MITO SETTEMBRE MUSICA  2025 RIVOLUZIONI Inizia la rassegna di concerti pianistici ad ora di pranzo al Teatro Dal Verme

Al Teatro Martinitt voci di donne e incontri di culture insieme a “The Book of Women” di Riccardo Nova in un programma che si estende dal Medioevo a oggi

Milano, lunedì 8 settembre
Teatro Dal Verme, ore 13
Teatro Martinitt, ore 20:00

Milano, martedì 9 settembre
Teatro Dal Verme, ore 13
Spazio Teatro 89, ore 20

Milano, mercoledì 10 settembre
Teatro Dal Verme, ore 13 e ore 20

Una due giorni dedicata al perimetro tematico di MITO SettembreMusica “Mitja e gli altri” con protagonista Dimitri Šostakovič e due fra i concerti più attesi del festival 2025: da un lato il pianista Maurizio Baglini e il Quartetto di Venezia in un programma cameristico che intreccia giovinezza e maturità di Dmitrij Šostakovič con il Quintetto op. 57 e i Cinque Preludi op. 2, accostati al Quintetto n. 5 di Mieczysław Weinberg; dall’altro la Luzerner Sinfonieorchester diretta da Michael Sanderling al che eseguirà la Decima Sinfonia di Šostakovič, accompagnata dalla proiezione del film Oh To Believe in Another World di William Kentridge.

La settimana comincia con due appuntamenti musicali in zone di Milano ed orari diversi. Nella Sala Piccola del Teatro Dal Verme, alle ore 13, prende il via la rassegna Milano MITO d’Europa, un ciclo di dieci concerti “tascabili” che raccontano la storia del concerto per pianoforte e orchestra attraverso due soli pianoforti. In serata, alle ore 20, al Teatro Martinitt, spazio invece a una delle proposte più visionarie del festival, The Book of Women di Riccardo Nova, spettacolo che fonde tradizione medievale e musica contemporanea con la vocalità carnatica (uno de generi di musica classica indiana).

Da lunedì 8 settembre, nei giorni feriali alle ore 13, Milano MITO d’Europa, quotidianamente si potrà ascoltare un capitolo di “storia tascabile” del concerto per pianoforte, dal classicismo di Haydn e poi Beethoven fino alle inquietudini novecentesche di Prokof’ev e Rachmaninov. Lunedì 8 settembre si comincia proprio con Franz Joseph Haydn, e il suo Concerto in re maggiore Hob. XVIII:11. A eseguirlo due giovani musiciste, Ilaria Cavalleri e Volha Karmyzava, che siedono ciascuna ad un pianoforte, interpretando una la parte solistica, l’altra quella orchestrale. Il Concerto eseguito diventa quindi un’esperienza intima ma non meno teatrale, in cui il pubblico spesso può scoprire dettagli sconosciuti dalle esecuzioni tradizionali. La rassegna Milano MITO d’Europa desidera mostrare come, nel tempo, il concerto per pianoforte e orchestra sia stato non solo veicolo di virtuosismo ma anche specchio delle trasformazioni culturali e sociali. I giovani pianisti coinvolti, allievi della scuola di Davide Cabassi, si stanno affermando come interpreti di rilievo e trovano qui un palcoscenico che unisce prestigio e sperimentazione.

Alle ore 20, in uno spazio simbolico come il Teatro Martinitt un’esperienza molto meno tradizionale: The Book of Women | Strl parvam, nuova creazione di Riccardo Nova, compositore che da anni intreccia linguaggi occidentali e orientali, antichi e contemporanei. Il lavoro prende spunto ispirata al poema epico sanscrito Mahabharata. «In questo testo – si legge nelle note di sala di Matteo Luoni – che narra una lunghissima battaglia tra esseri divini e demoniaci, le figure di donne e divinità guerriere sono molteplici. Compaiono, in preminenza, nell’undicesimo dei diciotto libri del poema: Il libro delle donne. All’interno di un sanguinoso conflitto familiare, le donne condannano la guerra, lamentano i morti e confortano i sofferenti. Un libro sul lutto, sull’inutilità della violenza e sulla forza riconciliativa del femminile che, tuttavia, Nova decide di far iniziare con un’invocazione alla dea guerriera Durga, a cui accosta un suo componimento originale dedicato a Kunti, madre dei fratelli Pandava, morti in guerra, simbolo di fertilità e fecondità: proprio come la Madonna di Montserrat, o quella del canto di Pérotin. Il mantra, parola che significa “pensiero (o respiro) che agisce”, è originariamente un’espressione sacra: parola, formula magica, canto, verso poetico, preghiera. È il verbo che compie prima ancora di essere verbo. La sua potenza sta non tanto nel significato, quanto nella sonorità dei suoi fonemi e nel rapporto col respiro. Ancora una volta, ecco il corpo che guida». Da qui la scelta di un organico che mette al centro le voci femminili, in un dialogo serrato con strumenti antichi (violino barocco, viola d’amore, viola da gamba) e moderni (sintetizzatore, percussioni, elettronica). Il risultato è una trama sonora che sovrappone tempi e geografie, in cui l’occidente medievale e l’oriente indiano si incontrano. Un’opera che è insieme meditazione e rito, teatro musicale e performance immersiva, capace di ribadire – in linea con il tema generale del festival, Rivoluzioni – la necessità di mutare prospettive, di dar voce a narrazioni diverse, di ripensare il rapporto tra passato e presente. Il programma procede a ritroso con fonti medievali come le Cantigas de Santa María, il Llibre Vermell de Montserrat e l’organum di Magister Perotinus, che introducono e dialogano con la partitura di Nova. Sul palcoscenico, l’Ictus Ensemble (specializzato nel repertorio contemporaneo) e l’Irini Ensemble (voci femminili dedite alla musica medievale) condividono la scena con la cantante indiana Varijashree Venugopal, interprete della tradizione carnatica, e con la direzione di Lila Hajosi. La regia del suono è affidata ad Alex Fostier.

