 3 ottobre 2025 ore 20.00 con recite domenica 12 ottobre ore 20.00 e giovedì 16 ottobre ore 20.00. L’opera va in scena nell’applaudito allestimento del 2017 firmato da Jacopo Spirei con le scene di Nikolaus Webern, i costumi di Silvia Aymonino, le luci di Giuseppe Di Iorio.
Michele Spotti dirige l’opera nell’edizione critica a cura di Gabriele Dotto (The University of Chicago Press e Casa Ricordi) sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani. Protagonisti in scena Misha Kiria (Sir John Falstaff), Roberta Mantegna (Mrs. Alice Ford), Alessandro Luongo (Ford), Giuliana Gianfaldoni (Nannetta), Teresa Iervolino (Mrs. Quickly), Dave Monaco (Fenton), Caterina Piva (Mrs. Meg Page), Roberto Covatta (Bardolfo), Eugenio Di Lieto (Pistola), Gregory Bonfatti (Dott.Cajus).
La première dell’opera sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3.
«Per il suo ritorno alla commedia – scrive Giuseppe Martini – Verdi trovò le condizioni opportune di lavoro grazie a una convergenza di circostanze favorevoli: il rapporto di fiducia con un poeta provvisto di strumenti tecnici forbitissimi come Arrigo Boito, la solidità della propria posizione storica, il mutamento di gusto di fine secolo, un soggetto produttivo e originale. Già un quarto di secolo prima il personaggio di Falstaff era emerso nelle conversazioni verdiane, ma solo dopo il successo di Otello riprese forma possibile, forse anche suggerito da una rappresentazione della Pamela nubile di Goldoni recitata dalla Duse che Verdi vide a teatro insieme a Boito. La chiave era dunque non l’opera buffa tout-court ma la commedia di mezzo carattere, dalle sfumature agrodolci, ed è a questo tono equilibrato che puntò il lavoro di Verdi e Boito quando cominciarono a impegnarsi sulla nuova impresa, alla quale per altro Verdi pose mano dall’agosto del 1889 con estrema cautela e con la tranquillità di chi, non avendo più nulla da dimostrare, lavora prima di tutto per occuparsi divertendosi».
«Quando mi viene chiesto quale sia la mia opera preferita – racconta il direttore Michele Spotti –rispondo senza indugiare: Falstaff. Ciò che per me rende Falstaff davvero interessante dal punto di vista musicale è anche un aspetto ludico, una sorta di “caccia al tesoro”, dove i tesori sono gli spunti tematici ispirati alle opere precedenti del compositore. Una sorta di fil rouge che percorre la sua vita compositiva, con gli innumerevoli riferimenti al Ballo in maschera, alla trilogia popolare, all’Aida… Queste autocitazioni assumono una connotazione goliardica, talvolta serenamente rassegnata. Ogni nota, ogni battuta, ogni frase può avere più significati o può descrivere un personaggio. Una delle mie parti orchestrali preferite si trova nel primo atto, in “Se Falstaff si assottiglia, non è più lui…”, dove ottavino e violoncello raddoppiano il tema cantato da Falstaff, alludendo rispettivamente alla sua sottigliezza (ottavino) e alla corpulenta stazza del cavaliere (violoncello). Nell’edizione critica a cura di Gabriele Dotto, che eseguiremo, si trovano inoltre diverse novità rispetto alle partiture tradizionalmente eseguite, come piccole chicche testuali e ulteriori aggiornamenti anche a livello di articolazioni».
«Non di rado si fraintende Verdi dipingendolo come un conservatore, ma in realtà è un grandissimo innovatore, uno sperimentatore e anche un provocatore. Un artista totale – afferma il regista Jacopo Spirei. Io ho cercato di seguire questa sua vena nello scavo che ho fatto sulla partitura e sul libretto (che è di livello, anch’esso, assoluto). E, in un lavoro di ricerca compiuto dal gruppo di artisti da me guidato, si cerca in questo allestimento di distillare la riflessione portata dal messaggio contemporaneo di quest’opera. Ho cercato di scavarla nei segni e nei linguaggi e di portarla a un livello per così dire “popolare”, privo di sovrastrutture e con una connotazione fortemente contemporanea. Questo Falstaff è dunque un percorso di ricerca dentro un personaggio che vede il proprio mondo crollare, ma che allo stesso tempo non rinuncia a essere parte di quel mondo, non rinuncia a partecipare al gioco, e vuole fermamente dimostrare di esserci ancora, di essere ancora in grado di poter sedurre, imbrogliare, beffare».
PROVAUNDER 30 E AFTERSHOW
Il pubblico Under30 potrà assistere all’ultima prova di Falstaff mercoledì 1 ottobre alle ore 20.00. Al termine della prova sarà possibile partecipare all’Aftershow sempre riservato agli Under 30, che prevede l’aperitivo con dj set a cura di Filippo Orlandi nelle sale del Ridotto del Teatro Regio.
I biglietti per la prova Under30 sono già disponibili presso la Biglietteria e online al costo di 10 euro. L’acquisto dei biglietti per l’Aftershow, dal costo di 5 euro, è riservato a chi ha già i biglietti per la prova Under 30.
ASPETTANDO FALSTAFF
Martedì 30 settembre alle ore 20.30 al Ridotto del Teatro Regio di Parma, il concerto Aspettando Falstaff (biglietti 10 euro, posto unico) porterà il pubblico dentro le atmosfere dell’opera con l’esecuzione delle più celebri arie e scene del capolavoro verdiano. Protagonisti quattro giovani artisti che hanno completato il percorso formativo dell’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma: Matteo Pietrapiana, Melissa d’Ottavi, Arlene Miatto Albeldas, Francesco Congiu accompagnati al pianoforte da Claudia Zucconi, con introduzione all’ascolto di Giuseppe Martini.
