Martin Rajna debutta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice

In programma la Quarta Sinfonia di Beethoven e l’Ottava di Dvořák

Martin Rajna debutta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice, nel concerto in programma al Teatro La Fenice venerdì 30 maggio 2025 ore 20.00 (turno S), sabato 31 maggio ore 20.00 (fuori abbonamento) e domenica 1 giugno ore 17.00 (turno U) nell’ambito della Stagione Sinfonica 2024-2025.

Tra i più dotati giovani direttori ungheresi degli ultimi tempi, nominato nel 2023, a soli ventisette anni, direttore principale dell’Hungarian State Opera di Budapest, Rajna dirigerà la compagine veneziana in due capolavori del grande repertorio sinfonico: la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák.

Scritta per un’orchestra dalla struttura haydniana, la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig van Beethoven (1770-1827) venne stesa in pochi mesi, nella tarda estate del 1806, per il conte Oppersdorff, un aristocratico che manteneva una propria orchestra di corte: lavoro ben remunerato per il quale Beethoven accantonò momentaneamente la Quinta, allora già in fase avanzata di composizione. Ne nacque un lavoro dal carattere tradizionale e disimpegnato: sinfonia dalla «grazia greca», dall’«alata leggerezza», ma, per la sua originalità e freschezza creativa, tutt’altro che ‘minore’ nel catalogo sinfonico del maestro di Bonn.

Pubblicata a Londra come Quarta – poiché l’autore aveva ‘omesso’ dal suo catalogo quattro lavori sinfonici che non rispettavano i suoi nuovi orientamenti estetici – la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák (1841-1904) fu composta a quattro anni di distanza dalla celeberrima sinfonia Dal nuovo mondo, nona del catalogo definitivo, e costituisce il culmine dell’arte sinfonica dell’autore. Fu eseguita per la prima volta, sotto la guida dello stesso Dvořák, il 2 febbraio del 1890 al Teatro Nazionale di Praga, ma ottenne la massima diffusione soprattutto a Londra, dove circolò intensamente verso la fine del secolo.

Fu l’editore britannico Novello a pubblicare la partitura nel 1892; e il sottotitolo con cui l’opera cominciò a circolare (L’inglese) fu pensato proprio in omaggio allo straordinario successo incontrato presso il pubblico britannico. Al di là dell’immediato consenso ricevuto, l’Ottava Sinfonia rappresenta un “punto di non ritorno” per il destino espressivo di una musica nazionale ceca in ambito ottocentesco. La Settima Sinfonia, infatti, aveva segnato un’improvvisa sterzata verso moduli decisamente cosmopoliti, verso un brahmsismo rigoroso. A questo punto, qualcosa si era rotto. Ma a raccoglierne le conseguenze non sarà la Nona, che nei modi compositivi costituisce un ritorno all’ingenuità folklorizzante del primo periodo, bensì proprio l’Ottava. In questo senso, l’Ottava è una sinfonia schizofrenica: i due poli della tensione, ovvero l’intellettualismo brahmsiano dell’elaborazione tematica e le presenze sorgive della musica popolare, sono al tempo stesso integrati e contrapposti: è possibile tracciare una rete fitta di interrelazioni motiviche fra i vari temi; eppure al tempo stesso l’eterogeneità dei materiali usati non viene celata, ma esibita, quasi a dimostrare la loro ‘resistenza’, la loro irriducibilità a costituire un’opera di stampo classico.

Come di consueto, il concerto di venerdì 30 maggio 2025 sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00, ridotto abbonati da € 15,00 a € 60,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice, nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Martin Rajna

È uno dei più notevoli giovani direttori ungheresi degli ultimi tempi. Nel 2023, all’età di ventisette anni, è stato nominato direttore principale dell’Hungarian State Opera. Direttore principale della Győr Philharmonic

Orchestra, compare regolarmente come direttore ospite di altre importanti orchestre sinfoniche ungheresi, oltre che di numerose formazioni in tutta Europa. Nella stagione corrente è impegnato in diversi debutti internazionali: la London Philharmonic Orchestra, la Luxembourg Philharmonic, la Nürnberg Symphony Orchestra e sul podio del Tyrol Festival per una nuova produzione del Castello di Barbablù di Bartók e della Voix humaine di Poulenc, entrambe messe in scena da Claus Guth. Per la Hungarian State Opera di Budapest è chiamato a dirigere Der fliegende Holländer, Macbeth, Die Fledermaus, Maria Stuarda e Cavalleria rusticana. Ritorna anche a dirigere concerti con l’Hungarian National Philharmonic Orchestra e l’Hungarian Radio Symphony Orchestra. Riconoscimenti precedenti includono una borsa di studio nel 2022 per partecipare al Forum Dirgieren programme del German Music Council. È stato inoltre selezionato per la Conducting Fellowship della Lucerne Festival Academy dove il suo mentore è stato Thomas Adés. Nel 2018 si è aggiudicato il Junior Prima Award d’Ungheria, e più recentemente, nel 2023, è risultato vincitore del György Cziffra Festival Talent Prize. Nelle recenti stagioni, ha diretto la Düsseldorf Symphony Orchestra, la Hof Symphony Orchestra, la Brandenburgisches Staatsorchester, la Philharmonie Südwestfalen, la Radio Philharmonic Orchestra di Slovenia a Ljubljana e orchestre a Budapest quali máv, Danubia Symphony Orchestra e Dohnányi Symphony Orchestra. Fa il suo debutto all’Hungarian State Opera nel 2021 con Die Entführung aus dem Serail e da allora ha diretto in quella sede Attila, L’italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Die Fledermaus e Don Giovanni. È laureato alla Franz Liszt Academy of Music di Budapest, dove ha studiato con Ádám Medveczky e András Ligeti. Attualmente sta terminando la sua formazione all’University of Music Franz Liszt di Weimar sotto la guida dei direttori Nicolás Pasquet ed Ekhart Wycik. Nel 2021 è stato selezionato a partecipare al programma della Peter Eötvös Contemporary Music Foundation, dove ha lavorato con maestri quali Péter Eötvös, György Kurtág, Fabián Panisello e Magnus Lindberg. Nel 2023 è stato assistente alla direzione di Ádám Fischer durante gli annuali Budapest Wagner Days.