8 settembre – Milano, ore 13:00Teatro Dal Verme – Sala Piccola
Ilaria Cavalleri, Volha Karmyzava (pianoforti)
Franz Joseph Haydn – Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra Hob: XVIII:11
ASCOLTARE CON GLI OCCHI

8 settembre – Milano, ore 20:00
Teatro Martinitt

Ictus Ensemble (Aisha Orazbayeva, violino barocco; Aurélie Entringer, viola d’amore; Eva Reiter, viola da gamba; Jean Luc Plouvier, sintetizzatore; Tom De Cock, percussioni; Alexandre Fostier, regia del suono) Irini Ensemble (Eulalia Fantova, Laura Lopes, Clémence Faber, mezzosoprani; Julie Azoulay, Lauriane Le Prev, Fanny Chatelain, contralti)
Varijashree Venugopal voce
Lila Hajosi direttrice
Alex Fostier regia del suono
Anita Cappuccinelli produzione
Riccardo Nova – The Book of Women | Strl parvam e brani tratti dal Manoscritto di Cipro, dal Llibre Vermeil de Montserrat e da altre fonti manoscritte medievali)

Due giornate con concerti dedicati a Šostakovič nei 50 anni dalla morte

Pagine da camera con Maurizio Baglini e il Quartetto di Venezia

La celebre Luzerner Sinfonieorchestrer diretta da Michael Sanderling esegue la Decima Sinfonia abbinata alla proiezione di un film di William Kentridge

Continua la rassegna ad ora di pranzo dedicata ai concerti per pianoforte

Martedì 9 settembre allo Spazio Teatro 89 la scena è per uno degli ensemble italiani più prestigiosi, il Quartetto di Venezia, e per Maurizio Baglini, pianista dal profilo internazionale. Il programma si apre con i Cinque Preludi op. 2 di Šostakovič, scritti da un tredicenne nel 1919-20: brevi pagine che, pur considerate “immature” dallo stesso autore e pubblicate solo nel 1966, rivelano già i tratti distintivi del suo stile – ostinati ritmici, contrappunti raffinati, registri marionettistici – e contengono in nuce temi destinati a riemergere nelle grandi opere della maturità. Segue il Quintetto n. 5 op. 27 di Weinberg, scritto nel 1945, poco dopo il suo arrivo in Unione Sovietica. Amico e allievo di Šostakovič, Weinberg visse la doppia condizione di outsider ed erede, sviluppando un linguaggio intriso di melodie yiddish, lirismo introspettivo e frenesia nevrotica. Nei cinque movimenti del quartetto si alternano canto e tensione, serenità e angoscia, riflesso di un’epoca segnata dalle ferite della guerra.

A chiudere la serata, il Quintetto per pianoforte e archi op. 57 di Šostakovič, composto nel 1940 e subito acclamato come una delle sue creazioni più alte. Eseguito per la prima volta dallo stesso autore con il Quartetto Beethoven, il brano – che gli valse il Premio Stalin – presenta una struttura a specchio in cinque movimenti: dal preludio e fuga bachiani al finale assertivo, passando per uno scherzo tagliente e un intermezzo dal sapore yiddish. Opera di equilibrio perfetto tra virtuosismo pianistico e densità cameristica, rimane uno dei lavori più popolari del repertorio.

Mercoledì 10 settembre al Teatro Dal Verme, arriva la Luzerner Sinfonieorchester – la più antica orchestra sinfonica della Svizzera (1805) – guidata dal direttore principale Michael Sanderling. In programma la Sinfonia n. 10 in mi minore op. 93 di Šostakovič, composta nel 1953 dopo la morte di Stalin ed eseguita per la prima volta a Leningrado sotto la direzione di Mravinskij. Considerata una delle vette del sinfonismo novecentesco, la Decima è un’opera imponente. Il primo movimento (Moderato) unisce semplicità tematica e complessità architettonica; il secondo (Allegro), di furia implacabile, è stato interpretato come ritratto dello stesso Stalin; il terzo (Allegretto) introduce il motto DSCH – le quattro note corrispondenti alle iniziali del compositore – alternandolo a un tema lirico del corno, simbolo di identità e memoria; il finale oppone un’introduzione drammatica a un Allegro di energia quasi triviale, chiudendo in una dimensione enigmatica, sospesa tra ironia e tragedia. A rendere questa proposta di MITO Settembre unica unica sarà la proiezione del film Oh To Believe in Another World (2022) di William Kentridge, artista sudafricano di fama internazionale. L’opera visiva dialoga con la musica, evocando con immagini animate la Russia staliniana e la lotta dell’artista per la libertà creativa.

Il Quartetto di Venezia, attivo dal 1983, è oggi uno degli ensemble cameristici più apprezzati a livello internazionale, erede della tradizione del Quartetto Italiano e della scuola mitteleuropea. Vanta collaborazioni con grandi interpreti, una discografia di oltre 19 titoli e residenze prestigiose come quella alla Fondazione Cini di Venezia.

Maurizio Baglini, pianista visionario e versatile, è ospite delle principali sale del mondo e autore di un’ampia discografia per Decca. Fondatore dell’Amiata Piano Festival, è stato interprete di prime assolute di autori contemporanei e solista alla Scala e al Ravenna Festival.

La Luzerner Sinfonieorchester, orchestra residente al KKL di Lucerna, è un punto di riferimento della vita musicale europea, capace di unire radici locali e vocazione internazionale. Dal 2021 ha come direttore principale Michael Sanderling, già alla guida della Dresdner Philharmonie, interprete di riferimento per Mahler, Strauss, Beethoven e Šostakovič.

Da martedì 9 e mercoledì 10 settembre, al Teatro Dal Verme alle ore 13, prosegue Milano MITO d’Europa: ogni giorno feriale un capitolo di “storia tascabile” del concerto per pianoforte, dal classicismo di Haydn e poi Beethoven fino alle inquietudini novecentesche di Prokof’ev e Rachmaninov. Martedì 9 settembre in programma Ludwig van Beethoven e il suo Concerto n. 4 in sol maggiore op. 58. A eseguirlo due giovani pianiste, Valerie Wellington e Volta Karmyzava, che siedono ciascuna ad un pianoforte, interpretando una la parte solistica, l’altra quella orchestrale. Mercoledì 10 settembre sarà la volta di Emma Guecio e Yevgeni Galanov impegnati nel Concerto n. 2 in fa minore op. 21. La rassegna Milano MITO d’Europa desidera mostrare come, nel tempo, il concerto per pianoforte e orchestra sia stato non solo veicolo di virtuosismo ma anche specchio delle trasformazioni culturali e sociali. I giovani pianisti coinvolti, allievi della scuola di Davide Cabassi, si stanno affermando come interpreti di rilievo e trovano qui un palcoscenico che unisce prestigio e sperimentazione.

9 settembre – Milano
Teatro Dal Verme – Sala Piccola, ore 1

Valerie Wellington, Volha Karmyzava (pianoforti)
Ludwig van Beethoven – Concerto per pianoforte n. 4 in sol maggiore op. 58

Spazio Teatro 89, ore 20
Maurizio Baglini (pianoforte), Quartetto d’Archi di Venezia (Andrea Vio, Alberto Battiston, Mario Paladin, Angelo Zanin)
Šostakovič – Preludio e fuga n. 20 da 24 Preludi e Fughe op. 87
Mieczysław Weinberg – Quartetto n. 5 op. 27
Šostakovič – Quintetto per pianoforte e archi in sol minore op. 57

10 settembre – Milano
Teatro Dal Verme – Sala Piccola, ore 13

Emma Guercio, Yevgeni Galanov (pianoforti)
Fryderyk Chopin – Concerto per pianoforte n. 2 in fa minore op. 21

Teatro Dal Verme, ore 20
Luzerner Sinfonieorchester, Michael Sanderling (direttore)
Šostakovič – Sinfonia n. 10 in mi minore op. 93
con proiezione del film Oh To Believe in Another World di William Kentridge

MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano, con il contributo del Ministero della Cultura, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, degli sponsor Iren, Pirelli, Fondazione Fiera Milano, Altec, e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La Rai con Rai Cultura, Rai 5 e Radio3 sono Media partner del Festival.

www.mitosettembremusica.it

Costo dei biglietti
concerti a Milano > da euro 2 a euro 50
Sono previsti carnet e varie tipologie di pass

Biglietteria online ticketone.it (concerti a Milano)

Milano
Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme
via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano
Tel. +39 02 87905 201
biglietteriamito@ipomeriggi.it
La biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18

Se ancora disponibili, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.